copertina utopiaPer sabato 30 agosto 2025, alle ore 20, nella Villa comunale di Giano Vetusto (CE), la testata giornalistica online “Libri e Notizie” (direttore responsabile Enzo Palmesano), con il patrocinio morale del Comune di Giano Vetusto e con la collaborazione dell’Associazione culturale “Panta Rei” e del Gruppo teatrale parrocchiale “Amici del teatro”, ha organizzato - in ricordo dei gianesi morti nella tragedia dell’emigrazione italiana - la presentazione del libro di Pina Mafodda, “Utopia - Il naufragio tra cronaca e storia (17/03/1891)" (Volturnia Edizioni). Ecco il programma della manifestazioneSaluti istituzionali: Antonio Zona, sindaco di Giano Vetusto; interventi: Alba Mercone, presidente dell’Associazione culturale “Panta Rei”; Enzo Simone, storico locale; Pina Mafodda, autrice del libro; conclusioni: Sergio Tanzarella, professore ordinario di Storia della Chiesa alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli (Sezione San Luigi). L’iniziativa si svolge nell’ambito della due giorni che si chiude con il musical “Sogno americano”, messo in scena dal Gruppo teatrale parrocchiale “Amici del teatro”, domenica 31 agosto 2025 alle ore 21 (Villa comunale di Giano Vetusto).

Il 12 marzo 1891 il piroscafo inglese "Utopia" salpava da Napoli, direzione New York, con 813 passeggeri. Il 17 marzo 1891, alle ore 18,45, davanti al porto di Gibilterra, una violenta tempesta, con mare forza 9, provocò il naufragio del piroscafo con il drammatico bilancio di 540 morti. In soli venti minuti si spense così il sogno di uomini, donne e bambini. Il libro di Pina Mafodda, "Utopia" (Volturnia Edizioni, 212 pagine, 20 Euro), racconta – come recita il sottotitolo – "Il naufragio tra cronaca e storia (17/03/1891)". La tragedia della nave Utopia, relegata in un orizzonte lontano da noi ormai 134 anni, viene rigenerata e riportata a nuova vita tanto da farcela percepire attuale, così attuale e così presente da farci credere, man mano che le pagine scorrono e s'inseguono sull'onda del pathos e dell'interesse che coinvolgono il lettore, di essere anche noi a bordo, accanto alle centinaia di speranzosi emigranti che s'apprestano ad affrontare le sconosciute acque dell'oceano Atlantico, con destinazione New York. Il naufragio dell'Utopia, tuttavia, non è solo una disgrazia dalle proporzioni immani – la più grande tragedia dell'emigrazione italiana di tutti i tempi – ma si offre come la scena conclusiva di una rappresentazione la cui trama è scritta anche attraverso i risvolti sociali ed economici che hanno coinvolto il nostro Paese nei decenni successivi all'unità.

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