La storia dell'antico palazzo delle "Centopersone"



centopersone1.jpgUn saluto caloroso e un grande grazie a tutti gli amici che mi seguono su questo giornale e ai suoi cari redattori, a cui devo le scuse per il notevole ritardo per la redazione di questa terza puntata. Ma sono stato in vacanza al Nord per Pasqua e sono tornato giusto in tempo per vedere convocata la cittadinanza ad un Consiglio Comunale aperto, che, poi, è stato rinviato. Doveva essere l’inizio di un grande dibattito sulla opportunità o meno di costruire un cosiddetto “gassificatore” per lo smaltimento dei rifiuti di Capua e di altri comuni della Provincia, ma, a quanto sembra, le “cose” sono già fatte e si cercava solo di “convincere” il popolo della innocuità e necessità di tale mezzo. Ora, però, dopo il brutto episodio criminale dell’incendio delle balle di Bellona ritengo molto difficile convincere la gente ad accettare un altro sistema inquinante, tanto più che fino a questo momento nessun comunicato ufficiale ha informato il vasto interland colpito dai fumi circa le conseguenze che ne sono certamente derivate. E’ grave che nessuna autorità ha comunicato, fino a questo momento, la quantità e la qualità di DIOSSINA e di “polveri sottili” certamente diffuse sul territorio, né ha comunicato le misure da prendere per la salvaguardia della salute delle persone, riguardo all’esercizio dell’agricoltura e delle falde acquifere. E’ evidente che non vi può essere poi fiducia nei riguardi di un “bruciatore” di tonnellate di rifiuti circa il controllo e l’efficienza di un impianto del genere. Ergo, quel Consiglio comunale “aperto” che cosa sarà?
Amici cari, torno subito ai miei argomenti preferiti, che intendono proprio aprire gli occhi dei nostri concittadini sul valore e l’importanza della nostra città che deve essere capita e valorizzata soprattutto da quelli che vi abitano. Vi do una buona notizia: su Corso Gran Priorato di Malta di fronte alla farmacia è stato riaperto, finalmente e dopo tanto tempo, il grande palazzo ottocentesco che i capuani hanno sempre chiamato “u’ palazzo e ciento persune”. Si, proprio così, forse perché poteva ospitare veramente tante persone. Date uno sguardo alle foto che ho scattato qualche giorno dopo la levata delle transenne e rendetevi conto di questa bella realtà. Certamente tutta la facciata è stata lustrata e illuminata un po’ troppo e l’antico portale quattrocentesco in tufo sembra essere stato trattato con la cromatina per le scarpe, ma nel complesso è bello rivederlo dopo tanto tempo ritornato a nuova vita e pensare che presto vi abiteranno tante persone e che vi nasceranno dei bambini e tante famiglie vivranno nella strada più bella di Capua. Le notizie che ci vengono dagli studiosi ci dicono che tutta la imponente costruzione è stata rifatta tante volte e l’ultima ricostruzione risale alla prima metà dell’800. E, infatti, le linee sobrie dei vari piani, la presenza di un unico grande balcone centrale al di sopra del portale d’ingresso e tanti balconcini al di sopra delle botteghe a piano terra rispondono ai canoni propri di quell’epoca. Ma, potete notare subito che il grande portale che risale alla fondazione avvenuta nel quattrocento e che ricalca lo stile ornamentale dei portali catalani tanto presenti in Capua, è sorretto da un basamento costituito da pietre di spoglio risalenti ad epoca romana. Tutte con scritture in latino, probabilmente ricavate da monumenti funerari presenti lungo l’antica via Appia. Quella che si trova a sorreggere il lato sinistro del portale, posta al contrario, presenta ben visibili due armi che sembrerebbero dei grandi coltelli, forse rappresentanti simboli di qualche centuria o di qualche famiglia. E, poi, vi sono ancora altre lapidi sui due lati dell’edificio con scritte ben visibili in latino. La conclusione è sempre quella: Capua conserva nelle mura dei suoi palazzi, anche nel susseguirsi dei secoli, le testimonianze del suo passato glorioso e lo mostra con grande orgoglio e dignità. Quell’orgoglio che tutti i cittadini di Capua dovrebbero sentire circa la storia che vede sempre protagonista questa città e quella dignità che dovrebbe ispirarli a difesa e valorizzazione di questo splendido territorio.
Dopo l’arrivo del Presidente Napolitano è stato finalmente riaperto il Nostro grande Museo Campano e tantissime persone lo hanno visitato in questi giorni. I giornali ora magnificano questo evento e il Presidente della Provincia dice, finalmente, quello che da tanto tempo alcuni di noi diceva “che il Museo Campano è un grande attrattore per Capua e per la provincia di Caserta con le sue ricchezze uniche al mondo!” Aggiungo, dopo quello che ho detto a proposito della riapertura del palazzo grande di Corso Gran Priorato di Malta, che tutta Capua è un vero e proprio “Museo all’aperto”!

 

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