IMG-20220226-WA0063Presso la città di Bellona, un comune italiano della provincia di Caserta, sulla sommità del monte Rageto, è situato un convento dall'avvincente storia, dedicato a Maria SS. di Gerusalemme. La storia appena menzionata inizia all'epoca della prima crociata, nel 1096, quando Riccardo II, principe di Capua, trattenuto dall'assedio che Landone aveva posto alla città, dovette rinunciare a partecipare alla liberazione del Santo Sepolcro. Fu così che in onore della città che avrebbe voluto liberare, dopo aver sconfitto Landone ed aver protetto la propria città, fece costruire il famoso convento di Bellona, che all'epoca era una piccola cappella intitolata "Sancta Jerusalemm". Nel 1419 la cappella era stata lasciata in uno stato di totale abbandono, e fu un cittadino bellonese, Priamo Marra, ad avviare i lavori di restaurazione : egli, come prima cosa, fece dipingere sulla parete sinistra della cappella, la Vergine Maria che con il braccio sinistro reggeva un crocifisso, col destro il Bambin Gesù. Passò il tempo e la cappella venne di nuovo abbandonata, quando, una donna, il cui nome era Antonia Fusco, raccontò che la Vergine Maria in sogno le aveva indicato l'esatto punto dove risiedeva la cappella abbandonata. Fu per questo che il clero di Capua affidò la cappella all'ordine religioso "i servi di Maria", i quali continuarono i lavori di restaurazione, trasformando la piccola cappella in un vero e proprio convento. Un lavoro così impegnativo, richiedeva spese altrettanto impegnative, ma fortunatamente le donazioni da parte dei cittadini più abbienti non mancarono mai. In particolare ricordiamo la donazione della duchessa di Maddaloni, Roberta Carrafa, la cui somma fu così cospicua da permettere un ulteriore ampliamento del convento e del giardino intorno ad esso. Un secolo e mezzo dopo, il convento si trovò nuovamente in una condizione penosa a causa di un fulmine che aveva fortemente danneggiato la struttura. Subito dopo l'episodio del fulmine, Bellona fu colpita da un terremoto che, fortunatamente, non danneggiò nè la città nè il convento. I cittadini bellonesi ancora una volta si sentirono in dovere di ringraziare la Madonna per aver preservato la loro incolumità, ed è per questo che eressero una statua in suo onore, la quale, nel 1810, venne condotta nella chiesa di Bellona. Dopo la seconda guerra mondiale, il convento, quasi del tutto distrutto, passò da una famiglia all'altra : dall'ingegnere Vincenzo Savarese al bellonese Mario Chiari e alla famiglia Sapone, la quale tutt'oggi sta provvedendo ai lavori di restaurazione per riportare il convento ai fasti di un tempo.

 

Myriam Pellegrino
Cronisti di Classe 2021/22

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