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Capua. I “ capuani “ e i loro Santi protettori. II puntata

65307889 2415754098444637 829198459318829056 oLa settimana scorsa abbiamo parlato del bisogno dell’essere umano di avere la protezione di un Santo a cui chiedere una grazia, nei momenti di necessita’, di dolore e, qualche volta, anche per ringraziare per quanto ricevuto. Nella nostra Citta’ i Santi invocati da i capuani sono stati moltissimi perche’ questo tipo di vera e propria venerazione, nell’animo dei nostri concittadini, e’ stata sempre profonda, spontanea e sincera. Chiunque di noi abbia avuto un nonno o una nonna che durante le sere d’inverno, attorno alla vecchia ed indimenticata “ vrasera”, raccontava spaccati della vita capuana di un tempo, sicuramente e’ al corrente di qualche specifico episodio che finisce ,sicuramente,con la grazia avuta dal santo invocato, per ragione di salute, per motivi di amore e per motivi correlati all’attivita’ lavorativa. Ad esempio, quando e spesso la Citta’ di Capua , nei tempi passati, era colpita da qualche scossa tellurica un pochino piu’ pesante del solito, immediatamente i fedeli di S.Andrea Avellino, la cui statua e’ ancora oggi venerata nella Chiesa di S.Eligio, si premuravano di esporre la statua del Santo, “ patrono do tarramoto” sulla sommita’ delle scale di S.Eligio, davanti alla porta della Chiesa . Si organizzava, all’istante, una Messa durante la quale si chiedeva al Santo l’immediato intervento per scacciare il pericolo e la paura . La mia nonna materna, buonanima, ci raccontava sempre che il 16 luglio del 1930 Capua fu colpita da alcune tremende scosse di terremoto che provocarono ingenti danni all’abitato. Accadde che mentre la terra tremava paurosamente, in via Seggio dei Cavalieri, in prossimita’ di via dei Franchi, si trovava in cammino la processione della Vergine del Carmine .La nonna diceva che i numerosissimi fedeli videro la Statua della Madonna chinarsi , quasi a spezzarsi in due ed in quel momento ebbe fine il terremoto. Nel Pirotecnico invece, si invocava, come tuttora, la protezione di Santa Barbara, specialmente da coloro che lavoravano nel reparto chiamato “ fulminante”. Molti incidenti, anche mortali, avvenivano anche a causa della pericolosita’ della polvere da sparo che veniva lavorata per le “ cartucce” e per le bombe, specialmente nel periodo cruciale della guerra. Per perpetuare la protezione della Santa tutti i dipendenti del Pirotecnico Esercito di Capua , il 4 dicembre ,festivita’ della Santa, partecipano, ancora oggi e con lo stesso fervore, alla processione interna allo Stabilimento che vede,ogni anno, la presenza dell’Arcivescovo di Capua. Nella Chiesa di Sant’ Anna molti sono gli oggetti votivi donati alla Santa per grazia ricevuta dalle partorienti e dalle donne che si rivolgono alla Madre della Madre di Dio per avere una gravidanza. Ma a Sant’Anna si rivolgevano anche le lavandaie e le sarte capuane, che erano sotto la sua potente protezione. Anche nella Chiesa di San Lazzaro, come nella Cappella di S.Antonio, si notano, ancora oggi, centinaia di oggetti votivi donati dalle persone “ graziate” dai due grandi Santi. Nei tempi passati anche la Chiesa longobarda di S.Michele a Corte era meta di armieri e di misuratori di pesi ,di cui era protettore S.Michele Arcangelo. A Capua anche S. Nicola aveva una lunghissima schiera di “clienti” fissi che, continuamente, chiedevano il suo celeste intervento : erano le ragazze da marito, le donne “ pericolanti”, i marinai, i bambini, gli artigiani, gli scolari ed anche le persone povere. Nell’antica Chiesa di S. Leonardo si recavano, invece, a chiedere grazie i congiunti dei prigionieri e dei carcerati. I nostri antenati raccontavano che nei secoli scorsi un cittadino della vicina Grazzanise dono’ alla Chiesa di S.Leonardo un pezzo di terra perche’ per intercessione del Santo fu ,per ben due volte, liberato dalla galera. Invece altri devoti capuani invocavano la protezione di S.Pietro: erano i mietitori, i muratori e i pescatori. In epoca angioina, quando fu eretta la chiesa di S.Eligio, andavano a chiedere l’intervento del Santo gli orefici, i ferracavalli, i mercanti di cavalli e i sellai di cui era grande e potente protettore. E’ da puntualizzare che anche i cavalli erano sotto la protezione di S.Eligio. Coloro che commerciavano il ferro, invece, per avere grazie e prtezione si rivolgevano a San Sebastiano che e’ anche protettore dei Vigili Urbani. I tessitori dovevano chiedere invece grazia a S.Agata mentre i commercianti di pelli a S.Bartolomeo, la cui Cappella, nella cattedrale di Capua, si trovava dove oggi c’e’ il Museo diocesano. Coloro che fabbricavano cappelli ,in caso di bisogno, rivolgevano le loro richieste di protezione a Santa Barbara e a S. Giacomo il Maggiore. I selciatori invece, in caso di necessita’ dovevanpo fare capo a Santo Stefano. Per oggi puo’ pure bastare.Come avete potuto notare nella nostra Capua ogni arte ed ogni mestiere aveva la protezione del suo Santo di riferimento. La storia pero’ ci dice pure che i capuani per difendersi dalle trombe d’aria, dai fulmini e dalle gravi intemperie collocarono le reliquie di S.A gata sulla sommita’ del Campanile. Poi,con il passare dei secoli, le preziosissime reliquie della nostra patrona furono addirittura dimenticate. Forse la stessa S.Agata contribuì a farle ritrovare; ci fu un fortissimo terremoto che abbatte’ la sommita’ del Campanile e quando si premurarono di rimetterlo a posto, furono ritrovate le sacre reliquie che furono riportate nel Tesoro della Cattedrale.Grazie per la lettura e …alla prossima !

 

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