In occasione del secondo ed ultimo appuntamento alla riscoperta della letteratura greca, i ragazzi dell’indirizzo classico del Liceo Luigi Garofano hanno assistito ad una lezione speciale tenuta dal professore Giuseppe Nardiello, che ritorna, dopo sei anni, presso l’Istituto che a lungo lo ha apprezzato come guida e modello negli studi classici, sempre accanto ai suoi alunni.
Il docente, arrivato dall’Università degli Studi Luigi Vanvitelli di Santa Maria Capua Vetere, ha invitato noi studenti a riflettere sulla celeberrima tragedia “Antigone”, soffermandosi, nello specifico, sul primo stasimo dell’opera di Sofocle. Come il mitico filo di Arianna, le parole e gli spunti del professore Nardiello ci hanno condotti attraverso lo studio della complessa convivenza di legami di sangue e νόμος (la legge), proponendo un’analisi dettagliata del testo greco, accompagnato da una sua traduzione.
Immergerci nei meandri delle parole di Sofocle, spesso enigmatiche, ci ha messo a dura prova nell’interpretare uno dei passi più criptici del tragediografo, il quale universalizza delle tematiche non più relegate ad una sola civiltà o ad una determinata epoca, ma ancora vive ai giorni nostri.
Notevole, inoltre, la pacatezza del professore Nardiello e la sua gentilezza nel fornire le risposte alle domande a lui rivolte, permettendoci di attualizzare i dibattiti etici e politici presenti nella tragedia e di conoscerne le varie interpretazioni.
Siamo riconoscenti della disponibilità e dell’affabilità del nostro ospite, il quale ci ha offerto la possibilità di scavare a fondo, fino alle radici testuali del capolavoro di Sofocle, e di essere guidati per mano nell’arduo compito dell’esegesi, funzionale ad una visione più consapevole e matura dell’opera.
Rinnoviamo i nostri ringraziamenti al professore Nardiello per essere ritornato nella sua vecchia “casa” e per averci arricchito con le sue parole, auspicando che ci saranno future occasioni in cui tornare a gettare una luce sulle fondamenta della nostra civiltà.
Caretti Francesco VAC