Tutto ha inizio nel lontano 1707, quando le mani sapienti dello scultore veneto Giacomo Colombo, giunto all’ombra del Vesuvio al seguito del Solimena, modellarono nel legno policromo un simulacro di straordinaria e struggente bellezza. Da allora, quel volto teso tra la maestà e la tenerezza materna è custodito nella monumentale chiesa che sorge lungo la Riviera Casilino. Per i capuani, però, quel luogo sacro ha un nome più intimo, quasi domestico: la Santella. Un nome che profuma di storia e di miracolo. Bisogna far tornare la memoria al tragico 27 luglio 1501, ai giorni bui del Sacco di Capua, quando le truppe di Cesare Borgia, il Valentino, tradirono i patti di resa e distrussero la città, lasciando sul selciato cinquemila anime innocenti. Lungo le sponde del Volturno, in una minuscola cappella, un affresco mostrava la Vergine con le mani giunte. Dice la leggenda che, di fronte a tanto orrore, le mani dipinte di Maria si sollevarono miracolosamente al volto, invocando pietà e misericordia. Il massacro cessò il giorno seguente. Tra le donne che in seguito si presero cura di quella cappella ampliata per riconoscenza, spiccava Camilla Santella; vi dedicò la vita intera, con l'amore con cui si accudisce la propria casa, tanto che il popolo legò per sempre quel luogo al suo cognome. Poco dopo, nel marzo del 1586, davanti al notaio Biagio Perrotta e a testimoni illustri, nacque ufficialmente quella Confraternita che ancora oggi ne custodisce l’eredità.
Anche quest'anno c'e' l'attesa per la ricorrenza e si ammirano le antiche foto in bianco e nero o dai colori sbiaditi degli anni Ottanta e Novanta, che i fedeli gelosamente conservano e che stanno per cedere il passo a una nuova, fulgida pagina di fede. Sotto la guida spirituale del parroco della Basilica Cattedrale, don Mariano Signore, l’Arciconfraternita ha tracciato un cammino solenne, un novenario di preghiera che da domani, 23 giugno al primo luglio, ogni sera alle 18:30 con il Santo Rosario e alle 19:00 con la Santa Messa, preparerà i cuori all'evento. Il culmine del mistero e della festa si toccherà il 2 luglio: le prime luci dell'alba saranno salutate dalle Sante Messe delle 07:30 e delle 08:30, ma sarà il pomeriggio a vestire Capua di meraviglia. Alle ore 18:30, mentre l'aria si farà più dolce e il profumo di incenso avvolgerà la Riviera Casilino, la preziosissima effigie lignea varcherà la soglia della chiesa. Ad attenderla, fieri e pronti a sostenerne il dolce peso, ci saranno gli uomini dell'Associazione Accollatori Capuani al comando di Domenico Galbiati e la direzione del presidente Massimo Zarrillo e del segretario Valerio Manna. Accompagnata dal battito profondo dei tamburi del “Gran Concerto Bandistico Regione Campania”, dal lancio di petali e coriandoli e dal suono festoso delle campane che scioglieranno i loro rintocchi nel cielo, la processione inizierà a snodarsi nel cuore della città. Il corteo toccherà via Conte Landone, via Riviera Casilino e via G. Albamonte, per poi imboccare via Roma e via Duomo, fino a fare il suo solenne ingresso nella Basilica Cattedrale. Lì, alle ore 19:30, sotto lo sguardo attento e paterno di don Mariano Signore, sarà celebrata la Santa Messa Solenne, un momento di comunione intima e profonda per tutta la comunità. Ma la notte di Capua è ancora lunga e densa di promesse. Alle 20:30, il simulacro riprenderà il suo cammino regale: via Duomo, Corso Gran Priorato di Malta, via Seggio dei Cavalieri e il salotto buono di Corso Appio, per poi far ritorno verso via Conte Landone. Quando la Vergine giungerà al "Cuore di Gesù", la pietra e il cielo si accenderanno: una spettacolare “fontana fredda” di luci e bagliori accoglierà il suo passaggio, prima del rientro nella chiesa della Santella. Nello spazio antistante la chiesa, la sacralità si farà festa popolare, unendo il cielo alla terra con la tradizionale benedizione degli animali e delle auto, e l'offerta di frutta di stagione, mentre le spettacolari luminarie renderanno l'atmosfera un palcoscenico di pura luce. Il sipario su questa straordinaria pagina di devozione calerà il 3 luglio, con la Messa di Ringraziamento e il suffragio per i defunti. Ma l'eco di questi giorni, la carezza della Maronna re’ Grazie, rimarrà impressa a lungo nell'anima di Capua, una città che sa ancora commuoversi davanti alla propria storia.