Immagine 2026 06 14 073311C’è un filo sottile, eppure incredibilmente robusto, che lega la grande letteratura dell’Ottocento alle inquietudini del nostro presente. È la ricerca della felicità, una tensione costante che troppo spesso, quando si parla di Giacomo Leopardi, viene schiacciata sotto il peso della sbrigativa etichetta di "pessimismo cosmico". A scardinare questo cliché accademico ci pensa Lina Angela Barbieri con il suo nuovo saggio, “La felicità possibile. Leopardi oltre il pessimismo cosmico” (Giuseppe Vozza Editore), che verrà presentato giovedì 18 giugno 2026, alle ore 18:00, nella prestigiosa cornice della Sala del Circolo Culturale Appio (Corso Appio, 76 - Capua). ​L'evento si preannuncia come uno dei momenti centrali della stagione culturale capuana, unendo sotto lo stesso tetto esponenti del mondo associazionistico, scolastico e medico-scientifico, a testimonianza di come il messaggio leopardiano, riletto dall'autrice, sia universale e trasversale. ​La serata si aprirà con i saluti istituzionali di Paolo Sacchetti, Presidente del Circolo Culturale Appio E.T.S., padrone di casa e promotore dell'iniziativa con Roberto Barresi, affiancato da Giovanna Cimmino, delegata dall'Associazione Quercus Vita, la cui presidente è Maria Laura Labriola. ​Il cuore pulsante dell'incontro sarà la conversazione con l'autrice Lina Angela Barbieri, che vedrà il confronto con due figure di spicco del panorama culturale e professionale campano: Adele Vairo, Dirigente Scolastico, nonché Presidente Provinciale e vicepresidente Regionale dell’ANP (Associazione Nazionale Dirigenti Pubblici ed Alte Professionalità della Scuola), che offrirà una chiave di lettura legata all'impatto di questa riscoperta leopardiana sul mondo dei giovani e della formazione e Carmine Antropoli, Direttore Uoc Chirurgia Generale ad alta Specializzazione Gastroenterologia dell'Aorn Cardarelli di Napoli, la cui presenza suggerisce un affascinante parallelismo tra il benessere dello spirito, indagato dalla letteratura, e la cura dell'uomo nella sua interezza. Il lavoro di Lina Angela Barbieri si inserisce con coraggio e rigore scientifico nel solco della più recente e illuminata critica leopardiana, proponendo però un cambio di paradigma radicale e accessibile a tutti. Il limite della saggistica tradizionale è stato spesso quello di aver ingabbiato Leopardi in un vicolo cieco esistenziale. Barbieri, al contrario, compie un'operazione di "liberazione" del testo: non nega il dolore, la malattia o la lucida percezione della natura matrigna che caratterizzano il pensiero del poeta di Recanati, ma dimostra come proprio da quel fango di consapevolezza tragica Leopardi riesca a estrarre la gemma di una "felicità possibile". ​La tesi dell'autrice convince perché non è un'operazione di sterile ottimismo retorico. La Barbieri evidenzia come la felicità, in Leopardi, non sia l'assenza di dolore, ma un atto di resistenza umana: si realizza nella solidarietà della "social catena" descritta nella Ginestra, nell'immaginazione che supera il limite dell'Infinito, nella titanica dignità di non arrendersi alle illusioni pur riconoscendole come tali. ​L'autrice dimostra una straordinaria sensibilità nel dialogare con i testi, offrendo al lettore una scrittura fluida, appassionata, priva di quel farraginoso accademismo che allontana i non addetti ai lavori, ma sostenuta da una solida architettura filologica. ​Con questo volume, edito da Giuseppe Vozza, Lina Angela Barbieri si conferma una studiosa di rara lucidità, capace di dare risalto alla modernità dei classici. La sua capacità di restituire un Leopardi "vitale", quasi un contemporaneo che parla direttamente alle ansie e alle speranze dell'uomo del XXI secolo, è il vero punto di forza dell'opera. ​Barbieri ha il merito di ricordarci che la letteratura non è un museo di idee morte, ma uno specchio in cui riflettersi per trovare risposte ai nostri bisogni più profondi. La sua "felicità possibile" diventa così non solo un'ipotesi critica, ma un vero e proprio invito esistenziale rivolto ai lettori.
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