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Foglie di Lauro. L'Arte di condividere. Successo delle GEP con il Touring Club Italiano

GEPIl complesso conventuale dell'Annunziata è, sicuramente, uno tra gli esempi di architettura urbana più imponenti, nel centro storico di Capua.
Protagonista delle GEP, le Giornate Europee del Patrimonio, a cui la città ha preso parte, grazie alla impeccabile organizzazione del Touring Club Italiano, ancora una volta è riuscito a suscitare emozioni "forti" da parte dei numerosi visitatori.
Incantevole il chiostro con i suoi porticati, le cui reminescenze visualizzano ancora gli istituti scolastici in esso allocati e le sedi ospedaliere del glorioso Ferdinando Palasciano.
Due, però, le testimonianze reali e concrete che ancora sussistono e che sono oggetto di attenzione da parte dell'opinione pubblica: il suggestivo belvedere e la "ruota" dell'orfanotrofio, dove, appunto venivano lasciati alle cure delle suore del monastero i bimbi nati ed "abbandonati" . Le suore hanno avuto nel passato un ruolo determinante nella cura e la gestione del sito, sicché, funge a memoria dei posteri l'univocita' della struttura arcuata sul corso Appia, che collegava il monastero con la chiesa dell'Annunziata, dove le suore si spostavano per partecipare alle funzioni religiose.
Dal belvedere si osserva l'alto della città, con i suoi palazzi antichi, le cupole: quella di Domenico Fontana, di S. Eligio, la torre merlata dei principi Normanni.
Uno scenario incantevole, una stratificazione urbana unica nel suo genere.
La ruota, mantenuta ancora in condizioni apprezzabili è datata; una bussola girevole di forma cilindrica, è divisa in due parti chiuse per protezione da uno sportello: una verso l'interno ed un'altra verso l'esterno che, combaciando con un'apertura su un muro, consentiva di collocare, senza essere visti dall'interno, gli esposti, i neonati abbandonati.
Storie passate, ma che rivivono nel presente, con un fascino incredibile, merito ancora una volta del Tci, dei volontari "Aperti per Voi". Un successo pieno, con la doppia firma di Annamaria Troili e Pompeo Pelagalli. La collaborazione dei volontari "Aperti per voi" coordinati da Ugo Dal Poggetto, ha fatto il resto. Preziosa, inoltre la collaborazione dell'associazione Carabinieri, che ha concesso l'ingresso alla propria sede, per ammirare gli interni del complesso monastico.
Sette Serpi, con Antonello Roma ha organizzato la serata di sabato, con la partecipazione "straordinaria" di Paoletta, la Dj di Radio Italia, figliola del professor Pompeo, che già a pranzo era stata da Papla', l'hosteria dei nobiluomini di piazza De Renzis, dove la chef Placida Gallonio aveva preparato succulente pietanze della tradizione capuana.
Domenica mattina, visita straordinaria alla Reale Sala d'armi con la suggestiva rastrelliera borbonica.
Questa è Capua, che nonostante tutto, con il Touring Club Italiano, continua a "difendere" il ruolo di regina del Volturno.

 

Foglie di Lauro. Una "Masterclass" con Veronica Peparini per anticipare l'anno accademico di Arabesque

arabequeUna masterclass con Veronica Peparini, è quanto di meglio possa anticipare il nuovo anno accademico di Arabesque, la scuola professionale di danza, con sedi a Capua, quella storica, alla riviera Casilino ed a Caserta, in via Fuga.
Lo si è capito sin da subito, considerate le aspettative degli allievi, ma anche dei numerosi fans, accorsi a Caserta, ieri pomeriggio, sabato, per ammirare la coreografa, nota al pubblico della televisione, per essere docente della scuola di "Amici", la seguitissima trasmissione Mediaset, condotta da Maria De Filippi.
Veronica Peparini, inoltre, è la coreografa del Musical "Romeo e Giulietta - Ama e Cambia il Mondo" prodotto dall'impresario David Zard. Caserta e la danza, si rinnova un legame con Arabesque, che da ben trent'anni, fornisce lezioni, didattica e stage di altissimo livello professionale.
Trent'anni di esperienza, dicevamo, con Annamaria Di Maio sempre alla ricerca di ulteriori iniziative, finalizzate a rendere qualificata la propria "missione" scolastica e professionale.
L'anno accademico 2018-2019 è iniziato alla grande, non solo per la presenza straordinaria di Veronica Peparini, ma anche per il notevole interesse suscitato intorno al mondo della danza ed a quegli allievi meritevoli di audizioni in iniziative teatrali e televisive.
La competenza e la preparazione dei docenti di Arabesque, infatti, ha permesso a numerosi allievi di realizzare e concretizzare progetti molto ambiziosi, con l'inserimento nel mondo della danza professionale, lavorando così, sia in televisione, con partecipazione in programmi televisivi, che nei più grandi teatri del mondo.
L'Associazione Arabesque, nasce sotto la direzione artistica di Annamaria di Maio ed è un centro di danza professionale, che vanta oltre trenta anni di esperienza; la prima e storica sede si trova, ancora, lungo la riviera Casilino a Capua, poi l'ampliamento delle attività e le sempre maggiori richieste da parte di allievi motivati nel dedicarsi allo studio della danza, forniscono gli elementi per la sede di Caserta.
La prossima settimana, sarà caratterizzata da una serie di open day, che presenteranno le opportunità didattiche, suddivise per le varie categorie, ovviamente in base alle età degli allievi: creativa e predanza, classica, moderna, hip hop e danza contemporanea.

Nelle foto Veronica Paperini ed Annamaria Di Maio con alcuni dei partecipanti al masterclass e momenti di formazione.

 

Foglie di Lauro. Talenti artistici della nostra città. Una produzione fatta con estro e fantasia

fiorella iannelliÈ meraviglioso scoprire "talenti" artistici nella nostra città; ancor più, perché producono, con estro e fantasia, al di fuori dei clamori della cronaca e lontano da circuiti organizzati.
Sicché, è d'obbligo, per il cronista attento, scrutare nelle botteghe d'arte della nostra città. Botteghe ricavate, spesso, nelle proprie case, pronte ad aprire al pubblico meritevole.
È Fiorella Iannelli, la protagonista di oggi, con le sue creazioni in pasta di mais; creazioni dedicate anche a personaggi della storia di Capua, il che rappresenta una ulteriore prova d'amore che l'artista nutre per la propria città ed il presupposto necessario per dedicarle spazio informativo.
Voglia di creare, manualita' e fantasia, sono questi i tre elementi che accompagnano Fiorella Iannelli, fin da giovanissima, tanto che, creava roselline con la mollica di pane e con la cera alimentare che ricopre certi tipi di formaggi.
Nel tempo, pero', Fiorella ha cercato prodotti capaci di soddisfare la innata e continua creatività. E l'incontro con la pasta di mais si è trasformato in "amore a prima vista".
La pasta di mais, è un composto che si prepara in casa, a base di colla vinilica e maizena, farina di mais, che e' un addensante che si usa in cucina per preparare torte e creme; pentolino antiaderente, stessa quantita' di colla e farina, aggiunta un cucchiaio di olio di semi e mezzo di limone e cottura a fuoco lento, finche', il composto assume una forma tondeggiante, staccandosi dalle pareti del pentolino. Solo succesivamente, si avvia il lavoro manuale per eliminare eventuali grumi. La pasta viene sigillata in un foglio di pellicola trasparente, per alimenti, onde scongiurare la seccatura.
La quantita' occorente per creare l'oggetto o il personaggio viene segmentata ogni qual volta si procede all'inizio del lavoro. Fiorella Iannelli è parte integrante del Comitato volontario del rione ferrovia e, da quattro anni, partecipa con le sue creazioni ai vari eventi pubblici. Recentemente ha riscosso notevole successo alla mostra nel cortile del palazzo Municipale, organizzata nell'ambito della manifestazione dedicata al fiume Volturno. Occasioni prossime, sicuramente non mancheranno, per apprezzare i manufatti della Iannelli, a base pasta di mais, una novità, almeno per il cronista curioso.

 

Nelle foto con Fiorella Iannelli ed il grillo parlante, Pier dalla Vigna, Giuseppe Martucci, Ferdinando Palasciano ed Ettore Fieramosca.

 

Foglie di Lauro. Annamaria Di Maio sempre alla ricerca di nuovi talenti. Oggi inaugurazione dell'anno accademico

annamaria dimaioQuando si parla di danza, in provincia di Caserta, Arabesque rappresenta un punto di riferimento per l'attività formativa.
Da oltre trent'anni, la scuola fornisce lezioni, didattica e stage di altissimo livello professionale.
Trent'anni di esperienza, dicevamo, con Annamaria Di Maio sempre alla ricerca di ulteriori iniziative, finalizzate a rendere qualificata la propria "missione" scolastica e professionale.
L'anno accademico 2018-2019 inizia con grande partecipazione e soprattutto con la presenza straordinaria di Veronica Peparini, che terrà una masterclass, presso la sede di Caserta
Veronica Peparini è una tra le più affermate coreografe ed è particolarmente nota al pubblico della televisione, per essere docente della scuola di "Amici", la seguitissima trasmissione Mediaset, condotta da Maria De Filippi.
Veronica Peparini, inoltre, è la coreografa del Musical "Romeo e Giulietta - Ama e Cambia il Mondo" prodotto dall'impresario David Zard.
L'Associazione Arabesque, nasce sotto la direzione artistica di Annamaria di Maio ed è un centro di danza professionale, che vanta oltre trenta anni di esperienza; la prima e storica sede si trova, ancora, lungo la riviera Casilino a Capua, poi l'ampliamento delle attività e le sempre maggiori richieste da parte di allievi motivati nel dedicarsi allo studio della danza, fornirono l'occasione di aprire una nuova sede a Caserta.
La competenza e la preparazione dei docenti, ha permesso a numerosi allievi di realizzare e concretizzare progetti molto ambiziosi, con l'inserimento nel mondo della danza professionale, lavorando così, sia in televisione, con partecipazione in programmi televisivi di prima linea, che nei più grandi teatri del mondo.
L'appuntamento con Veronica Paperini e l'inaugurazione del nuovo anno accademico è per sabato, ventidue settembre, alle ore 17, presso la scuola professionale di danza Arabesque, in via Fuga a Caserta.

 

Nelle foto con Veronica Paperini ed Annamaria Di Maio, momenti di formazione alla danza.

 

Foglie di Lauro. Capua nelle Giornate Europee del Patrimonio.

capua gepLe Giornate Europee del Patrimonio, identificate nell'acronimo "GEP", rappresentano una ulteriore prova per la città di Capua, ma soprattutto la conferma, di centro, così detto minore, ma, con un potenziale culturale e turistico di "spessore".
Ed anche in questa manifestazione, il Touring Club Italiano, si è reso promotore di un programma coinvolgente ed allo stesso tempo di ampio ed armonioso respiro artistico e culturale.
È grazie al Tci, che Capua rientra nei mille siti interessati alle Giornate della cultura, e quando si parla di Touring, non si può fare a meno di mettere in evidenza il lavoro di Annamaria Troili, che della struttura è Console accreditato.
A dar man forte al nostro Console, c'è, come sempre, Pompeo Pelagalli. Potrebbe essere anche superfluo elencare le molteplici "proprietà " culturali del Professore capuano, ma per tutte piace sostenere che sono ben ottantasei gli anni, cioè da quando è nato qui, a Capua, che Pompeo Pelagalli è in prima linea per la valorizzazione della città, del suo patrimonio monumentale, del notevole contributo letterario offerto a beneficio di studiosi e ricercatori.
Detto questo, non mancherà nella due giorni del GEP, domani e domenica, il supporto dei volontari "Aperti per voi", coordinati da Ugo Dal Poggetto, delle scuole, delle istituzioni civili, religiose ed associative, che sostengono il programma degli eventi.
Sarà la banda musicale dell'Istituto "Pier della Vigna" ad aprire la manifestazione con l'inno Europeo, che sarà eseguito al cippo marmoreo del Placido Capuano, giusto per ribadire che la lingua italiana è nata qui. Le Giornate Europee del Patrimonio, costituiscono il più partecipato degli eventi culturali in Europa, promosso fin dal 1991 dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea.
Quest’anno, il tema è dedicato a “L’Arte di condividere”. Sarà l'occasione, a Capua, per condividere la meravigliosa presenza di siti storici incantevoli, scrutare monumenti nella loro intierezza, avere la possibilità di vedere o rivedere "cose" e luoghi, spesso, molto spesso chiusi.
Parliamo della Reale Sala d'armi con la rastrelliera borbonica, domenica, o ammirare dall'alto il centro storico dal belvedere dell'Annunziata; la ruota dell'orfanotrofio, domani sera, ed ovviamente le chiese a Corte. Il Museo Campano sarà aperto per dedicare spazio alle Matres Matutae, questa volta con il nuovo direttore, il Professor Mario Cesarano, che ha prontamente sostenuto l'iniziativa. Qui, troveremo gli studenti dell'Itet di Capua che accompagneranno i visitatori. Mostre, spettacoli ed intrattenimento, faranno il resto, con il chiostro del complesso conventuale dell'Annunziata, dove tra musica a tema, Antonello Roma, titolare di Sette Serpi, deliziera' gli ospiti con prelibatezze culinarie.
Ospite d'eccezione, Paoletta Pelagalli, che non dimentica mai la sua Capua.
Paoletta, domani sarà a Capua per l'intera giornata; pranzo da Papla', l'hosteria dei nobiluomini, in piazza De Renzis, dove la chef Placida Gallonio, preparerà, tra l'altro, la parmigiana di melanzane, ed in serata, nel chiostro dell'Annunziata, ospite di Sette Serpi e di Antonello Roma.
Insomma, per la città di Capua, la "condivisione dell'Arte" è una nuova ed ulteriore possibilità per valorizzare la indiscussa identità culturale e quindi turistica.

 

Nelle foto con una suggestiva immagine della torre merlata e della sala d'armi, Paoletta con papà Pompeo ed il chiostro dell'Annunziata.

 

 
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Foglie di Lauro. "Teatro Basso" e "la seta storta", due entità culturali che identifica Annamaria Cembalo, donna forte, coraggiosa...

cembaloIl "teatro basso" e "la seta storta"; sintetizzo in queste due entità culturali, virgolettando l'essenza, il fulcro di quella attività teatrale, ma sinceramente non riduttiva nel termine, che identifica Annamaria Cembalo, donna forte, coraggiosa, senza se e senza ma.
Insomma, una professionista abituata a combattere e difendere per i suoi ideali; ideali fatti di cultura sanguigna, popolare, che parte dal basso e che si cimenta con l'orgoglio di una appartenenza laica, senza bandiera, insomma, senza compromessi.
Immagino la teatralità di Annamaria Cembalo come un carrozzone di gitani, quelli che in una piazza, in una fiera, insomma in un contesto di popolo, aprono il loro sapere, foriero di accattivanti rappresentazioni, quelle pure, genuine, scritte, prodotte e recitate nel vorticoso giro di una didattica tipicamente nuova, alternativa, priva di interferenze.
Così, nasce il teatro Basso, così ci si esibisce ne "la seta storta". Un laboratorio teatrale che ha peregrinato spesso, alla ricerca di un sito, di una sponda dove ancorare tutto il sapere di un arte teatrale che genera coscienze, riflessioni, mutamenti temporali.
Annamaria Cembalo crea così, dal nulla, senza una strittura stabile, ma con fondamenta forti, intrise di passione, il laboratorio Teatro Basso. Nel 2001, nella sala di San Martino, in lei aveva creduto e sostenuto il progetto , il compianto Monsignor Mimì Di Salvia. Si scoprirà, poi, padre spirituale della Cembalo. Il sacerdote sosteneva la creazione di uno spazio artistico, dove bambini , giovani e adulti potessero sperimentare la sublime arte della finzione. L'immaginazione e la creatività sono le parole predominanti della Cembalo, che continua imperterrita a trasmettere amore per il teatro. Non solo, l'autrice e regista, con autoritaria percerzione, ha dimostrato in più di una occasione di assecondare la tecnica e prediligere lo sguardo; quello stesso sguardo che si dimostra attento di tutto ciò che ci accade dentro, soprattutto quando i suoi allievi affrontano lo studio del personaggio e quindi del copione. I primi tre mesi di ogni anno accademico vengono dedicati a esercizi propedeutici al palco; ove ci sia un palco , altrimenti lo si immagina, decretando uno spazio scenico di fantasia.
Il teatro è tutto l'insieme. Per Annamaria Cembalo, il pubblico e l'attore sono un tutt'uno . Il primo guarda colui che agisce e, nella trasmissione di emozioni reciproche la storia vive . Il teatro basso , per dieci anni milita , con abbondante seguito a San Martino . Nel 2010 approda al teatro Ricciardi per due anni. Poi, il carrozzone sposta le sue teatralità in altri siti: Palazzo Lanza e Palazzo Fazio , fino a un basso di via Roma. Giorni attuali, la Pro Loco di Capua ospitata e garantisce l'esecuzione didattica per il proseguimento dell'attività teatrale del Teatro Basso. I corsi inizieranno dal prossimo primo di ottobre; poi si genera il gruppo teatrale La Seta Storta, che recluta gli allievi attori che si distinguono durante i corsi laboratoriali per capacità e talento .
Il lavoro di questa "stagione" è finalizzato alla rappresentazione di tre pièce teatrali.
Ne vedremo delle "belle" !.

 

 

Foglie di Lauro. Cantanti o canzoni di "giacca", un genere musicale che potrebbe risultare tramontato

tirozzi capuaCantanti o canzoni di "giacca", un genere musicale che potrebbe risultare tramontato, se si considera che la neo-melodia ed il rep partenopeo hanno preso testo negli ultimi anni.
Ma non è così, atteso che, ancora "resistono" artisti che non si discostano di un solo spartito, rispetto a quelli di Libero Bovio.
Questa volta, parliamo di Tommaso Tirozzi, la cui popolare genesi, lo ha reso protagonista di un percorso artistico, seppur di profonda passione e, sicuramente, di amore per la classica napoletana, non gli ha mai fatto rinnegare le proprie origini.
Origini che, però, gli sono state feconde per accogliere tra i suoi estimatori numerosi fans.
Tommaso Tirozzi si è già esibito in piazza Maiella, nello spazio spettacolo del Bar Nobre, lo farà nuovamente domani, diciannove di settembre, con inizio alle ore venti e trenta. Il bar Nobre ha il privilegio di animare una delle piazze più belle del centro storico e Natalina Bencivenga, è il fiore all'occhiello, coadiuvata in modo impeccabile dal dinamico consorte e gli intraprendenti figlioli.
Così, l'estate del bar Nobre, in piazza Maiella, ha tenuto compagnia ai clienti, con animazione e spettacoli, che hanno coinvolto sia i giovani clienti, con serate a tema, che clienti desiderosi di piano bar e spettacoli di intrattenimento.
Domani sera, però, l'attenzione sarà rivolta, solo ed esclusivamente, al repertorio delle più belle canzoni napoletane, ante e dopo guerra, ma la novità della serata, sarà rappresentata da una performance particolarmente attesa, non foss'altro perché rientra in quel contesto antropologico collegato alla fede Mariana del popolo Napoletano.
Tommaso Tirozzi, infatti, sin da piccolo, ha espresso una profonda professione di fede nei confronti della Madonna Dell'Arco, venerata nel santuario di Sant'Anastasia.
Ebbene, la tradizione dei canti intonati, in particolare il lunedì dell'Angelo, dai "battenti", sarà protagonista di una parte dello spettacolo, per cui si preannuncia la presenza di musici che si esibiranno con strumenti tipici.
La direzione artistica e musicale dello spettacolo è curata, ed aggiungiamo noi, non potrebbe essere altrimenti, dal maestro Luigi Tirozzi, figliolo diletto di Tommaso.
E lo spettacolo, per gli appassionati, è assicurato.

 

Nelle foto con Tommaso e Luigi Tirozzi, lo spazio spettacoli del bar Nobre in piazza Maiella.

 

 

Capua. Un cittadino consiglia al Sindaco e agli amministratori di lasciare la sedia. Capua ha bisogno di vivibilità e non solo.

Piazza giudici invasaRiceviamo e pubblichiamo, una lettera di un cittadino, che lamenta l'inefficacia dell'amministrazione Centore.

 

"Spett.le Redazione buongiorno,

a seguito di tutto quello che vedo segnalato sulla...

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Foglie di Lauro. Sessa gioelli: una delle attività più antiche di Capua, festaggia la sua nuova apertura

sessa gioielliÈ una delle immagini, tra le piu suggestive, che rappresentano la gioielleria "Sessa" di Capua, nella sua più totale intierezza.
Una famiglia votata al lavoro, alla professionalità, alla scelta incondizionata del meglio: qualità, univocita'; insomma il prestigio di aver condiviso con Capua momenti meravigliosi.
Così è tempo di alimentare, con la stessa vocazione, una nuova, brillante ed accattivante esperienza: New Comcept Jewelry.
La città è Santa Maria Capua Vetere, precisamente in Piazza Duomo.
Domenica sedici settembre, ore diciotto, data storica, non solo per l'inaugurazione di una tra i punti espositivi e di vendita della gioielleria Sessa, quando sarà l'occasione per festeggiare il sessantesimo anniversario dell'attività in provincia di Caserta.
" SESSAnt' anni con Voi !" Scelta, quanto mai opportuna, frutto di un simpatico assemblaggio di lettere, che evidenzia il senso dell'invito.
La foto che abbiamo preferito per la pubblicazione, dicevamo, rappresenta una meravigliosa continuità di valori; la trasmissione di esperienza tramandata da generazioni; tutto l'amore è la passione per crescere con la consapevolezza di garantire serietà e prodotti sempre in linea con le esigenze della clientela.
C'è don Aristide, figura carismatica, presenza, ancora oggi autorevole, ma allo stesso tempo discreta. Insomma, quella discrezionalità che è frutto di quell'esperienza maturata nel corso degli anni. Nell'immagine, ci sono, poi, Gennaro e Fabio. Ed anche se non compare nelle foto, c'è Igino, il primogenito, che ha un ruolo decisamente importante, atteso che gli è stato imposto il nome del nonno, fondatore, appunto, dell'azienda. Per dirla in breve, siamo alla quarta generazione dei famosi ed apprezzati gioiellieri capuani.
Dalla vecchia sede "sotto i portici" di via Duomo, alla nuova e multipliano espositiva, sempre in via Duomo, ne è passato un po' di tempo; più di mezzo secolo, durante il quale la famiglia Sessa ha rappresentato un caposaldo per il commercio nella nostra provincia.
Sessanta anni costellati da successo, ma anche tanti sacrifici.
La fidelizzazione del cliente è da sempre il principale abiettivo della "prestigiosa" azienda capuana.
Così, domani, domenica, una nuova tappa va ad aggiungersi al percorso imprenditoriale.
Alle diciotto, sarà inaugurato il nuovo show room a Santa Maria Capua Vetere.
La ricerca della soddisfazione del cliente è l’obiettivo principale della gioielleria, frutto dell’impegno di quanti lavorano in essa, offrendo anche servizi post vendita, che la rendono perciò punto di riferimento della provincia per ciò che concerne gli oggetti preziosi e gli articoli da regalo.
C'è, poi, la preparazione tecnica degli addetti alla vendita, nel settore orologeria, dove la Gioielleria Sessa vanta un’esperienza pluridecennale, che permette di soddisfare qualsiasi esigenza di carattere tecnico ed estetico.
La tendenza della “Gioielleria Sessa”, è stata quella di realizzare, nelle dimensioni di impresa, un concetto di qualità totale, conquistando sul campo la capacità di essere considerata l’orgoglio di tutta la provincia di Terra di Lavoro.
Giunta alla quarta generazione, e ci piace rimarcarlo con grinta, Sessa ha fondato il suo stile non solo sulla ricerca, continua e costante negli anni, di prodotti raffinati, ma, soprattutto con la sua pluriennale professionalità è riuscita a ritagliarsi un posto di piazzamento anche nel settore vastissimo degli articoli da regalo e liste di nozze; ha selezionato i marchi che più appagano e danno maggiore soddisfazione al cliente, mirando in primo luogo a quelli che più attirano le giovani coppie di fidanzati, i quali presso la Gioielleria, possono coronare il loro sogno d’amore anche stilando una lista di nozze.
Con la sede di Capua, in via Duomo 42, fino a ieri, unica, ed orgoglio di tutta la provincia di Terra di Lavoro, da oggi, anche a Santa Maria Capua Vetere.

 

Capua. Un cittadino lamenta lo spegnimento anticipato della pubblica illuminazione. La città resta nel buio totale.

 

illuminazionepubblicaRiceviamo e pubblichiamo lettera di una cittadina, in merito allo spegnimento anticipato della pubblica illuminazione, creando situazioni di pericolo per ciclisti e pedoni.

 

"Spesso esco...

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Capua. Dissuasori come "Le Palle del Tenente"

dissuasori birilliRiceviamo e pubblichiamo lettera di un cittadino in merito ai dissuasori.

 

 

"E' capitato a tutti di aver subito un maltolto, uno sgarro, un'angheria, o di essere stato vittima di un'ingiustizia,...

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Foglie di Lauro. Personaggi: Artigiani per amore.

crescenzoArtigiano e discepolo di un'arte antica e riconoscita Patrimonio dell'umanità.
La sua presenza è però discreta ed all'occorrenza foriera di quell'esperienza di vita vissuta, che solo chi ha girato il mondo può avere.
È questo il ritratto di Crescenzo, l'artigiano della pizza "made in Capua".
Ha riaperto la sua "bottega" in sordina, senza tanti proclami ed altrettanta pubblicità. Ma non è bastato a tenere alla larga i suoi clienti. L'inebriante odore della sue pizze lo si avverte ovunque. Ovunque, in quel dedalo del centro storico, ad un passo dalla piazza dei Giudici.
La meritata pausa estiva, ha lasciato un certo languorino che però è stato già appagato dai primi giorni di settembre. I capannelli di buongustai sono già visibili all' imbrunire.
Siamo in via Monte dei Pegni, una folla di persone in attesa, dove il comune denominatore è lo sguardo famelico.
Un profumo inebriante, avvolge e coinvolge gli astanti.
È il gusto che prende il sopravvento per le pizze di Crescenzo.
Napoletano doc, di cui se ne vanta, senza ostentare, però, un amore filiale con la città di Capua, dove si è trasferito da anni. Il progetto di aprire una pizzeria proprio qui, si concretizza nel 2001 e per essere precisi, un martedì grasso.
Pizzaiuolo vecchio stampo, ma con un apprezzato passato da musicista eclettico, bassista per la precisione, Crescenzo Sabbatino è riuscito a riprodurre, nel centro storico, la "classica" è tradizionale pizzeria da asporto, caratteristica comune nei decumani Partenopei.
L'ambiente è piccolo, piccolissimo, ma quanto basta per soddisfare, appieno, l'appetenza dei tanti che, quotidianamente, nelle ore serali gli fanno capolino.
Si, perché Lui, il protagonista, conosce tutti e tutto dei suoi clienti e man mano che se ne aggiungono altri, non ostenta capacità interpretative, per incamerare in un database mentale: nomi e provenienza.
È il profumo, però, che impone l'assaggio continuo di quelle pizze, che vengono sfornate in rapidissima successione. Un vorticoso giro, alla cui sequenza, si aggiunge la variegata scelta, formulata con ingredienti sani, genuini e soprattutto territorialmente di origine controllata.
Aggiudicato lo spicchio, la fetta o la pizza, nel compendio della sua intierezza, non resta altro da fare che dar corso alla soddisfazione del palato.
Bisogna, però, "accomodarsi" all'esterno; mai prospettiva d'immagine è stata così complessa, laboriosa e sistematicamente plasmata a periodi storici, conseguenti con la Civitas capuana.
Pizza e cultura, insomma, in una semplicistica valutazione architettonica, alla pari di quando a Napoli, mentre si gusta la pizza "a portafoglio" l'attenzione distratta e giustificata, fissa l'immagine di palazzi, chiese e monumenti, vanto ed orgoglio dell'antica Partenope.
Ebbene, anche qui, da Crescenzo, con un succulento trancio di pizza, ci si ritrova da un lato, la casa che diede i natali al compositore Giuseppe Martucci ( mi astengo da ogni commento sull'attuale stato di abbandono ndr) e dall'altro, lo storico palazzo nel quale visse Ettore Fieramosca, l'eroe capuano della disfida di Barletta.
Lo sguardo in avanti, invece, al margine perimetrale del Bivach, sede della Pro Loco, si osserva la piazza dei Giudici, con il palazzo del Governatore, la chiesa di S. Eligio, l'arco Alessio Simmaco Mazzocchi.
Per il visitatore attento, l'amante del gusto, il residente, non c'è altro da chiedere, dove tra arte, storia e cultura, la buonissima pizza di Crescenzo Sabbatino può essere solo una gustosissima compagna, nella riflessione e nell'amore per questa città : Capua !

 

Capua. Il carro della riffa: tradizioni arcaiche, che ancora si rinnovano, solo perché resiste quel senso di appartenenza, che mantiene vive, incontaminate, le tradizioni del nostro contado.

 

duonnolo

Così, il sincero ed ospitale borgo di Sant'Angelo in Formis, dove troneggia la splendida Basilica Benedettina, diventa palcoscenico naturale di un evento che anticipa e distingue i festeggiamenti in onore del venerato San Michele Arcangelo.
Tradizioni che raccontano usi e costumi di una comunità, dove ancora ci si conosce personalmente, dove ancora ci si identifica, magari meglio con il sopranome, dove ancora sono vive quelle attese spasmodiche per celebrare un evento.
È ben nota la fede dei sant'angiolesi per il Santo, altrettanto l'impegno per rinnovare quello spirito di amore per una festa attesa tutto l'anno.
Sicché, l'alzata del "drappo" onorifico, che rappresenta l'apertura delle celebrazioni, simboleggia che è tempo di festa, è tempo di rinnovare la propria professione di fede.
Il carro che gira per le vie del paese, raccogliendo ogni piccola offerta ed anche oggetti o cibi, per poi proseguire nella riffa, rappresenta la partecipazione attiva di un popolo presente e legato ad una tradizione, la cui storia è incontaminata dal corso dei secoli e dove ancora si distingue quell'amore e quella passione, tramandata alle nuove generazioni, le cui componenti sono uniche: movenze, parole e canti.
Il tutto, anche quest'anno, è sostenuto ed incoraggiato da Don Franco D

uonnolo, amato sacerdote e fonte inestimabile di storia e cultura. Un lavoro in comunione, che continua nonostante l'evolversi del tempo a difendere una pregevole identità locale. Don Franco Duonnolo è il Rettore della Basilica ed è il presidente del comitato festeggiamenti. Don Franco è guida spirituale, ma anche e soprattutto regista dell'evento, che associa alle celebrazioni liturgiche un programma di eventi ludici e spettacolari, per cui sarà necessario ritornare sull'argomento, per presentare ai lettori il programma completo. I contributi dei fedeli vengono dedicati alla costruzione dell'evento, ad abbellire il borgo con le artistiche luminarie, a rendere suggestiva la processione del Santo.
I festeggiamenti inizieranno il ventotto e culmineranno, poi, il 30 settembre.
La devozione a San Michele Arcangelo è antichissima ed è legata alla Basilica di Sant’Angelo in Formis, il complesso monastico tra i più importanti esempi di arte romanica, che conduce fedeli e visitatori in un tempo antichissimo, quando Gregorio Magno, sostiene un concetto decisamente significativo, affinché la pittura nelle chiese, rappresenti lo strumento per coloro che non sanno leggere, dove gli affreschi fungano da lettura per i tanti, impossibilitati a beneficiare dei testi scritti.
E sono proprio gli affreschi presenti in Basilica, che rendono il sito sant'angiolese un luogo da non perdere nel cammino di fedeli o semplicemente di turisti. Le scene del Vecchio e Nuovo Testamento, superbamente sono un tesoro per dell’arte figurativa. La Basilica Benedettina è sorta sulle rovine dell’antichissimo tempio dedicato a Diana Tifatina, di cui, secondo gli esperti fu eretto dopo che una cerva di rara bellezza e candore, nutrita e donata ai capuani da Capvs, mitico fondatore della città, ritenuta essa stessa una divinità ed ancella di Diana; catturata dai soldati romani al tempo della guerra annibalica, fu immolata a Diana dal proconsole romano Fulvio Fiacco per propiziarsi la vittoria.
La leggenda, riportata da Silio, attribuisce mille anni alla cerva e, di conseguenza, antico il culto sui colli a Diana.
Il nome “S. Angelo ad arcum Dianae oppure ad formam, ad formas, in formis” si riferisce alle condutture idriche che trasportava l’acqua dal Monte Tifata a Capua, ma altri sostengono che ‘informis’ è invece rivolto al significato di immateriale, come immateriale è un altro culto, questa volta cristiano e che continua a rinnovarsi in San Michele Arcangelo.

 

Nelle foto con Don Franco Duonnolo, il simulacro di San Michele Arcangelo ed il carro della riffa.

 

 

 

Capua. Domenica: "Il Volturno, un fiume di storia...in canoa"

proloco kayakCultura e sport, un binomio che, a molti, potrebbe sembrare alquanto insolito, ma se l'obbiettivo è finalizzato ad un giusta causa, allora è presto detto, che il successo di questa coalizione è già annunciato.
Infatti, si registra, il tutto esaurito, in ordine di presenze e disponibilità, per la manifestazione in programma domenica a Capua.
"Il Volturno, un fiume di storia...in canoa". È questo il titolo, che vedrà protagonista, ancora una volta, la città di Capua.
Forze in campo: Touring Club Italiano, Pro Loco e Volturnia Kajak.
Tre centri propulsori di iniziative, altrettanti gli organizzattori: Annamaria Troili e Pompeo Pelagalli per il Touring, Luigi Di Cecio per la Pro Loco e Gennaro Iadicicco, per il Volturnia kayak, con un cospicuo gruppo di Volontari, animati da spirito di servizio, ricerca di cultura, mai sopita dal tempo e difesa incondizionata, con valorizzazione della più imponente risorsa naturale: il fiume Volturno. Volontari coordinati da Ugo Dal Poggetto.
Raggiunto il numero massimo dei partecipanti, per ovvi motivi logistici ed arganizzativi, ai più non resta che sostenere la manifestazione e sollecitare una più ampia, incisiva, programmazione, capace di generare idee, progetti e concrete attività di tutela e salvaguardia.
In vero, proprio in questi giorni, il Volturno è "osservato speciale", non solo per le opere di ristrutturazione e messa in sicurezza del ponte nuovo, chiuso al traffico veicolare e pedonale, conseguenza determinata da verifiche formali e sostanziali, ma anche perché le sponde, ed in particolare quelle lungo la riviera Casilino, si presentano in una dimensione inquietante.
Per domenica, dunque, con il Volturno, saranno protagoniste le canoe della Volturnia Kayak, che consentiranno la navigazione ai partecipanti. Siamo certi che non mancherà la presenza dei lontri, governati a misura dai "ciummaiuoli", che daranno quel tocco distintivo al tratto navigabile del Volturno, lungo il perimetro del centro storico.
Con le canoe, le "dame", le bici della Pro Loco, che saranno utilizzate per un singolare tour, attraverso il centro storico. Lì, dove le pietre dei palazzi gentilizzi, delle chiese e dei monumenti, rendono ragione all'unicum capuano.
Lungo la riviera, inoltre, mostra di foto realizzate da Marauta e Iadicicco e manufatti Acph, dei "ragazzi speciali" di Argia Dell'Aquila.
Volturno protagonista, dunque, ma anche tutto ciò che può essere collegato, quale risorsa per i centri urbani, da lui attraversati e bonificati dalle acque calme e leggere. Se si considera dalla piana del Caiatino, dove rigogliosi si elevano i filari di uva, che generano, in un tutt'uno con quelli del monte Maggiore, il prelibato nettere dal nome Casavecchia, o Pallagrello. Eppoi, la fertile terra da pascolo, che produce con le bufale dei Mazzoni, la nostra inimitabile mozzarella.
Insomma, una risorsa da valorizzare e difendere. Una difesa che per il momento associa sport e cultura, ma che non è recondito l'auspicio di una presa di coscienza molto più generalizzata.
Per il momento Tci, Pro Loco e Volturnia Kajak, ci provano, e considerato il successo già segnato dai partecipanti, come si dice in gergo, sono già "un passo avanti". Spetta a noi, ora "raggiungerli" è sostenere altrettante iniziative.
Ospiti a Capua di riguardo e che avranno l'opportunità di gustare prelibatezze culinarie della chef Placida Gallonio, che da Papla, in piazza De Renzis, l' hosteria dei Nobiluomini, preparerà, tra l'altro la tradizionale "parmigiana di melanzane" ed un prelibatissimo filetto di maialino nero casertano, con sbriciolata di tarallo napoletano.
Anche questa è Capua !.

Nelle foto le canoe del Volturnia kayak, anche con coreografia notturna e le dame della Pro Loco.

 

Foglie di Lauro. Riapre la stagione teatrale al Ricciardi

teatro ricciardiAprire il cartellone della stagione teatrale del Ricciardi di Capua, con Monica Guerritore, significa dare una linea netta, precisa, determinata, al ruolo che la struttura polivalente vuole assumere nel contesto culturale della nostra provincia.
Si apre il sipario su di una stagione nuova, dal punto di vista temporale, ma in evidente continuità rispetto ai progetti di "Capua Speciosa" , che con Gianmaria Modugno gestisce il teatro capuano.
Si inizia il diciotto novembre, con un lavoro scritto e diretto dalla Guerritore, che è la protagonista di Giovanna D'arco.
Con “Giovanna D'Arco”, Monica Guerritore torna a misurarsi in uno spettacolo di grande intensità, di cui è autrice, regista ed interprete. Dopo un decennio dalla "prima", sferza il suo corpo ed il suo cuore, perché restituiscano, ancora una volta, sul palcoscenico, la forza immensa del coraggio. Quello di cui noi tutti abbiamo bisogno.
Ed il trenta novembre, subito immersi nella comicità : quella autentica, pura, naturale e di strada, con Maurizio Casagrande.
L'attore presenta: "Mostri a parte". Quindi il venti di dicembre con Biagio Izzo ne: "I fiori del latte" di Eduardo Tartaglia.
Per Casagrande, una storia "incrociata" con Ursula, moglie molto più giovane e con visioni lungimiranti;
Lui e lei. Un uomo e una donna, ma in realtà il passato ed il presente che si scontrano in campo neutro: Il teatro.
Conosciamo Tartaglia, che a Capua è veramente di casa, e conosciamo pure Biagio Izzo.
"I fiori del latte" è il nome di un caseificio campano di prossima apertura, ecco, allora, le mozzarelle, le provole, le ricotte, le scamorze. Casaldisotto scalo. Un Caseificio modernissimo, in linea con le nuove tendenze ecologiche, una sorta di vera e propria oasi "biologica". Tutti prodotti assolutamente genuini, puri. Bufale allevate secondo rigorosissimi metodi naturali. Questo il progetto di Aniello Scapece: anni di sacrifici, impegni, fatiche, aspirazioni che, finalmente, sembrano vedere la luce. Ma, un bidone arrugginito...ed il resto è tutto da scoprire in commedia.
Anno nuovo, tredici gennaio, con Isa Danieli, pure lei di casa, in quella dei Modugno, con Giuliana De Sio: "Signorine". A febbraio, il nove, sarà la volta di Carlo Buccirosso, in "Colpi di scena". Il diciotto febbraio, di scena Maria Amelia Monti in: "Miss Marple - Giochi di prestigio".
Il due marzo, spettacolo con Gino Rivieccio: " Cavalli di Ritorno 2.0".
A Francesco Cicchella, showman di Made in sud ed altre trasmissioni televisive di successo, il compito di chiudere la rassegna, il 20 marzo, con lo spettacolo: " Millevoci - Tonight show".
Un vero show comico-musicale, nel quale il camaleontico artista, mostra tutte le sue doti di comico, cantante ed intrattenitore. Le mille voci a cui fa riferimento, sono quelle che Cicchella porta sul palco: Massimo Ranieri, Michael Bublé, Gigi D’Alessio. Il performer fa apprezzare le sue doti canore passando da Stevie Wonder a Pino Daniele, a Michael Jackson, da Bruno Mars a Tiziano Ferro, senza mai prendersi troppo sul serio ed offrendo sempre allo spettatore un nuovo punto di vista, originale ed ironico, dal quale partire per giocare con la musica. Ed ora, si attende che il sipario del Ricciardi si apra; biglietti ed abbonamenti già pronti !.

Nelle foto con Monica Guerritore, Biagio Izzo, Maurizio Casagrande e Carlo Buccirosso.

 
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