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Nel 102° anniversario della morte di "Oreste Salomone"

FB IMG 1549198735372Il 3 febbraio del 1918 moriva a Padova, a causa di un incidente aereo, il nostro concittadino Oreste Salomone, prima medaglia d’oro al Valor Militare dell’Aeronautica italiana. Oreste Salomone nacque a Capua il 20 settembre del 1879 da Michele e da Giuseppina Valletta che dal loro matrimonio ebbero altri tre figli: Maria Angela, nata il 7 novembre del 1874 e deceduta il 9 settembre 1943; Arturo, nato l’8 luglio del 1876 e deceduto il 27 ottobre del 1953, coniugato con Rosa Ferrante ; l’eroe Oreste ed infine Riccardo, nato il 21 settembre del 1888 e deceduto il 9 luglio del 1978, coniugato con Angelina De Grandi. Oreste, dopo le scuole d’obbligo, frequentò le scuole tecniche e, successivamente, quelle delle belle arti a Napoli e poi l’Accademia Militare di Modena, dalla quale uscì il 1906 con il grado di Sottotenente di Amministrazione dell’Esercito. Fu studente modello non solo nello studio ma anche nelle discipline sportive. Fu anche un audace automobilista, un accanito ciclista ed un grandissimo appassionato del volo. Quando scoppiò la guerra Libica fu inviato nella Città di Tripoli ed assegnato al nucleo aeronautico conseguendo, nel 1912 , il brevetto di pilota di primo grado e successivamente anche quello di secondo grado. Ma non e’ possibile elencare minuziosamente tutte le gesta eroiche di Oreste Salomone ma è opportuno far sapere a chi legge che una volta, costretto ad atterrare dietro le linee nemiche, affrontò da solo gli arabi a colpi di pistola; dopo questa azione, rimise nuovamente in volo l’aeroplano e fece ritorno nel suo campo. Per quest’ultima azione gli fu conferita la medaglia d’argento al Valor Militare. Dopo un tirocinio in Francia, dove fu mandato per conoscere i nuovi velivoli da caccia e da bombardamento, conquistò il Record Italiano di altezza. Nel febbraio del 1916 fece il suo eroico e fantastico volo sulla Città di Lubiana, azione che entusiasmò e impressionò il mondo intero. Il nostro Eroe credeva moltissimo nell’efficacia dei voli notturni ed in tal senso fu autore di molte azioni che risultarono determinanti nella grande battaglia del Piave. Dopo la ritirata di Caporetto insistè presso le autorità militari per essere adibito nuovamente ai voli di guerra e dimostrò l’amore e la carità per i suoi compagni caduti per la Patria. Fu assegnato al Campo d’Aviazione di Padova con il grado di Maggiore e ritornò a solcare i cieli notte e giorno . Oreste si distinse per coraggio e per abnegazione; era il primo a salire nei cieli e l’ultimo ad a atterrare. Il 2 febbraio del 1918 Oreste Salomone, la grande aquila italiana, volò per l’ultima volta sui cieli di Levico e di Cordonazzo : era buio e le luci di segnalazione del campo erano molto tenui. L’Aquila cercò di squarciare le tenebre ma un ostacolo imprevisto provocò l’impatto con una casetta e con alcuni alberi, causando la morte del nostro eroico concittadino. Il celebre Gabriele D’Annunzio commentò la sua morte così :
“Con la sua vita restò mozzo la cima di un bel albero Accendetegli ogni anno un fuoco sul Volturno. Quando la salma di Oreste Salomone tornò a Capua su di un cuscino di velluto rosso risplendevano,oltre alle tante decorazioni italiane, una Croce di Guerra francese, una onorificenza belga, una russa, una serba, due medaglie d’oro della provincia di Caserta, una per la Libia ed una per Lubiana.
E questa fu la motivazione per la medaglia d’Oro :
“ FERITO AL CAPO IN UNA LOTTA AEREA ,BENCHE’ IL SANGUE GLI OFFUSCASSE LA VISTA ED IL CORPO INERTE DI UNO DEI SUOI COMPAGNI GLI RENDESSE DIFFICILE IL GOVERNO DEL VELIVOLO,RIFIUTAVA SDEGNOSAMENTE DI ARRENDERSI ALLE INTIMIDAZIONI DEGLI AVIATORI NEMICI E PROSEGUIVA LA ROTTA, MENTRE LE PALLOTTOLE DI MITRAGLIATRICE DELL’AEROPLANO AVVERSARIO GLI GRANDIVANO INTORNO.COL MOTORE FUNZIONANTE IRREGOLARMENTE,MANOVRANDO A BASSA QUOTA IN MEZZO ALLE RAFFICHE DI ARTIGLIERIE ANTIAEREE NEMICHE, RIUSCIVA A DISCENDERE IN UNO DEI NOSTRI CAMPI OVE, CON SENTIMENTO ELEVATISSIMO DI CAMERATISMO E CON PROFONDA COSCIENZA DEL DOVERE, SI OCCUPAVA DEI COMPAGNI E DELLE BOMBE ANCORA INESPLOSE SOTTO L’APPARECCHIO “.

 

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