La versione trionfalistica proposta dal Sindaco e dall’amministrazione comunale all’indomani del voto “non trova alcun riscontro nei numeri reali”. A dirlo è Pietro Di Rauso, consigliere di minoranza, che interviene con una lettura alternativa e decisamente più prudente del risultato elettorale.
Secondo Di Rauso, i post ufficiali del primo cittadino “descrivono una vittoria schiacciante dei progressisti”, ma i dati restituiti dalle urne “raccontano una storia ben diversa”.
“Solo 586 voti per le massime espressioni dell’amministrazione”
Il consigliere evidenzia come i rappresentanti più esposti dell’attuale maggioranza abbiano raccolto 586 preferenze complessive, un numero che, secondo Di Rauso, “non può essere spacciato per plebiscito”.
“A poco più di cinquanta voti di distanza – sottolinea – c’è un gruppo di semplici cittadini, senza ruoli istituzionali, che si è limitato a sostenere un amico fraterno. Nessuna struttura, nessun apparato, nessun simbolo semplice da portare in strada, eppure il risultato è stato sorprendente.”
Il caso Grimaldi: “516 voti senza macchine organizzative”
Al centro dell’analisi di Di Rauso c’è il dato ottenuto da Massimo Grimaldi, candidato sostenuto dall’area civica di riferimento e simbolicamente legato alla Lega, “un simbolo che a Capua non è certo facile far votare”.
Nonostante questo, Grimaldi ha ottenuto 516 preferenze, posizionando il gruppo civico al secondo posto in città, a ridosso del risultato della maggioranza.
“Altro che trionfo – commenta Di Rauso – questo è un segnale politico chiarissimo: quando l’impegno è autentico e la credibilità è costruita nel tempo, gli apparati contano molto meno.”
“Il Sindaco festeggia, ma i numeri non mentono”
Per Di Rauso, il divario ridotto tra la maggioranza e un gruppo privo di sostegni istituzionali dimostra “un equilibrio politico che l’amministrazione finge di non vedere”.
“La narrazione festosa dei post del Sindaco – continua – non coincide con la realtà dei fatti. Non c’è stata alcuna affermazione schiacciante, nessun dominio politico. C’è un elettorato che ha diviso quasi a metà il consenso tra due proposte diverse.”
La lezione del voto
Il consigliere di minoranza sintetizza così il messaggio uscito dalle urne:
- “Conta la fiducia personale, non i proclami istituzionali.”
- “Contano i rapporti umani, non gli slogan.”
- “Contano la presenza, la credibilità e il lavoro quotidiano.”
E conclude con un monito diretto all’amministrazione:
“Capua ha dimostrato che le vere vittorie non si costruiscono sui social, ma nelle relazioni con le persone. Chi governa farebbe bene a leggere i numeri prima di scrivere i post.”