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Capua. La Capua laboriosa ed industriale degli anni ‘60

IMG-20190326-WA0003 2Nelle precedenti puntate vi ho parlato della Capua degli anni ’60, la Capua commerciale, ricca, ordinata e molto laboriosa; la Citta’ che annoverava un numero considerevole di meno abbienti che pero’ riuscivano a sbarcare il lunario facendo mille mestieri occasionali. All’epoca chi non aveva di che sfamare la famiglia o si recava all’ECA, la famosa Congrega di Carita’, dove riusciva ad ottenere qualche piccola somma di denaro per comprare i viveri necessari o si procurava una canna per andare a pescare nelle acque, allora limpide e dolci, del Volturno dove procacciarsi un po’ di cefari, spigole,carpe, tenche e i famosi “ammarielle do sciummo”. Insomma ognuno riusciva a tirare a campare. La Citta’,all’epoca molto commerciale, assorbiva molta mano d’opera ed era ben coadiuvata dalla politica , all’epoca anch’essa, molto costruttiva. Si riuscì infatti a favorire l’insediamento della Pierrel , dove, agli inzi, furono assorbiti alcune centinaia di disoccupati capuani. Lo zuccherificio della Cirio, oltre ai lavoratori fissi, si serviva, nel periodo estivo, per la famosa “ campagna”, molti giovani studenti universitari che, così, si assicuravano l’iscrizione a la frequenza agli Atenei. Insomma una Citta’ che funzionava sotto tutti i punti di vista, incominciando dal rispetto per l’ambiente e per i beni monumentali. A supporto di tutto il settore privato c’erano gli Uffici Pubblici; gli Uffici e Servizi Municipali, i Servizi Pubblici, i Comandi Militari, l’Amministrazione Giudiziaria, l’Amministrazione Scolastica, gli Uffici di Assistenza e Beneficenza, le Farmacie e l’Amministrazione Scolastica, gli Uffici Finanziari e l’Amministrazione Ecclesiastica, essendo stata Capua uno dei maggiori pilastri della Chiesa Cattolica di tutta l’Italia Meridionale. Pensate solo che aveva avuto sotto la sua giurisdizione ben 26 diocesi suffraganee. I “poli” economici piu’ importanti della Capua di allora erano, come abbiamo gia’ detto, lo Zuccherificio, in via Santa Maria la Fossa che aveva 90 dipendenti fissi a cui se ne aggiungevano piu’ di 300 durante la “ campagna” estiva; il Pirotecnico Esercito con il Cartuccificio con circa 450 operai civili, piu’ i dipendenti dell’ Amm.ne Militare; la Societa’ Capuana per lo Xilon, dai capuani chiamata “Cellulosa “, che produceva legno sintetico e concimi chimici; il Molino e Pastificio “ Eredi Caputo Pasquale”, che era dove oggi c’e’ il Parco delle Rose, in via S.Tammaro; la famosa ditta di Arti Grafiche “ Salafia” del cav. Ferdinando e figlio in via Seggio dei Cavalieri ; la Ditta Selva del rag.Caruso Raffaele che oltre ad essere un industria per la lavorazione del legno produceva anche mobili; la Ditta della signora Casertano Sebastiano Antonietta a Porta Roma, che era Industria di legname e la Ditta di Martone Antonio che, in localita’ Molinelle, produceva carbone. Moltissimi erano i negozi di abbigliamento , come quelli di Domenico Campanile, Michele D’Onofrio, Staro Tommaso, Ciro Guarino per le calzature. I bar –caffe’ piu’ noti erano quelli Giacobone Elena, la Casa del Gelo, pure in via Appia, Sarno Angelina in via Seggio dei Cavalieri, Simeone Enrico fu Antonio detto “ ‘o chiuppo”, sempre in via Appia e quello chiamato “ ‘a latteria” di Simone Gemma in via Appia, dove oggi c’e’ il Banco della Campania . I Caffe’- pasticcerie piu’ accorsati di Francesco Natale, Luigi Natale, Giacomino Argenziano, Mario Pia, Bar Romano e la pasticceria di Nunzio Lombardi ; i negozi di articoli vari come quelli di Buonanno Concetta che vendeva giornali, libri e riviste e quello di Buonanno Pasquale, di Eduardo, che vendeva, pure giornali, libri e riviste; la Ditta Merceria di D’Urzo di Pietro Apollonio di articoli vari; la cartoleria di Francesco Marchesani, fu Biagio, che vendeva libri scolastici e supporti per la scuola;il negozio di Grande Pasquale, detto Pascale ll’acquaiuolo, sotto l’Arco dell’Annunziata; lo Studio fotografico di Eduardo Ferrara, vicino al Bar di Nunzio Lombardi ; il negozio di Salvatore Mazzitelli che vendeva profumi, regali ed effettuava anche le fotografie ; il negozio di Vincenzo Mirra, in via Duomo che vendeva radio, elettricita’,regali e fotografia ; il negozio di profumi di Monetti Pasquale e l’Emporio di Ferramenta di don Eugenio Montagna, sempre in Corso Appio; l’Armeria del sig. Parenti Giuseppe a Porta Napoli ; lo studio fotografico di Pastore Galderio Guido, in Corso Gran Priorato di Malta; l’Orificeria di don Alfredo Pesa, in corso Appio, la Cartolibreria di don Giovanni Scialo’ sul Ponte; il negozio Emporio di Nino Tantalo che vendeva anche generi di Monopolio. Ci sarebbero da elencare moltissimi altri negozi che,ora, per motivi di spazio non mi e’ consentito fare ma mi riprometto di farlo per la prossima puntata, per dimostrare a chi, a volte, ritiene superfluo e stupido parlare della Capua di quegli anni. Ma non e’ così e non mi troveranno mai d’accordo perche’ questo serve da sprone a tutti coloro che hanno perduto ogni speranza e che dubitano sulle reali possibilita’ della nostra Citta’ di riprendersi il ruolo di sempre e cioe’ quello di guida morale della Provincia di Caserta che fino al 1818 e’ stata ad appannaggio della nostra gloriosa, potente, forte e colta Regina del Volturno.
Alla prossima.

 

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