79cd8b5f eb5d 4c2f bf22 f6ca846ca21bQuando si è bambini e si inizia il primo ciclo di studi alla scuola elementare, si entra in contatto con molte nuove realtà, e una delle più destabilizzanti e affascinanti è la scoperta di una lingua diversa dalla propria: l’inglese. Oltre allo studio della lingua in sé, questa esperienza spinge a prendere coscienza, poco alla volta, che il mondo è più vasto rispetto a quello a cui apparteniamo e che, oltre i nostri orizzonti, esiste molto di più.
Nel tempo cresciamo e impariamo che viviamo su un piccolo puntino blu che gira su se stesso e intorno a una stella chiamata Sole. Scopriamo che, nonostante le dimensioni ridotte del nostro pianeta, esistono cinque continenti, tante culture e, soprattutto, numerose nazioni.
Apprendiamo anche che la convivenza tra i popoli non è sempre stata possibile: guerre, epidemie, carestie e sfruttamento hanno minato la fratellanza del genere umano.
Leggiamo dell'ultimo grande conflitto in Europa, la Seconda Guerra Mondiale, e siamo grati di poter vivere in pace, come i nostri parenti negli ultimi 80 anni, grazie a un'idea che ha reso possibile tutto ciò: l’Unione Europea.
Nata dalle ceneri di una realtà complessa ed estremamente difficile, l'Unione Europea affonda le sue radici e la sua essenza nel Manifesto di Ventotene, redatto nel 1941 da due visionari: Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, entrambi costretti al confino sull'isola omonima, poco distante dalle coste del Lazio, per decisione del regime fascista. Il manifesto fu poi pubblicato nel 1944 grazie all'aiuto del filosofo milanese Eugenio Colorni, anche lui confinato, ucciso barbaramente il 30 maggio dello stesso anno da una pattuglia di militi fascisti della famigerata banda Koch.
Se il documento è uscito dall’isola, in realtà lo dobbiamo a due donne: Ursula Hirschmann, moglie di Colorni e, dopo la sua morte, compagna di Spinelli, e Ada Rossi, moglie di Rossi.
La prima comunità europea sorse nel 1951 e si chiamava CECA (Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio): comprendeva sei Paesi, tra cui l’Italia, e aveva l’obiettivo di mettere sotto controllo comune la produzione di carbone e acciaio, risorse altamente strategiche.
Pochi anni dopo seguì il Trattato di Roma e la conseguente nascita della CEE (Comunità Economica Europea), che aveva l’obiettivo di creare un mercato comune e promuovere l’integrazione economica.
Nel 1992, con il Trattato di Maastricht – dal nome della città della provincia di Limburgo, nei Paesi Bassi, dove fu firmato – si ufficializzò la nascita dell’UE e si avviò il processo di unione economica e monetaria, oltre a quello di una politica estera comune.
Sette anni dopo venne introdotto l’euro come moneta digitale e, nel 2002, furono stampate le prime banconote, che iniziarono a circolare nei primi dodici Paesi.
Infine, nel 2007, con il Trattato di Lisbona, in vigore dal 2009, si rafforzarono le istituzioni europee e si semplificò il funzionamento dell’Unione: furono attribuiti ruoli di maggiore rilievo al Parlamento e al Consiglio Europeo.
Consapevoli di questa grande eredità da custodire, che si è evoluta nel tempo, già nel 1985 fu istituita la Festa dell'Unione Europea, celebrata il 9 maggio in ricordo del discorso noto come “Dichiarazione di Schuman”, pronunciato nel 1950 da Robert Schuman, ministro francese e uno dei padri fondatori, dichiarato venerabile dalla Chiesa Cattolica nel 2021.
Così ieri, con un giorno di anticipo per motivi organizzativi, presso l'auditorium “G. Martucci” del Liceo musicale Luigi Garofano, si è tenuta una conferenza alla quale hanno partecipato relatori di grande rilievo, tra cui la vicepresidente del Parlamento Europeo Pina Picierno, la vicesindaca Marisa Giacobone e la dott.ssa Loredana Affinito, consigliera locale UE.
L’iniziativa si inserisce pienamente nel percorso dedicato all’Unione Europea previsto nell’UDA di educazione civica del quinto anno del Liceo, a dimostrazione dell’attenzione della scuola ai temi della cittadinanza attiva e della cultura europea.
Sono intervenuti anche la dott.ssa Mariarosaria Capone (Eures Adviser Regione Campania), la dott.ssa Francesca Sauro (EU Project Manager) e il dottor Vincenzo Girfatti (Europe Direct di Caserta, sulle opportunità per i giovani).
L'incontro, che ha trattato tematiche di informazione, storia e molto altro, offrendo ai partecipanti una riflessione approfondita sull'Europa e sul suo futuro, è stato aperto dalla dirigente scolastica Mariachiara Menditto, che ha sottolineato l'importanza dell'Unione come garanzia di pace tra gli Stati europei per tutti questi anni. A moderare l'evento ci ha pensato la professoressa Anna Giacobone.
Durante la celebrazione, l'incantevole ed eccellente orchestra del Liceo ha intrattenuto gli ospiti, provenienti da tutte le scuole secondarie di secondo grado della città, eseguendo l'Inno di Mameli, l'Ode alla Gioia e diversi componimenti di Martucci.
L’iniziativa si è conclusa con i saluti finali, lasciando un segno di consapevolezza e impegno verso un'Europa unita e pacifica.
“Paco estas la fundamento de libera kaj justa mondo; sen paco, ne povas ekzisti vera progreso.”
IT: La pace è il fondamento di un mondo libero e giusto; senza pace, non può esistere un vero progresso.
(La lingua esperanto, nata con l’intento di facilitare la comunicazione tra i popoli diversi e promuovere la comprensione internazionale, è ancora oggi un simbolo di pace.)
Luca Sgagliola IV^A