Martedì 3 novembre, tutte le classi del triennio dell’Istituto Federico II hanno assistito in anteprima al teatro Ricciardi di Capua alla proiezione del film “Se domani non torno”, diretto da Paola Randi e liberamente tratto dal libro Cara Giulia di Gino Cecchettin e Marco Franzoso. È un’occasione di riflessione e confronto sulla violenza di genere, argomento su cui da sempre questo istituto pone l’accento, insistendo sul ruolo della scuola come luogo di crescita, consapevolezza e impegno civile.
Gli studenti hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con una storia che ha profondamente segnato la coscienza collettiva del Paese: quella di Giulia Cecchettin, giovane donna uccisa nel novembre 2023, alla vigilia della laurea. Una vicenda che il film restituisce attraverso lo sguardo della sua famiglia, raccontando non soltanto il dolore della perdita, ma anche la forza di trasformare una tragedia privata in un messaggio pubblico di denuncia e cambiamento.
Attraverso le figure di Gino, Elena e Davide Cecchettin, il racconto invita a riflettere sulle radici culturali della violenza, sul patriarcato, sugli stereotipi di genere e sulla necessità di costruire relazioni fondate sul rispetto, sulla libertà e sull’autonomia reciproca. Una narrazione che supera i confini della cronaca per interrogare le coscienze e ricordare che la violenza non è mai una manifestazione d’amore, ma una negazione della libertà dell’altro.
L’iniziativa si inserisce nel percorso educativo che l’ISIS Federico II porta avanti per promuovere una cultura della legalità, della parità e della responsabilità. La scuola riconosce infatti nel proprio ruolo formativo non soltanto la trasmissione del sapere, ma anche l’impegno a educare cittadini consapevoli, capaci di riconoscere e contrastare ogni forma di discriminazione e sopraffazione.
Dopo la visione del film si è tenuta una diretta streaming alla quale hanno preso parte circa 70 mila studenti collegati da tutta Italia, il produttore del film Guglielmo Marchetti il quale ha parlato di “urgenza di raccontare” perché era un film che in questo momento storico andava fatto. Hanno preso parte al dibattito anche Gino Cecchettin, la regista e parte del cast che ha condiviso le emozioni e le esperienze nate durante la realizzazione del film.
Un momento prezioso per approfondire i temi affrontati dalla pellicola, conoscere le scelte artistiche e narrative che hanno guidato la realizzazione dell’opera e dialogare con chi ha contribuito a raccontare una storia tanto delicata quanto necessaria.
Per gli studenti il cinema è sicuramente un importante strumento di educazione civica e partecipazione, capace di stimolare domande, alimentare il confronto e favorire una maggiore consapevolezza. Perché ricordare Giulia significa anche interrogarsi sulle responsabilità individuali e collettive e impegnarsi affinché nessuna donna debba più subire violenza.
Con questa iniziativa, l’ISIS Federico II conferma la propria attenzione verso le grandi questioni sociali e il proprio impegno nel formare giovani capaci di costruire una comunità più giusta, inclusiva e rispettosa. Un impegno che si traduce nel fare rumore, rompere il silenzio e trasformare la memoria in azione concreta.