“CAPUA E…..BASTA” - Edizione straordinaria.

01Carissimi Amici di Capuaonline, Vi saluto cordialmente e Vi auguro ottime ferie, Giove Pluvio permettendo. Volevo finalmente scrivere una edizione ordinaria dedicata all’importanza delle nostre Chiese longobarde, ma l’attualità di alcuni temi a me molto cari mi spingono ad esprimermi su queste due importanti e recenti notizie.
“Riapre il Teatro Ricciardi! Finalmente! Questa è una notizia straordinariamente bella che ci riempie di gioia e ci apre il cuore nello sfacelo generale che sta attanagliando la nostra città. Era veramente una mancanza grave quella di tenere chiuso il nostro Teatro che ha una storia eccezionale, una storia che si inserisce, a pieno titolo, in quella della città di Capua. Il Teatro qui, in Capua, ha rappresentato sempre una esigenza civile e culturale di primaria importanza, tanto è vero che si ricorda che persino nei fossati dei bastioni cinquecenteschi si allestivano spettacoli e rappresentazioni di opere, tragedie, commedie e manifestazioni musicali. Questo edificio fu , infatti, costruito nel 1781, imponendolo sulle vetuste mura di una precedente costruzione che rispondeva alle stesse esigenze. Realizzato dall’ingegnere Francesco Gasperi risente del gusto dell’epoca, uno stile neoclassico elegante anche nella sobrietà di tutta la costruzione. E, nonostante il rifacimento del 1929 ad opera del nuovo proprietario Arturo Ricciardi, conserva ancora la bellissima loggia sorretta da colonne ioniche e l’altera facciata. Insomma, ancora oggi, un piccolo gioiello architettonico, con una sala e tre ordini di palchi e due gallerie, confortevole all’interno anche se il palcoscenico, dotato di tutti gli accorgimenti tecnici necessari, è piuttosto piccolo.
Dunque la notizia è questa: si è costituita una società che si chiama “Capua Speciosa”, di cui è responsabile Gian Maria Modugno e la responsabilità dell’andamento culturale e delle varie attività artistiche è affidata all’attore, regista e solido uomo di teatro Eduardo Tartaglia, che , insieme alla moglie, la Signora Veronica Mazza, costituirà, certamente, un punto di riferimento essenziale per la rinascita del Ricciardi.Ho seguito da vicino la presentazione in conferenza stampa e in un comitato ristretto di collaboratori e mi ritrovo totalmente nelle sue idee e progetti e credo che tutte le persone interessate al progresso civile e culturale di questa città debbano conferirgli solidarietà ma anche aperta collaborazione, senza badare a secondi scopi o, peggio, a interessi personali o di bottega. Nella città ove imperano l’indifferenza e la noia, o peggio le elite ristrette e chiuse in se stesse, uno “scossone” di taglio eminenetemente culturale è più che necessario! Sono felice di questa iniziativa che vede di nuovo la famiglia Modugno farsi, ancora una volta, di generose attività ad esclusivo vantaggio della città. Sono felice anche perché, nel lontano 1983, dopo anni di cinema a luci rosse, con tantissime difficoltà e quasi nessuna collaborazione, riaprii il teatro, nel nome glorioso del nostro Silvio Fiorillo, capuano e grande maestro della Commedia dell’Arte, ove introdusse e codificò per la prima volta la maschera di Pulcinella nella sua “Lucilla Costante” (ambientata a Capua) riportata in scena dopo 350 anni da Roberto De Simone. Felice anche perché il Dottore Raffaele Modugno ha annunciato che sarà riaperto il bar del teatro dedicato al nome di Don Carlo. Don Carlo, recentemente scomparso, è giusto ricordarlo sempre perché ha dedicato una vita a quel teatro, con un perenne sorriso, con grande dedizione, con umiltà, con un tratto umano e civile difficilmente rintracciabile nelle nostre zone. Evviva! Apertura alla vigilia dell’Immacolata e …via! La stagione teatrale, il cinema e tante altre iniziative: lunga vita, tanto fervore di cultura e di fermenti nuovi per i giovani soprattutto. Ti abbraccio caro vecchio mio teatro Ricciardi che io
avrei sempre dedicato a Silvio Fiorillo!

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E ora, cari amici, la seconda notizia: la cittadinanza onoraria al Maestro Riccardo Muti. Una bella cosa, ma ho il dovere di riferirvi alcune mie personali note. Guardate la foto che ritrae un titolo “Giuseppe Martucci, la sfortuna dell’ultimo romantico” E’ l’articolo del critico musicale del “Corriere della Sera” Paolo Isotta della primavera del 1994( che conservo gelosamente), in cui l’autore lamenta con durezza l’esclusione dal cartellone della Scala di un’opera straordinaria del compositore capuano, la sua Seconda Sinfonia, che doveva essere eseguita dalla Filarmonica della Scala sotto la direzione di Muti. In quell’articolo Isotta lamenta la scarsa considerazione che il mondo musicale ha di Martucci dimenticando le sue grandi doti di pianista, di direttore d’orchestra e , soprattutto, di compositore originale e di grande rilevanza. La sua musica ha influenzato enormemente Respighi e tanti altri compositori dopo di lui. Non a caso Toscanini lo ha interpretato varie volte e ha manifestato ammirazione e devozione verso le sue composizioni ( conservo gelosamente tutti i dischi di Toscanini che dirige l’Orchestra del Metropolitan di New York nell’esecuzione di tutte le opere di Martucci). Isotta dice, tra l’altro “Non il pioniere dobbiamo dunque in Martucci onorare, ancorchè la sua opera pioneristica sia stata per l’Italia d’importanza incalcolabile, ma il compositore ut sic, prescindendo da una storia che , se considerata, lo rende vieppiù ammirevole. Allo stesso modo che il pianista, proveniente da una modestissima famiglia di Capua ed educato a Napoli, si trovò sin da ragazzo nel grande giro internazionale, senza che il suo essere proveniente da un luogo così estraneo, allora, alla tradizione classico-romantica gli fosse di ostacolo.” L’articolista prosegue nell’esame dettagliato ed estasiato della bellezza e delle qualità di alto valore musicale della Seconda Sinfonia, che era stata negata al pubblico della Scala.
Ebbene, quella Sinfonia il 23 gennaio del 1995 venne eseguita al San Carlo di Napoli, insieme al Concerto per pianoforte e Orchestra opera 66 sempre di Giuseppe Martucci, con l’Orchestra Filarmonica della Scala e il pianista Carlo Bruno sotto la Direzione di ..Riccardo Muti. (Conservo ancora la pagina del Mattino). E questa volta il Mattino esprime riconoscenza e ammirazione verso Muti che ha diretto ed eseguito la musica di un autore a lui molto caro. Da allora Riccardo Muti ha eseguito ancora Martucci nel mondo. E, spesso, ho letto che Muti è stato allievo, a Napoli, del maestro Vitale , che, a sua volta, è stato allievo di Martucci. In alcune occasioni ho manifestato ammirazione e gratitudine verso il Grande Muti, che si rivolge ad un pubblico internazionale anche con la bella musica del Nostro Martucci, sia in pubblico che in un ristretto gruppo di amici, proponendo un segno di riconoscimento da parte della città nei suoi riguardi. Recentemente, il Maestro ha scritto una lettera al “Mattino” ricordando, con toni di nostalgia e commozione, il tempo giovanile trascorso in una piccola stanza del San Pietro a Maiella sotto la rigorosa e ispirata lezione del Maestro Vitale. Per cui non mi meraviglio dell’annunciata sua accettazione della cittadinanza onoraria di Capua. Sinceramente non ho mai considerata la cosa possibile e , comunque, mi fa piacere, ma, un “MA” grande come una casa, lo esprimo con tutto il cuore. Perché ormai Capua versa in uno stato di assoluto degrado, senza isola ecologica, con immondizie versate e sparse sempre e dappertutto, con le sue vecchie strade “impalettate”in modo inverecondo, con le sue belle fontane cinquecentesche abbandonate e insozzate, i suoi monumenti più importanti chiusi e negati, la villa Comunale, bellissima un tempo, chiusa e lasciata in mano ai balordi, e , soprattutto, con le condizioni miserevoli, tragiche e deplorevoli in cui versa la casa natale del Nostro Giuseppe Martucci. Immagino il giorno in cui il Maestro Muti viene a Capua e chiede di VEDERE il luogo ove è nato Martucci! Che gli facciamo vedere la nostra “internazionale” vergogna? Come si può constatare dalla foto la situazione è orrenda! Eppure basterebbe poco per ripulire e restaurare quei due locali e , perché no?, inserirvi un vecchio pianoforte, delle copie di spartiti, delle foto e qualche nota scritta su di Lui, come quel bellissimo profilo scritto dalla Prof. Maria Cappuccio anni fa e tanto altro ancora per ricordarLo degnamente. Ricordo sempre con piacere gli anni in cui il caro amico Carlo Porciello, con ammirevole tenacia, teneva viva l’attenzione sulla musica di Martucci, con l’Accademia Martucciana e il Liceo musicale “Giuseppe Martucci”. Presidente l’indimenticabile Preside Fernando La Marra, con la collaborazione del sottoscritto, abbiamo presentato e premiato tanti giovani e giovanissimi alla presenza di una anziana Signora, nipote di Martucci. Capua risuonava della musica di Martucci e una sua parente diretta percorreva le strade della nostra città, spesso ospite della famiglia La Marra. Oggi, solo un miracolo può salvarci per scuotere dal torpore colpevole e immondo questa città che con grande incoscienza continua a vivacchiare in un contesto unico e glorioso.

Invio saluti e auguri a tutti Pompeo Pelagalli.

 

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