Bellona in MoVimentoIl gruppo di opposizione Bellona in MoVimento attacca la maggioranza sul piano di riequilibrio finanziario: “Oltre 3 milioni in più rispetto a quanto dichiarato a giugno. Ora la parola alla Corte dei Conti”

Il buco nei conti del Comune di Bellona è più grande di quanto raccontato appena pochi mesi fa. A sostenerlo è il gruppo politico Bellona in MoVimento, che torna a puntare il dito contro la maggioranza dopo l’approvazione, a fine settembre, del piano di riequilibrio finanziario ventennale.

Nel Consiglio comunale di fine giugno la maggioranza aveva presentato e votato un disavanzo pari a 10.400.000 euro. Già in quell’occasione l’opposizione aveva contestato quei numeri, sostenendo che la cifra reale fosse più alta. “Non serviva la sfera di cristallo”, spiegano dal gruppo, “bastava leggere gli atti e fare qualche conto”. Oggi il disavanzo dichiarato si attesta infatti intorno ai 13.520.000 euro: oltre 3 milioni in più rispetto alla cifra comunicata ai cittadini in estate. E secondo Bellona in MoVimento, la cifra potrebbe non essere ancora definitiva.

Vent’anni di governo e l’alibi dei “debiti pregressi”

L’opposizione respinge la linea difensiva dell’amministrazione, che attribuisce le difficoltà finanziarie ai cosiddetti “debiti pregressi”. Chi governa oggi Bellona, ricorda il gruppo, amministra direttamente la città da oltre vent’anni. Anche considerando le due note vicende dell’Arciconfraternita e del contenzioso Mele, che complessivamente inciderebbero per circa 1,5 milioni di euro, si resta molto lontani dai 13,52 milioni oggi dichiarati. “Quei due debiti possono spiegare una piccola parte del problema, ma non possono diventare l’alibi per spiegare tutto”, sottolinea l’opposizione, che pone una domanda precisa: cosa è stato fatto, in oltre vent’anni di amministrazione, per evitare che la situazione arrivasse a questo punto?

676 mila euro l’anno per vent’anni

Al centro delle critiche c’è soprattutto la durata del piano di riequilibrio. Ripianare 13.520.000 euro in vent’anni significa trovare in media circa 676.000 euro ogni anno, pari a circa 56.000 euro al mese. “Non è un piano di rientro, è una cambiale ventennale intestata ai bellonesi”, attacca il gruppo.

E i dubbi riguardano proprio la capacità dell’ente di sostenere questo sforzo. Negli ultimi tre anni, infatti, il Comune ha continuato a produrre disavanzi: circa 2.272.000 euro nel 2023, 1.090.000 euro nel 2024 e 2.964.000 euro nel 2025. “Mentre il Comune continua a generare disavanzi milionari, la soluzione proposta è spalmare tutto in vent’anni. Ma dividere un problema in venti rate non lo fa sparire: lo sposta nel tempo, e soprattutto sulle spalle dei cittadini”.

La decisione della Corte dei Conti entro dicembre

Ora la palla passa alla Corte dei Conti, che entro l’inizio di dicembre dovrà valutare il piano e verificare la sostenibilità finanziaria del Comune. Se il piano non dovesse essere ritenuto sostenibile, la strada sarebbe quella del dissesto.

“Stiamo risanando il Comune oppure stiamo semplicemente prendendo tempo?”, si chiede l’opposizione. Il timore è che, continuando a produrre nuovi disavanzi mentre si rateizza quello esistente, tra uno o due anni ci si ritrovi con lo stesso problema, ma ancora più grande. Nel frattempo, fanno notare da Bellona in MoVimento, arriveranno le elezioni del 2027. “I debiti durano vent’anni, le amministrazioni cinque. Il problema può essere rinviato, la cambiale allungata, il conto spalmato. Ma alla fine qualcuno dovrà pagarlo, e non sarà chi oggi ha votato il piano di riequilibrio: saranno i cittadini di Bellona”.

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