Cibele il bassorilievo di Via Pier delle Vigne

repertoviapierdellevigne.jpg

Cìbele rappresenta la Grande Madre terra che genera e feconda tutti i frutti che generosamente vengono elargiti agli uomini che la coltivano. Nella tradizione romana i sacerdoti che officiavano questo culto dovevano essere frigi e nella ricorrenza dei Ludi Megalensis tra il 4 e il 10 di aprile andavano in processione flagellandosi fino a sanguinare copiosamente in ricordo dell’evirazione di Attis, figlio e sposo di Cìbele. Il sangue versato nella terra la purifica, la feconda e la rigenera. I Romani celebrano questo culto anche in ricordo delle loro origini troiane. Il bassorilievo che oggi si trova incasellato nello stabile di via Pier delle Vigne fu rinvenuto nel 1656 nell’area del Santuario di San Lazzaro durante uno scavo operato per seppellire le vittime della peste, come riferiscono i compianti Professori Giulio Cosco e Alberto Siniscalchi nella bella e ricca edizione di “Capua Ritrovata 1900 1943”, pagine 44 e 45, pubblicata dalla Pro Loco di Capua nel 1993, a cui rinvio per gli approfondimenti. Ma si deve ritenere che il bassorilievo derivi, come tante altre opere e pietre, dall’antica Capua; opere riportate nel tessuto cittadino dai capuani stessi orgogliosi del loro glorioso passato. Ma l’importanza di questa pietra è data dal fatto di essere l’unica di argomento religioso inserita nelle mura cittadine tra tante sculture derivanti dall’anfiteatro campano. Ritengo probabile un riferimento, nell’epoca del sorgere di Terra di Lavoro”, di cui Capua è capitale, alla “Campania felix” , di cui l’antica Capua era la privilegiata città maggiore. Nel 2010, in occasione della Penisola del Tesoro che il Touring Club Italiano tenne a Santa Maria Capua Vetere, molti turisti vennero a vedere le pietre dell’antica Capua inserite nelle costruzioni della Capua nova medievale dall’856 in poi ed apprezzarono molto questa autentica “novità”. In conclusione, cari amici vi invito a riflettere su questa antichissima pietra e sulla sua importanza e, se possibile, fate capire al buon parrucchiere che la tiene accanto all’ingresso del suo salone che la protegga e non faccia sostare davanti al prezioso bassorilievo buste di monnezza e una tanica che raccoglie l’acqua derivante da un radiatore. Grazie.
E che dire della decisione improrogabile di costruire un “gassificatore” provinciale proprio nel territorio cittadino solo per incassare un po’ di fondi e risolvere in modo sbrigativo il problema dei rifiuti? Siamo già pieni di discariche legali e abusive, di rifiuti tossici e di monnezza pericolosa, a tutto questo aggiungiamo anche le “polveri sottili” e non che il buon gassificatore certamente produrrà. Vi sono modi virtuosi di eliminare e di riciclare tutti i tipi di rifiuti che ormai sono utilizzati in molte zone del mondo. Una Amministrazione accorta e responsabile avrebbe promosso uno studio approfondito in proposito e avrebbe chiesto all’Europa i fondi necessari per costruire catene di riciclaggio sufficienti per smaltire e riqualificare con una attenta e scrupolosa differenziata tutti i rifiuti di Capua e di tanti Comuni dell’entroterra. Cadono le braccia di fronte a queste situazioni. Anche per questo mi rivolgo ai miei cittadini per spronarli a guardare bene la propria ricchezza e a imparare ad amarla e a difenderla. Non si può abbandonare questa città, non si devono permettere il degrado e la trascuratezza e gli atti vandalici. Bisogna acquistare consapevolezza per poter proteggere uno scrigno prezioso di cui noi “capuani” siamo responsabili! E, allora, mettiamo a fuoco, tanto per cominciare, un posto di Capua misconosciuto e osserviamone l’importanza, sempre per conoscere bene il passato senza del quale non si costruisce nessun futuro. Quante volte siete andati all’Ufficio postale di Capua centro e quante volte avete visto una bella lastra di pietra che risale a tempi antichissimi? Fermatevi e guardate di fronte a voi, dopo il vicoletto, proseguendo per via Pier delle Vigne: vi è la porta di un parrucchiere, ma proprio accanto a questo ingresso è ben visibile un bassorilievo in cui potete vedere una figura centrale che sorregge con una mano una grande torcia e con l’altra un timpano. Si tratta di un sacerdote nel momento di partecipare a un rito sacro dedicato alla dea Cìbele, un culto antichissimo derivante dalla Frigia in Asia minore e poi in Grecia e adottato dai Romani dopo la seconda guerra punica e la vittoria su Annibale. 
A tutti gli amici di “Capuaonline” il mio più caro saluto. So che siete tanti, anche lontani da Capua e che seguite con attenzione le vicende di questa nostra bella ma “declassata” città. Innanzitutto vi spiego il titolo di questa rubrica, che mi accingo ad aprire qui su questo giornale telematico ormai noto e altamente meritorio. Ho usato lo stesso titolo di una mia fortunata trasmissione, che andò in onda a Retecapua nel lontano 1988, dedicata a tutti gli aspetti della nostra storia e del nostro territorio e realizzata in concorso con le scuole medie e superiori non solo di Capua. Fu una bella esperienza e in me si è rafforzata la convinzione che non si può parlare di “Terra di Lavoro” o della Provincia di Caserta se non si premette il nome di Capua, perciò Capua e…basta! In questa sede cercherò di rendere noti alcuni aspetti particolari del nostro patrimonio culturale storico e artistico che spesso gli stessi capuani ignorano o trascurano, un patrimonio così ricco che potrebbe far vivere questa città di solo turismo. I giovani redattori di questa testata lo hanno capito bene, tanto che ogni anno aumentano sempre di più i turisti che seguono la “Capua sotterranea” da loro egregiamente organizzata, e hanno impostato l’intero giornale sulla diffusione del nome di Capua. Eppure, non si può fare a meno di registrare il degrado e lo stato di arretratezza in cui siamo messi con una quota molto alta di indifferenza e di irresponsabile assenza. Ecco, l’ultimo laconico manifesto dell’Amministrazione comunale annuncia che il Carnevale di Capua quest’anno non si può fare per mancanza di fondi. Il tono lascia perplessi perché non viene neppure giustificata una decisione che taglia d’un tratto una tradizione antichissima che affonda le proprie radici nella storia di Capua ed è una delle poche cose che i capuani sentono di appartenervi in modo profondo.

Banner
Banner
 
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner

Seguici su ...

facebook logogoogle+ logotwitter logoyoutube logo
Banner

Webcam Capua

Vista sul Lungo fiume Volturno

Vista Sud-Est

Newsletters










Articoli archiviati

Seguici su Facebook

Seguici su Twitter

Capuaonline.com utilizza i cookie per migliorare la vostra esperienza sul sito. I Cookie essenziali impiegati per il funzionamento del sito sono stati già impostati. Per saperne di più sui cookie che utilizziamo e come eliminarli, vedere la nostra policy sulla privacy .

Accetto i cookie da questo sito.