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Capua. Il Calvario di Capua e la sua gloriosa Resistenza. II puntata

016Abbiamo già detto più volte che il lungo martirio di Capua non ebbe termine con il tragico bombardamento del 9 settembre 1943 perchè, proprio da quella infausta data iniziò la sua gloriosa Resistenza. Un periodo di sangue, di soprusi, di violenza, di sevizie e..di morte che non e’ affatto facile raccontare perchè ,oggi, mancano le testimonianze di coloro che fecero delle coraggiose azioni contro i tedeschi, rischiando o donando la loro vita alla causa della libertà. E allora dobbiamo far riferimento ad altre fonti e cioè a quelle che ci raccontarono i nostri padri ed i nostri nonni, che vissero momenti tragici, di paura e di stenti e le fonti minuziose e puntuali di coloro che lasciarono testimonianze scritte, come Carlo De Vivo che, con il suo libro “ Capua nella Tempesta” ci ha fatto rivivere ed anche rabbrividire raccontandoci, giorno per giorno, tutti gli accadimenti di quel tragico periodo; Vittorio Sortini che nel suo libro “ Capua Citta’ Martire” , esamina e racconta i maggiori episodi della Resistenza capuana ai tedeschi e con il libro della nostra cara concittadina Maria Buglione che ha riportato nel suo bellissimo libro “La Guerra totale- Il caso di Capua nella Seconda Guerra Mondiale”, addirittura moltissime notizie avute durante interviste dirette di moltissimi concittadini e concittadine che vissero, personalmente, quei terribili momenti. E da questi libri risulta che già prima del 9 settembre 1943, le truppe alleate erano ormai arrivate alle porte di Capua ed erano pronte ad entrare in Città . Fu allora che i tedeschi si abbandonarono ad atti di inaudita violenza, non solo verso i loro nemici militari ma anche contro l’inerme popolazione civile. Rosanna de Cunzo, autrice dell’importantissimo libro “Per una storia della resistenza in Campania” scrive testualmente: “Se tutta Terra di Lavoro ha pagato un tragico tributo alla lotta per la liberta’ con oltre 500 morti combattendo, o trucidati dai tedeschi tra il settembre e l’ottobre del 1943,Capua certamente ha pagato il più glorioso tributo alla resistenza”. Dopo il bombardamento del 9 settembre ’43 la popolazione capuana si raccolse in una tendopoli presso Porta Tifatina. Proprio in quei tragici momenti si costituì il Comitato di Liberazione, composto da uomini coraggiosi che operavano clandestinamente. Insieme ad Alberto Iannone, Antonio Affinito,Luigi Garofano Venosta, Aniello Tucci e Mario Zaccaro si unirono cittadini di ogni ceto sociale, operai,intellettuali, sacerdoti e uomini che rappresentavano tutte le correnti politiche allora esistenti. Ma e’ anche doveroso dire che prima della costituzione del Comitato di Liberazione del 1943, a Capua già operava da tempo l’azione antifascista di moltissimi cittadini capuani.Tra i gruppi piu’ attivi c’era quello denominato del “Museo” che era ospitato proprio nei locali del Museo Campano ed era composto dall’allora Direttore Luigi Garofano Venosta, dai socialisti Raffaele Acunzo ed Andrea, Pasquale Monetti, Vincenzo Pontillo e Giovanni Scialo’; dai comunisti Giovanni Rendina, Pompeo Rendina e dagli operai socialisti del Pirotecnico Esercito di Capua Antimo Fontana, Raffaele Giaquinto e dal sacerdote don Anicio D’Ambrosio. Anche al notissimo prof. Alberto Iannone faceva capo un’altra folta schiera di partigiani. Da ricordare che il prof. Iannone fu allontanato dall’insegnamento perche’ rifiutò la tessera del partito fascista. All’interno del Pirotecnico operava già da tempo,un altro gruppo formato dai nominati Affinito Antonio ed Antimo Fontana, da Giaquinto Raffaele, Costantino Giordano,Luigi Montagna e l’indimenticabile Salvatore Postiglione. Era anche attivissimo un altro gruppo di cui facevano parte Mario Brandi, Antonio Ammirato, Francesco Barone, Aniello Tucci e Michele Semerarto che fu il fondatore del giornale clandestino “Il Proletario” che veniva stampato a Capua , presso l’abitazione dello stesso Tucci, in via Grotte S. Lazzaro .Il giornale clandestino veniva stampato e poi diffuso a Napoli tra gli operai portuali, ferrovieri ed in altri luoghi di lavoro. A Napoli si occupavano della distribuzione del giornale sempre lo stesso Aniello Tucci e l’ indimenticata Margherita Troili , alla quale la Città di Capua ha intitolato il piazzale antistante la Stazione Ferroviaria di Capua. E’ da notare che, a seguito del bombardamento del 9 settembre 1943, il reparto tedesco che aveva preso dimora in una vastissima palestra accanto alla vecchia sede Pretura, in via Duomo,abbandonò il centro storico di Capua e andò a schierarsi al di là del Volturno, sulla riva destra del fiume. Con i lontri sequestrati ai pescatori capuani attraversavano, specialmente di notte , il fiume per venire in Città a razziare gli uomini e ogni bene di Dio.
Fortunatamente a Capua, gli uomini coraggiosi non mancavano e tutti seppero ritrovare il coraggio e la via della dignità e dell’orgoglio, riprendendo le armi contro la belva nazista.
Molti degli uomini rastrellati furono trucidati senza alcuna pieta’. A Porta Roma furono trucidati il maresciallo Gabriele Boccia,Giuseppe De Gennaro, Cipriano Diana con il figlio 12 enne, Antimo Iovanella, Ottavio Rigoni,i fratelli Antimo ed Emilio Paternuosto e Pasquale Taddeo. Altre postazioni di partigiani tennero testa ai tedeschi nelle grotte di S.Caterina, di via Pomerio e nella Villa Comunale.
Ma i tedeschi non risparmiarono nulla. Si presentarono davanti a quei tuguri e dissero che dovevano allontanarsi immediatamente perche’ dovevano minarle e demolirle. Fu allora che massacrarono a sangue freddo il nostro innocente concittadino Mariano Lombardo, colpevole di essersi attardato perche’ zoppicava: alcune sventagliate di mitra lo abbatterono brutalmente. Il Lombardo era il cognato del generale Umberto Nobile che con i dirigibili “Norge “ e “Italia” esplorò il Polo Nord.

 

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