WhatsApp Image 2026 08 24 at 14.30.29A Santa Maria La Fossa la festa dell’Assunta in Cielo cresce anno dopo anno, non soltanto nella partecipazione e nello splendore delle manifestazioni, ma soprattutto nella sua dimensione più autentica: la fede. Quella iniziata il 13 agosto è stata una festa capace di coinvolgere l’intera comunità, trasformando le strade, le piazze e i luoghi del paese in un grande abbraccio intorno a Maria Santissima Assunta. Una crescita che porta con sé anche un’impronta precisa, quella impressa in questo anno e mezzo dal parroco, don Gianluca Caruso, che sta accompagnando la comunità in un percorso di rinnovamento nel quale tradizione e fede tornano a camminare insieme. La presenza di Maria si è sentita innanzitutto nella partecipazione della gente. Chiese gremite, strade piene, persone raccolte nella preghiera: segnali di una comunità che non vuole vivere la festa soltanto come appuntamento civile e folkloristico, ma come un momento nel quale ritrovare le proprie radici cristiane, la propria identità e soprattutto il valore dello stare insieme. Maria che entra nelle case e nelle strade della comunità. Il 13 agosto, la statua dell’Assunta ha raggiunto anche la zona dei Poderi, dove è stata accolta con grande entusiasmo e profonda devozione dagli abitanti. È stata una delle immagini più significative di questa festa: Maria che lascia la chiesa e va incontro alla sua gente, raggiungendo ogni angolo della comunità, portando con sé un messaggio di vicinanza, protezione e speranza. Il 14 agosto Maria ha attraversato tutte le strade di Santa Maria La Fossa. E quelle strade, per qualche ora, non sono state semplicemente vie del paese: sono diventate un luogo di fede, incontro e fraternità. Le parole di don Gianluca: “Senza amore, anche Maria rischia di passare invano”. Parole semplici, ma forti, che hanno riportato continuamente la comunità al cuore del messaggio cristiano: l’amore per il prossimo. Il parroco ha ricordato che, se non c’è amore, non c’è rispetto; e che anche il passaggio di Maria nelle strade rischia di perdere il suo significato se non viene accompagnato da un cuore aperto, dalla preghiera, dalla fiducia e dalla volontà di volersi bene. È questo il punto sul quale don Gianluca sta insistendo con forza: non basta celebrare una tradizione, bisogna viverne il significato. Non basta addobbare le strade, accendere le luci, assistere ai fuochi d’artificio o ascoltare la musica. Tutto questo può rendere bella una festa, ma ciò che la rende veramente grande è ciò che rimane nel cuore delle persone. Una festa bella fuori, ma soprattutto bella dentro. Le luci, la musica, i cantanti, i momenti di spettacolo e i fuochi d’artificio hanno certamente contribuito allo splendore della festa. Tutto è stato organizzato con grande cura e professionalità. Ma la vera bellezza di questa edizione dell’Assunta è stata soprattutto la partecipazione del popolo. Una partecipazione più serena, più ordinata, più consapevole. Una festa vissuta con entusiasmo, ma anche con rispetto. Una festa nella quale la fede non è rimasta ai margini delle manifestazioni, ma ne è diventata il cuore. E questo è forse il risultato più importante del lavoro portato avanti da don Gianluca Caruso. Una rilettura delle tradizioni alla luce della fede, restituendo loro il significato per cui sono nate. Perché una tradizione cristiana, per continuare a vivere, ha bisogno di avere Cristo e la preghiera al centro. Ottimo il lavoro svolto dal comitato festa, per il lavoro, l’impegno e la capacità organizzativa dimostrata; tante le persone che hanno collaborato e grazie alle quali la festa è riuscita perfettamente.