Docenti e studenti dell’Istituto Amaldi denunciano una situazione che definiscono ormai insostenibile. Dopo la dichiarazione di inagibilità di quindici aule del plesso, la scuola è stata costretta ad attivare i doppi turni, distribuendo le lezioni tra mattina e pomeriggio. Una misura emergenziale che, secondo la comunità scolastica, sta compromettendo la qualità dell’insegnamento e mettendo a dura prova l’equilibrio di studenti, insegnanti e personale.
La nuova organizzazione comporta una didattica frammentata e penalizzante. Gli studenti si trovano a frequentare lezioni in orari discontinui, talvolta fino al tardo pomeriggio, con inevitabili ripercussioni sull’attenzione, sul rendimento e sulla possibilità di conciliare lo studio con attività sportive, impegni familiari o momenti di riposo. La scuola, ricordano i docenti, non è soltanto trasmissione di contenuti, ma anche relazione educativa, continuità e progettualità: elementi che la turnazione spezza, generando disorientamento e disagio.
Anche per gli insegnanti la situazione è critica. Molti sono costretti a coprire lezioni distribuite nella stessa giornata tra mattina e pomeriggio, con lunghe pause intermedie e un’organizzazione del lavoro frammentata che aumenta lo stress psicofisico. Preparare le lezioni, correggere gli elaborati, organizzare colloqui con le famiglie e seguire le attività collegiali diventa più complesso in un contesto segnato da orari spezzati e tempi improduttivi. Il timore condiviso è che un’emergenza temporanea rischi di trasformarsi in una condizione ordinaria, con un progressivo impoverimento dell’offerta formativa.
Di fronte a questa situazione, i docenti avevano avanzato una proposta concreta: utilizzare temporaneamente alcune aule disponibili in una scuola vicina, che presenta spazi non occupati. La richiesta, tuttavia, non è stata accolta. A preoccupare è soprattutto l’assenza di un intervento strutturale da parte della Provincia, ente competente per l’edilizia scolastica negli istituti superiori. Al momento, denunciano insegnanti e studenti, non è stato presentato un piano chiaro per il ripristino delle aule dichiarate inagibili né sono state individuate soluzioni alternative efficaci.
Per la comunità dell’Istituto Amaldi non si tratta soltanto di un problema organizzativo, ma di una vera emergenza educativa. Il diritto allo studio, sottolineano, non può essere sacrificato per ritardi burocratici o mancanza di programmazione. Le richieste sono precise: ripristinare quanto prima l’agibilità delle aule, individuare soluzioni temporanee concrete e garantire condizioni dignitose e sostenibili per studenti e lavoratori della scuola. “Continueremo a svolgere il nostro lavoro con responsabilità e dedizione – affermano i docenti – ma è tempo che chi ha il dovere di intervenire si assuma le proprie responsabilità”. Nel frattempo, tra orari spezzati e giornate sempre più lunghe, la comunità scolastica attende risposte che non possono più essere rimandate.