È una domenica mattina che sembra fatta di attese. Capua si sveglia piano, con le strade ancora leggere e un silenzio che non è vuoto, ma carico di aspettative. Il Carnevale è vicino, anche se non si vede ancora. Le giostre non sono arrivate, eppure sono già presenti nei pensieri, nei ricordi, nelle conversazioni sussurrate. È in questo tempo sospeso che prende forma una storia che appartiene alla città e alla sua memoria più profonda: quella di Orlando Canterini (nella foto principale), per tutti “Nonno Orlando”. Quasi novant’anni e una vita spesa interamente tra piazze, luci e viaggi. Orlando Canterini è il capostipite di una delle famiglie di giostrai più conosciute e longeve d’Italia. Attorno al suo nome ruotano generazioni di bambini diventati adulti, mani strette sulle ringhiere delle attrazioni, risate che si confondono con la musica. Per i Canterini fare il giostraio non è mai stato soltanto un lavoro, ma un modo di stare al mondo, una responsabilità verso la felicità degli altri. Nel tempo la famiglia ha saputo rinnovare le proprie attrazioni, seguendo l’evoluzione delle tecnologie e dei gusti, senza smarrire il senso della tradizione. È un equilibrio fragile e prezioso, fatto di esperienza, sacrificio e intuizione, che Orlando ha custodito e trasmesso come si fa con le cose importanti. Ancora oggi, quando la carovana dei Canterini arriva in una piazza per allestire il parco divertimenti, Nonno Orlando c’è. Indossa la tuta da lavoro, osserva in silenzio, interviene quando serve. È il primo ad arrivare e l’ultimo ad andar via. Rientra nella sua casa viaggiante solo quando l’ultima insegna luminosa si spegne, come se chiudere quella luce significasse proteggere la magia fino al giorno dopo.
L’arrivo delle giostre è sempre stato un segnale chiaro: sta per cominciare la festa. A Capua questo segnale ha un valore che va oltre l’evento. Il Carnevale non sarebbe lo stesso senza le giostre di Orlando Canterini, presenza costante da oltre sessant’anni. Il loro arrivo non è solo un fatto logistico, ma un passaggio emotivo, il momento in cui l’attesa collettiva trova finalmente una direzione. Oggi, mentre questo racconto viene letto, la piazza è ancora vuota. Ma è un vuoto che parla. Le giostre arriveranno domani, lunedì; si affacceranno i primi mezzi e nel pomeriggio, dopo lo smontaggio delle bancarelle del mercato settimanale, camion e roulotte prenderanno posto in piazza Giovanni Paolo II, già piazza d’Armi. Sarà allora che lo spazio cambierà volto, lasciando entrare luci, suoni e movimento. La memoria cittadina custodisce altri scenari: la Castelluccia, il centro storico, piazza Medaglie d’Oro, Porta Napoli, piazza Maiella. Cambiano i luoghi, resta il rito. Le giostre arrivavano una dopo l’altra, il rombo dei motori rompe il silenzio e il montaggio segna l’inizio di giorni attesi tutto l’anno.
Quella dei Canterini è una grande famiglia, unita da una tradizione riconosciuta e condivisa. La storia inizia agli inizi del Novecento con Spartaco e Idelma, prosegue con i figli Orlando, Luciano, Marta, Adriana e Liliana e arriva fino all’attuale quinta generazione. Dal matrimonio di Orlando con Laurina, detta Lella (nella foto con il figlio Terio), sono nati Fabio, Roberto, Renzo, Stefano, appunto Terio e Pamela. Con loro la famiglia Cereti del compianto Secondo e della moglie Liliana; oggi sono presenti i figli Vinicio, Daris e Rudy. Cinzia vive a Capua ed è sposata con Gaetano Erba, noto pizzaiolo. Intanto Nonno Orlando (ancora in foto nel superarticolato condotto da Renzo) continua a muoversi tra passato e presente. Dispensa consigli a figli, nipoti e pronipoti, saluta amici e conoscenti con gesti semplici, carichi di familiarità. È una presenza discreta e solida, come certe certezze che non hanno bisogno di essere dichiarate.
Capua lo riconosce così, senza bisogno di proclami: come una figura che non appartiene soltanto a una famiglia, ma alla memoria viva della città. Finché le sue giostre continueranno ad arrivare in piazza, il Carnevale avrà un volto preciso, una storia da raccontare, un nome da pronunciare con rispetto: quello di Nonno Orlando, autentico “senatore” del Carnevale capuano.