Dal 21 settembre nel piccolo Comune casertano diventa operativo un nuovo modello di economia circolare a km 0 promosso da DM Technology, che rende più semplice dare una seconda vita ai beni in buono stato, evitando che diventino prematuramente rifiuti. Gli oggetti vengono proposti ai propri concittadini in app e restano all’isola ecologica solo per il tempo necessario allo scambio
7 settembre 2026 – Un mobile, un elettrodomestico, un oggetto per la casa: ciò che per qualcuno è diventato inutile può rappresentare per qualcun altro un bene da utilizzare ancora a lungo. Rimettere in circolo ciò che già esiste significa ridurre gli sprechi, limitare la produzione di nuovi rifiuti e, in molti casi, evitare l’acquisto di un prodotto nuovo. È questo l’intento che ha spinto DM Technology a mettere a disposizione degli abitanti di Cesa la Bacheca del riuso di Junker app.
Il servizio diventa operativo dal 21 settembre ed è completamente gratuito per gli utenti, che, dalla stessa app usata regolarmente per reperire informazioni sulla raccolta differenziata e accedere ai servizi di igiene ambientale, possono pubblicare o consultare annunci di oggetti second hand disponibili sul proprio territorio. Junker è l’app leader in Italia nel suo settore ed è stata scelta come partner tecnologico di sostenibilità da oltre 3mila Comuni italiani, di cui circa 150 nella sola Campania.
COME FUNZIONA LA BACHECA DEL RIUSO A CESA
Accedendo a Junker, chiunque può pubblicare in pochi clic un annuncio per proporre ai propri concittadini beni non più utili, ma ancora funzionanti e in buono stato. Un’email lo avvisa quando qualcuno mostra interesse per il suo annuncio. Solo a quel punto il bene oggetto dello scambio viene portato all’isola ecologica, dove rimane disponibile per il ritiro, ma non viene accumulato indefinitamente: chi lo ha prenotato deve ritirarlo entro tre giorni. Trascorso questo termine, il bene verrà avviato a smaltimento.
Accessori per bambini e giochi, piccoli elettrodomestici, articoli per bricolage e mobili: tipicamente sono queste le categorie di prodotti più scambiate dagli utenti, che non di rado scovano tra gli annunci “piccoli tesori” nascosti a poche centinaia di metri da casa propria.
All’interno della Bacheca virtuale non è ammessa nessuna transazione economica. L’accesso è riservato agli utenti localizzati nel territorio aderente e il servizio prevede una gestione controllata e moderata.
“La principale novità del modello è l'integrazione tra tecnologia digitale e gestione fisica del Centro di Raccolta. Grazie alla collaborazione con la piattaforma Junker – chiarisce Luca Capozzoli, responsabile Marketing di DM Technology – lo scambio viene gestito attraverso un'applicazione scaricabile dal proprio smartphone. Il processo è semplice e immediato: il cittadino può segnalare un bene ancora utilizzabile caricandolo sulla piattaforma e renderlo disponibile per altri utenti interessati. Al contempo, chiunque consulti la sezione dedicata dell’app, può visionare il bene e decidere di prenderlo a costo zero. Lo scambio avviene poi fisicamente presso il Centro di Raccolta secondo le modalità previste dal modello”.
I VANTAGGI PER LA COLLETTIVITÀ
L’iniziativa nasce sulla spinta di una recente apertura normativa. Il 26 marzo scorso il MASE ha per la prima volta inserito nel Decreto n. 91 un invito esplicito agli enti locali a “individuare spazi da destinare all'esposizione temporanea di beni usati e funzionanti, direttamente idonei al riutilizzo, finalizzata allo scambio tra privati”, all’interno dei centri di raccolta.
La soluzione adottata a Cesa punta a fare un passo ulteriore: sfruttare l’intermediazione immateriale dell’app per rendere più semplice la gestione del riuso. In questo modo la Bacheca consente di coniugare la possibilità di intercettare beni ancora utilizzabili con l’esigenza di mantenere efficiente e ordinato il centro di raccolta, evitando il progressivo riempimento fisico dello spazio destinato al riuso.
“Il valore della Bacheca del Riuso sta proprio nella capacità di unire la dimensione ambientale a quella organizzativa” – dichiara Noemi De Santis, responsabile comunicazione di Junker. “Il digitale ci permette di dare visibilità agli oggetti disponibili all’interno del Comune e favorire l’incontro tra chi vuole liberarsi di un bene ancora utilizzabile e chi ne ha bisogno. Rispetto ad ogni altro marketplace commerciale, questo modello annulla i costi economici e ambientali della spedizione, valorizzando qualcosa che già esiste: l’isola ecologica, che diventa così un vero presidio di economia circolare”.
Un oggetto che non diventa rifiuto è un rifiuto in meno da gestire.
A Cesa, ora, può bastare uno smartphone per dargli una seconda vita.