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A Capua si avvicina il momento della tradizionale processione dell’Immacolata Concezione.

PROCESSIONEIMMACOLATAIl 25 novembre ricorre la memoria di Santa Caterina e, nei tempi che furono, proprio quel giorno i nostri nonni e i nostri bisnonni ricordavano un vecchio detto popolare che diceva“ Comme Catarineia, accussì Natalea” . Era l’avviso che il Natale era ormai arrivato. Infatti, dopo appena 4 giorni a Capua, all’alba del 29 novembre, un suono melodioso invadeva le strade ed i vicoli di Capua, un suono che rallegrava il cuore e che riportava alla mente ricordi d’infanzia bellissimi , passati con le persone scomparse, risvegliando l’anima ed il corpo : era il suono delle zampogne e delle ciaramelle dei zampognari che offrivano la prima delle “novene” davanti alle edicole religiose sparse in tutte le strade e palazzi della città di Capua. Io, come tutti i bambini, attendevo l’alba di quella mattina, quando le dolcissime note, che invadevano le strade solitarie e buie, riempivano di gioia i nostri cuori innocenti e ci preparavano “ all’aspietto” della Notte del Santo Natale. Incominciava così in modo semplice e pieno di fede la Novena alla Vergine dell’Immacolata Concezione e si dava, così , inizio al lungo e gioioso periodo natalizio. A Capua, nella Chiesa della Carita’, in via Seggio dei Cavalieri, l’ 8 dicembre, fino al principio degli anni ‘50, si teneva una piccola processione parrocchiale della Vergine Immacolata, voluta e curata dal noto rev.do don Peppe Munno, noto per essere stato per moltissimi anni il Parroco della Parrocchia di S.Lazzaro, che si trovava nell’omonima Chiesa in piazza D’Armi.La processione parrocchiale partiva dalla Chiesa della Carita’, percorreva via Seggio dei Cavalieri, passava per il Corso Gran Priorato di Malta, imboccava e percorreva tutta la via Fieramosca e poi ,passando per via Monte dei Pegni rientrava nella bellissima Chiesa della Carita’.In seguito, fu il nostro concittadino, l’indimenticato canonico Mons. Umberto D’Aquino ad avere la grande e vincente idea di trasformare quella piccola processione parrocchiale in quella che avrebbe poi avuto un successo strepitoso, per la partecipazione della maggior parte delle famiglie parte delle famiglie capuane. All’inizio del 1952, quando don Umberto organizzo’ la prima uscita ufficiale, precedeva la processione la banda di musica ,poi il sacerdote,poi la venerata Statua della Vergine Immacolata e pochi e rappresentanti dello scautismo capuano, alcuni dei quali portavano quattro lanterne ai lati della Statua della Vergine. Seguiva la processione un pugno di fedeli. All’epoca gli organizzatori piu’ accaniti ed importanti erano Modestino Di Furia, Vincenzo Balzanella, Giuseppe Leonelli,il Signor Bernasconi ed altri di cui non mi sovvengono i nomi. Ebbene la processione divento’ dopo appena qualche anno , la processione piu’ seguita di tutta la Citta’ di Capua, e la festa dei grandi e dei piccini, dei ricchi e dei poveri. Tutti i negozianti aprivano i loro negozi in piena notte, verso le tre e mezza e nelle vetrine, illuminate a festa, dei loro negozi presentavano, in bella mostra, tutte le piu’ belle novita’ per il Santo Natale. Naturalmente vi erano “rocchie” di giovanotti che arricchivano l’evento religioso con le famose “ botte e muro ,tricchi- tracche , sische e bengale”, pratica che iniziava appena dopo la Commemorazione dei Defunti e continuava fino alla notte di Capodanno, ma in minor intensita’ del Natale perche’ in quell’epoca iI Capodanno non era festeggiato da tutte le famiglie capuane. I bar, la Notte dell’Immacolata, erano gremitissimi perche’ era quasi d’obbligo andare a prendere il “ cappuccino” con la pasta, insieme alla fidanzata o con tutta la famiglia. Se no che festa era !! In piazza dei Giudici la processione che tornava, come ancora oggi, dalla Chiesa di S.Pietro , si fermava ed il Comune offriva ,in omaggio alla Vergine Immacolata, una bellissima cascata d’argento fatta con il fuoco di decine di bengala .Poi proseguendo per piazza Maiella e via Conte Landone passava per la Santella e proseguiva per via Seminario dove si fermava, ancora pochi minuti, per assistere, questa volta, ai fuochi d’artificio offerti alla Vergine Maria Immacolata dalla famiglia del commendatore Del Bene. Durante tutto il percorso della processione molti balconi accendevano delle “ stecche” di lampadine e lo addobbavano con bellissime coperte damascate . Quando la Statua della Vergine passava, da ogni balcone veniva giu’ una cascata di fiori che copriva tutto il manto stradale. Pregando fino all’ultimo metro, il vastissimo popolo dei fedeli ,con a capo l’Arcivescovo di Capua, entrava nella Basilica Cattedrale, alle 6 in punto, per la solenne Messa in onore della Madonna . I piu’ giovani che avevano vegliato per tutta la “ nuttata” ritornavano alle loro abitazioni per riposare e per poi riuscire nelle prime ore della sera per recarsi in qualche abitazione amica dove ci si intratteneva e ci si divertiva chiacchierando e ballando e si fumava qualche sigaretta del pacchetto di Kent acquistato, per l’occasione, il giorno prima nel Palazzo delle Cento persone dal popolare don Amedeo detto “ ‘o cacaglio”. E ci si divertiva, con rispetto e tanta tanta educazione. In quella stessa Santa Notte si inauguravano e si “accendevano” i Presepi che erano presenti in quasi tutte le abitazioni capuane. In seguito, tocco’, allo stesso modo, agli alberi di Natale; addirittura negli anni d’oro 1960, ’70 e ’80 a Capua si faceva un concorso pubblico per il migliore presepe, concorso che ebbe un grandissimo successo. Non c’erano ancora presepisti come Beatrice De Simone, Annamaria Ferrara e la pure bravissima De Marco ma per quei tempi, ricordo, presero piede e successo i presepi con i movimenti dei pastori. Poi , pian piano la Festa dell’Immacolata, tanto attesa dal popolo di Dio capuno e’ stata trasformata grazie alla dannata decisione di “ allargare” la festa a concerti, concertini, pranzi ,pranzetti, cene, controcene, ubriacature di massa e veglioni, facendo perdere quasi totalmente alla Regina delle Processioni, secondo il sottoscritto, il suo primitivo e popolare significato.Non me ne voglia nessuno , posso anche essere tacciato di essere troppo tradizionalista ma affermo che l’eccesso e’ sempre un difetto ed il troppo stroppia !!

 

Camillo Ferrara

 

 

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