863804539 29182197591373745 365271893918043745 nLaboratori di sala e cucina, palestra e interventi urgenti per risolvere le criticità strutturali dell’edificio scolastico. Sono queste le principali richieste degli studenti dell’indirizzo Servizi enogastronomici e per l’ospitalità alberghiera di Sant’Angelo in Formis, oggi integrato nell’Istituto Statale d’Istruzione Superiore “Federico II” di Capua, che da giovedì hanno avviato uno sciopero per richiamare l’attenzione sulle problematiche che da tempo interessano la scuola.
Al centro della mobilitazione ci sono condizioni che, secondo gli studenti, incidono direttamente sulla qualità della formazione e sulle opportunità offerte dal percorso di studi. Particolarmente sentita è la questione dei laboratori di sala e cucina, strumenti indispensabili per un istituto alberghiero, dove la preparazione pratica rappresenta una parte fondamentale dell’apprendimento e dell’avvicinamento al mondo del lavoro.
A questa esigenza si aggiungono la richiesta di poter usufruire della palestra e la necessità di affrontare le criticità strutturali dell’edificio, comprese le infiltrazioni d’acqua provenienti dai tetti. Problemi sui quali gli studenti chiedono interventi concreti, affinché la scuola possa garantire spazi adeguati e condizioni compatibili con le esigenze della comunità scolastica.
La situazione ha richiamato anche l’attenzione della dirigenza scolastica. La dirigente, secondo le informazioni disponibili, ha immediatamente allertato le autorità competenti, con l’obiettivo di salvaguardare la sicurezza degli alunni e la continuità dell’offerta formativa. Resta ora centrale la necessità di individuare soluzioni efficaci alle problematiche segnalate.
A farsi portavoce delle richieste dei compagni è il rappresentante della Consulta d’Istituto, che attende risposte e chiarimenti da parte del Comune e della Provincia, enti coinvolti nella gestione delle diverse questioni che riguardano la struttura scolastica.
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Qualche segnale di apertura sembra esserci, ma per gli studenti è fondamentale che alle interlocuzioni seguano impegni precisi, con indicazioni chiare sugli interventi da realizzare e sui tempi necessari. L’obiettivo non è alimentare uno scontro con le istituzioni, ma ottenere risposte verificabili e costruire un percorso condiviso per superare le difficoltà.
L’appello dei ragazzi è rivolto dunque agli enti competenti, chiamati a collaborare nell’interesse degli studenti, evitando eventuali rimpalli di responsabilità. La richiesta è quella di conoscere quali provvedimenti siano previsti, chi dovrà occuparsene e quando potranno finalmente essere garantiti gli spazi e i servizi necessari.
Dietro la protesta, sottolineano gli studenti, non c’è soltanto la denuncia di una serie di disagi, ma la preoccupazione per il proprio futuro. Frequentare un istituto alberghiero significa prepararsi a lavorare nei settori della ristorazione, dell’accoglienza e dell’ospitalità: senza laboratori adeguati, però, diventa più difficile acquisire le competenze pratiche richieste da queste professioni.
La mobilitazione vuole anche portare la vicenda all’attenzione dell’opinione pubblica, affinché le difficoltà della scuola non rimangano una questione interna, ma diventino oggetto di un confronto concreto tra istituzioni e comunità scolastica.
Il messaggio degli studenti è chiaro: non vogliono lasciare Sant’Angelo in Formis, ma poter continuare a studiare nella propria scuola, con strutture adeguate e opportunità formative all’altezza delle loro aspettative.
La richiesta finale è semplice: trasformare le aperture istituzionali in fatti, restituendo agli alunni gli spazi e gli strumenti indispensabili per imparare e costruire il proprio futuro professionale.
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