"CAPUA E....BASTA" Quinta Puntata - Rubrica di Pompeo Pelagalli

14a.jpgAmici carissimi ho potuto constatare, con vero piacere, che la Edizione Straordinaria di pochi giorni fa ha avuto un notevole riscontro e una immediata attenzione. E, allora, ne approfitto e torno su un argomento che ho accennato in quella puntata e che merita ampio spazio e tanta attenzione da parte di tutti. Parlo della chiesetta di origini longobarde di "S.Angelo in Audoaldis" che si apre col suo leggero e delicato porticato e facciata proprio di lato alla Sala d'Armi, quasi di fronte al Castello delle Pietre, e di fianco alla piazzetta che poi si svolge verso via Pier delleVigne di fronte alla Chiesa della Maddalena. Siamo nel pieno centro storico, uno degli angoli più importanti e suggestivi della nostra città, uno dei punti basilari per capire la grande storia di questa Capua, un libro aperto sui secoli che hanno interessato un nucleo urbano che è stato ed è tuttora all'attenzione di studiosi, di amanti dell'arte, di turisti colti e interessati, di quanti guardano l'avvenire e sperano nel futuro dopo aver meditato profondamente sul passato. Come si fa a non capire l'importanza e la grandezza del nostro passato al punto tale da mortificare con i rifiuti e le sporcizie questi tesori, come fanno cittadini e Amministrazioni a trascurare, ad abbandonare ai vandali luoghi bellissimi e armoniosi che farebbero la gioia anche di chi vuole solo passeggiarvi e guardare o prendere il sole o dare inizio a una conversazione con un amico??!
Vi allego alcune foto realizzate da me il 2 dicembre. Si vede che l'articolo con foto di Giulio Sferragatta sul Mattino e la mia "filippica" del giorno dopo qualcosa hanno prodotto, ma quante schifezze ancora vi albergano, che sensazione di degrado ancora si respira in quei posti!
Eppure questa chiesetta è una riscoperta recente, si perchè fino al 1948 era inglobata in un edificio destinato ad abitazione e la sala centrale era usata come deposito e quando finalmente è stata riportata completamente alla luce ha acceso l'interesse degli studiosi sulla sua importanza. Diciamo subito che qui si prova la continuità tra l'antica e la nuova Capua perchè è appartenuta alla famiglia degli Audoalt, a cui apparteneva il primo conte longobardo della città (quando questa era ancora nel sito dell'attuale S.Maria Capua Vetere), di cui ritroviamo le importanti sculture della sua tomba nel portale della Chiesa di San Marcello. La loro casa doveva essere non distante dalla chiesa tradizionalmente dedicata all'Arcangelo Michele, presso la cinta muraria della Capua Longobarda, come si rileva da una scritta riportata in San Salvatore Minore. Si trasferirono qui nella Capua nova come tutti i capuani. Ma dopo queste origini antichissime si sa che la Chiesa diventa oggetto di una lunghissima disputa sorta tra la Chiesa capuana dell'Arcivescovo Ildebrando e i monaci di Montecassino, a cui viene assegnata soltanto nel 1073. I Benedettini a Capua ebbero una grande influenza e per un lunghissimo periodo ebbero giurisdizione sulla Basilica di S.Angelo in Formis, sulla stessa S.Angelo in Audoaldis, su SS. Rufo e Carponio e su San Martino alla Giudea. Pensate che passarono i secoli e solo nel 1706 l'Arcivescovo Nicola Caracciolo riuscì a ottenere il passaggio di tali chiese alla giurisdizione ecclesiale capuana. Ma nell'architettura e nello stile resta ancor oggi l'impronta benedettina, come nelle eleganti caratteristiche del piccolo campanile e il portale, nell'impianto basilicale a tre navate e l'abside tricora, mentre il porticato di accesso, ben visibile all'esterno, con le sue colonne di spoglio, tutte differenti, su tre arcate, è attribuito al periodo longobardo della fondazione. I basamenti sono in pietra calcarea, mentre nella parte superiore sorgono dei blocchi di tufo che sormontano le due strette monofore a tutto sesto. Sull'architrave vi è una scritta in caratteri "leonini" che invoca l'intervento dell'Arcangelo Michele per conquistare il cielo. All'interno delle chiesa vi sono ancora tracce di pavimentazione del periodo benedettino. E alcuni studiosi riferiscono che nell'area vi sono ancora numerosi resti archeologici, forse di un antico tempio pagano. Quindi, amici carissimi, mi sapete dire dove trovare un altro sito più importante di questo con tutte le sue innumerevoli stratificazioni e i tanti apporti stilistici e artistici dopo un lunghissimo periodo storico! Purtroppo, questa chiesa venne sconsacrata nel 1790 e nell'ottocento inglobata in un edificio e adibita a deposito. E ora che finalmente l'abbiamo riscoperta e restaurata e riproposta all'attenzione del mondo, che vogliamo fare, vogliamo continuare a inzozzarla e a offenderla? Amici cari nessuno ci assolverebbe da accuse gravissime come cittadini e custodi responsabili di un tesoro immenso come questo. Vi saluto. A presto.
Pompeo Pelagalli

 

DI SEGUITO ALTRE FOTO DELLA CHIESA DI S'ANGELO IN AUDOALDIS

( CLICCA SULLE FOTO PER INGRANDIRLE )

 

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