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Capua. L'antica tradizione del Presepe... cenni storici

Nativita BVM d39ae98c70cbeb9fa0f64e6291bb515eNella Regione Campania, com’e’, da secoli, consolidata tradizione, il periodo natalizio  incomincia dopo il 2 novembre, giorno della Commemorazione dei Defunti, stante la tramandata usanza di iniziare l’allestimento dei  presepi nelle abitazioni private e in tutti i luoghi di cultoi. Ma  cosa sono i presepi ? Sono delle  artigianali rappresentazioni artistico- figurative della nascita di Gesù nella mangiatoia di una stalla di Betlemme, mangiatoia che, si narra, fosse di materiale  argilloso, come  sono stati, fino a qualche decennio addietro, i pastori di terracotta che gli  artisti napoletani, dell’antica e  celebre zona di S. Gregorio Armeno, ricavano ancora oggi, anche se in minima parte, dalla creta. Ma perche’ i pastori del presepe erano proprio di argilla ? Forse perche’ piu’ di  duemila anni addietro i palestinesi conoscevano benissimo questo materiale natrurale tant’’e  che davano da mangiare agli animali da cortile proprio in recipienti di argilla.  Allora volendo seguire  l’antica tradizione dobbiamo  dar credito al fatto che la famosa mangiatoia, dove fu posto Gesu’ Bambino, fu fatta distruggere dall’imperatore Adriano e i cocci di argilla furono dispersi interrandoli  nelle fondamenta di un edificio  di culto pagano. Dopo molti decenni ebbe molto credito una notizia che si diffuse, immediatamente, in tutto il mondo: si affermava che in una piccola grotta presso Betlemme era stato ritrovato il luogo in cui ebbe i natali  Gesu’. Immediatamente la celebre Elena, madre del grande Imperatore Costantino ,fece costruire in quel posto una Basilica che divenne la meta obbligata di milioni di pellegrini cristiani. Ad attestare questa notizia, quale vera, fu  San Girolamo, che verso l’anno  400 , critico’ aspramente il fatto che la reliquia della  mangiatoia fosse stata sostituita da simulacri di oro e di argento. Quindi ,a giusta ragione, bisogna dare credito a questa notizia. Altre notizie sono state narrate da Giacomo nel suo protovangelo. Giacomo narra che nello stesso momento della nascita di Gesu’ il mondo cadde nell’assoluta immobilita’ e nel contempo in un immenso ed innaturale  silenzio. Giacomo fa parlare lo stesso San Giuseppe che per aiutare la Vergine Maria era uscito dalla grotta per andare a cercare una levatrice.                Dice Giuseppe : “ Stavo camminando ed ecco che non camminavo piu’ ! Guardai in alto e vidi che l’aria era come ferma e attonita, fissai la volta del cielo e vidi che  era immobile e gli uccelli nel cielo erano fermi. A terra guardai degli operai sdraiati attorno ad una scodella con del cibo, avevano  le mani in essa e quelli che stavano masticando non masticavano piu’ e quelli che cercavano di prendere il cibo erano rimasti con le  braccia  alzate e guardavano in alto. Alcune pecore che erano condotte al pascolo non camminavano piu’ ma i visi dei docili animali erano tutti rivolti al cielo ed il pastore che voleva percuoterle con il bastone, per farle camminare, aveva la mano ferma per aria. Alcuni capretti che erano sul greto del fiume per abbeverarsi tenevano il muso nell’acqua ma non bevevano. Insomma tutto era fermo e come dice una celebre canzone natalizia “ si fermarono i cieli”. Ed il presepe vuole proprio rappresentare quel miracoloso attimo di stasi, quell’attimo che poi cambio’ la storia dell’Universo. E nella nostra Regione, maggiormente a Napoli, il presepe e’ diventato come  il Vangelo, ed e’ come  un lungo viaggio che non puo’ aver fine, un minuscolo universo in cui  i cristiani mescolano devozione e folclore, la grande e basilare  tradizione familiare ed una  solenne  ritualita’. Tornando alla “mangiatoia originale” si racconta che presunte reliquie di essa furono portate in Europa e  per volere di Papa Sisto III° ,tra il 432 ed il 440, furono trasferite nella  Citta’ Eterna : erano alcuni frammenti della santa culla che furono portate nella Chiesa chiamata  di S.Maria al Presepe, oggi detta di Santa Maria Maggiore. E fu proprio in questa bellissima ed antichissima Chiesa romana che nacque l’usanza di officiare messa alla mezzanotte del Santo Natale, messa che era uso celebrare, fino ad allora, solo a Betlemme. Successivamente, sempre, nella Chiesa di Santa Maria Maggiore, le reliquie trovarono il giusto posto sotto una capanna con relativa tettoia. E questo trova la giusta spiegazione nel Vangelo apocrifo ,forse  quello scritto da di Matteo, che racconta che dopo tre giorni Maria porto’ il Bambino in una stalla e lo pose in una mangiatoia , sotto una capanna. Molte raffigurazioni della Nativita’ furono fatte anche nelle Catacombe e sugli antichi sarcofagi. Durante i secoli  non mancarono nemmeno alcuni studiosi convinti che gia’  fossero esistite forme di rappresentazione “ plastica” del presepe. Qualcuno addirittura considero’ veri antenati dei pastori del presepe alcune figurine di terracotta rappresentanti  i numi protettori della casa, i famosi Lari, che erano quasi sempre presenti negli  angoli delle case e quasi sempre sistemati  su di un tavolo che fungeva da altare. Addirittura il grande architetto Amedeo Maiuri, che era di casa nella nostra Citta’ di Capua e, soprattutto nel  nostro Museo Campano, paragonò  le nostre antichissime e famosissime statue delle  Matres  Matutae ai pastori del presepe. E questo, probabilmente il Maiuri lo sostenne perche’ le Matres Matutae furono trovate, per puro caso, in una localita’ dell’antica Capua e dell’odierna Curti, detta Fondo Patturelli, dove nell’antichita’ vi era un  tempio pagano dedicato alla Dea della Maternita’. Nella tradizione piu’ antica , e forse più veritiera, i primi che seppero della nascita di Gesu’ furono proprio i pastori perche’ essi “ vegliano”! Le notti del solstizio d’inverno, in cui cade il grande e miracoloso evento, erano i momenti più attesi da parte dei contadini perche’ il solstizio e’ una sosta, una pausa  tra la paura dell’oscurita’  ed  il sollievo del sole che, finalmente, torna e le giornate si allungano. Ecco  allora cos’e’  il presepe : e’ un messaggio di luce che e’ portato dall’Angelo che viene a mobilitare tutti gli uomini di buona volontaà. E allora i pastori si mettono immediatamente in cammino verso la Citta’ di Betlemme portando doni al Salvatore dell’Umanita’, al Bambino Gesu’.!

 

di Camillo Ferrara

 

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