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A Capua si sta consumando una situazione che non può più essere ignorata. L’ufficio demografico, snodo fondamentale per la vita amministrativa della città, versa in uno stato di evidente criticità che sta generando disagi enormi ai cittadini e un carico psicologico sempre più pesante per chi vi lavora.

In questi mesi sono in scadenza migliaia di carte d’identità. Un’ondata prevedibile, programmabile, che avrebbe richiesto un potenziamento straordinario del servizio. E invece la realtà è ben diversa: code interminabili, anziani in piedi per ore, famiglie con bambini in attesa, tensioni crescenti allo sportello. Tutto questo con una sola persona incaricata di gestire un servizio tanto delicato quanto essenziale.

Il quadro si aggrava ulteriormente considerando che l’unico dipendente disponibile sembrerebbe dividersi tra Capua e Sant’Angelo in Formis, rendendo di fatto impossibile garantire continuità ed efficienza in entrambe le sedi. È evidente che una tale organizzazione non può reggere l’impatto di migliaia di rinnovi concentrati in pochi mesi.

A rendere la situazione ancora più paradossale è il fatto che da mesi si attenderebbe il benestare dell’ente comunale per l’ingresso di una nuova unità, un professionista capuano di comprovata esperienza, proveniente per trasferimento da un comune limitrofo. Una figura che andrebbe ad affiancare l’unico impiegato oggi operativo nel servizio rinnovi delle carte d’identità.

Secondo quanto si apprende, questa nuova unità potrebbe essere disponibile già dal 1° aprile, a condizione che l’ente finalizzi entro la fine di febbraio la firma del contratto. Un passaggio amministrativo che, se accelerato, rappresenterebbe una prima risposta concreta a una criticità ormai sotto gli occhi di tutti.

Intanto, la realtà quotidiana racconta altro. Nella giornata odierna, nonostante l’ufficio avesse ufficialmente chiuso alle 18, i rinnovi si sono protratti fino alle 19.30 e oltre. Un dato che non rappresenta un episodio isolato, ma il segno evidente di una carenza strutturale che viene tamponata solo grazie al senso di responsabilità del personale in servizio.

Ma oltre al disagio dei cittadini, c’è un aspetto che non può essere sottovalutato: lo stress psicologico di chi si trova ogni giorno dietro quello sportello. Lavorare costantemente sotto pressione, con file fuori dalla porta, richieste pressanti e tensioni inevitabili, significa operare in una condizione di sovraccarico continuo. Nessun dipendente può essere lasciato solo a fronteggiare una simile emergenza organizzativa.

Non si tratta di polemica politica sterile, ma di una questione di responsabilità amministrativa. L’amministrazione guidata da Adolfo Villani, insieme alla giunta e ai dirigenti comunali, è chiamata ad assumere decisioni rapide e concrete. Servono soluzioni strutturali: potenziamento immediato del personale, revisione dei turni, eventuali aperture straordinarie, pianificazione efficace delle scadenze.

Un Comune efficiente si misura soprattutto nella capacità di garantire i servizi essenziali. L’ufficio demografico non è un settore secondario: è il primo punto di contatto tra cittadino e istituzione. Lasciarlo in condizioni di sofferenza organizzativa significa minare la fiducia nella macchina amministrativa.

È il momento di intervenire con serietà e visione. Per rispetto dei cittadini, costretti a disagi inaccettabili. E per rispetto dei lavoratori, che non possono essere lasciati soli a sostenere il peso di inefficienze strutturali.

Capua merita un servizio pubblico all’altezza delle esigenze della sua comunità. Ora servono risposte, non rinvii.

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