
Ci sono pagine della storia che sembrano ormai consegnate alla memoria collettiva. Eppure, proprio su alcuni degli eventi più conosciuti, il lavoro degli studiosi continua a proporre nuovi spunti di riflessione. È in questo solco che si inserisce il saggio del dottor Antonio Sferragatta, Dirigente Superiore della Polizia di Stato in congedo, dal titolo "Giuseppe Garibaldi e la spedizione dei Mille: la più grande e più riuscita bufala mediatica della storia. Tutto ciò che i libri di storia non ci hanno detto", che sarà presentato venerdì 3 luglio 2026, alle ore 18, nella Chiesa di San Salvatore a Corte di Capua. L'incontro sarà introdotto dal dottor Pasquale Manzo, Dirigente Superiore della Polizia di Stato in congedo, e rappresenterà un'occasione di approfondimento dedicata a uno dei capitoli più significativi del Risorgimento italiano. Al centro dell'appuntamento ci sarà soprattutto il lavoro di ricerca di Antonio Sferragatta, autore che da anni approfondisce temi storici attraverso lo studio di fonti archivistiche e documentali. Nel volume propone una lettura che invita a riesaminare alcuni aspetti della spedizione garibaldina del 1860, soffermandosi sul contesto politico internazionale, sugli equilibri tra le grandi potenze europee e sul ruolo che, secondo la ricostruzione dell'autore, ebbe la comunicazione nella diffusione dell'immagine dell'impresa dei Mille. Tra gli argomenti affrontati trovano spazio anche le vicende che interessarono il territorio di Capua, con particolare riferimento al bombardamento del 2 novembre 1860, episodio che il volume inserisce nel più ampio quadro degli eventi che accompagnarono il processo di unificazione nazionale. Uno degli aspetti maggiormente approfonditi riguarda la figura di Giuseppe Garibaldi e il rapporto tra leadership, consenso e informazione. Sferragatta analizza il contributo che giornalisti, scrittori e corrispondenti dell'epoca avrebbero avuto nella costruzione dell'immagine pubblica dell'Eroe dei Due Mondi, offrendo una riflessione sul ruolo della comunicazione nella formazione dell'opinione pubblica già nella seconda metà dell'Ottocento. Il saggio dedica inoltre attenzione a una delle questioni più dibattute dagli studiosi del Risorgimento: il numero effettivo dei partecipanti alla spedizione. Richiamando documenti e testimonianze, l'autore prende in esame le diverse ricostruzioni emerse nel tempo, ricordando anche la curiosa osservazione del giornalista Giulio Fioretti che, sulle pagine de Il Mattino nel 1900, ironizzava sul crescente numero di richieste di pensione da parte dei reduci garibaldini. La presentazione si propone quindi come un momento di confronto culturale aperto al pubblico, offrendo l'opportunità di conoscere un'opera che affronta un tema centrale della storia italiana attraverso una prospettiva di ricerca fondata sull'analisi delle fonti. Un contributo che, indipendentemente dalle conclusioni cui giunge l'autore, si inserisce nel più ampio dibattito storiografico sul Risorgimento e sulla costruzione della memoria nazionale.