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Capua. La Capua degli anni ’60 ed il boom economico - seconda puntata

FB IMG 1555003202172Proseguiamo a parlare della Capua post-bellica che, dopo inenarrabili stenti vissuti nei primi anni seguiti al tragico bopmbardamento del 9 settembre 1943 ,che procuro’ la morte di ben 1062 inermi cittadini e la distruzione del 75% del suo patrimonio abitativo e monumentale, incomincio’ pian piano a riprendere il suo meraviglioso cammino. La Capua fattiva e commerciale si rimise all’opera,si scorcio’ le maniche, come si suol dire, e ridiede vita ad una Citta’ che aveva meritato di essere considerata la capitale morale di Terra di Lavoro.
Nella puntata precedente abbiamo parlato dei primi sussulti di benessere appena dopo gli anni bui della “ Guerra Mondiale e di tutte le numerose istituzioni pubbliche e private che erano la ricchezza della Capua di allora. Il Commercio era ridiventato il grande e potente motore che portava ricchezza ,grazie anche alla posizione godeva la Citta’ rispetto a tutti i suoi ex Casali i cui abitanti venivano a Capua per ogni tipo di acquisto.Tutto rifioriva, compresa la ricchezza economica che viaggiava a forte andatura. Insieme ad altri numerosissimi negozi e centinaia di “ puteche “ anche i ristoratori si moltiplicarono e i loro locali, specie nella periferia della Citta’, erano sempre pieni di clienti, per la maggior parte forestieri. In via Fuori Porta Roma alcuni di essi traevano un ottimo profitto dai “ camionisti “ che, obbligati a passare per Capua, si fermavano a mangiare per poi raggiungere Napoli o il Sud Italia. Per farvi rendere conto della “ salute economica “ di quella Capua, vi diro’ che molte famiglie vivevano con le “ paghe” che i capofamiglia “musicanti “, com’erano chiamati, guadagnavano pr animare con la loro stupenda musica i numerosissimi matrimoni, feste e veglioni pubblici e privati. I piu’ noti apprtenevano alla notissima famiglia Solari,i due Poldino Solari, Lucio Solari, Peppino Solari, l’indimenticabile pioniere della musica capuana, maestro Aldo Acunzo, Tatonno Zenga, Giovanni Russo, Armando Medugno , Lucio Solari, Poldino Solari, Gigino Niola, Andrea Niola, Mario Niola, Alfonso Botta, Gigino Gagliardi, Nino Manfredini, Gennaro Madonna, Gennaro Tosti, Milvio Brandi, Ernesto Palange, Vittorio Fusto, Peppe De Fortuna, i fratelli Guarino ed il notissimo prof. di Musica e mio figlioccio Salvatore Balzanella che fu il primo a frequentare il Conservatorio Musicale di Napoli e diventare ufficialmente e meritatamente “ Maestro di Musica “ .Nacquero diversi “ complessi musicali “ che ebbero buona fortuna : gli Spider, I Filosofi e d altri di cui non rammento il nome e ne chiedo scusa. Non dimentichiamo poi che il Carnevale, assurto alla notorieta’ nazionale, dava da vivere, per alcuni mesi, a numerose famiglie meno – abbienti. Quando arrivavano da Viareggio i maestri carristi per insegnare ai maestri della cartapesta capuana i movimenti delle maschere sui carri allegorici si creavano delle vere e proprie officine sotto gli archi della Citta’ per tenere a riparo della pioggia i manufatti carnascialeschi.I bar,che all’epoca erano affollatissimi, assumevano in continuazione camerieri e donne di fatica ,addette alla pulizia dei locali. Di buon mattino erano stracolmi di dipendenti del Pirotecnico, che si fermavano per sorbire un bel caffe’ bollente, un cappuccino ed anche un bicchierino di Stok 84,che all’epoca era il brandy piu’ noto e consumato. Poi arrivavano in massa i dipendenti dell’Ufficio del Registro e delle Imposte Dirette, poi quelli, numerosissimi, della Pretura Circondariale, quelli della “ luce elettrica “, quelli del Distretto Militare, degli Uffici Comunali, quelli dell’Ospedale, dell’ECA ed infine i duemila e passa di studenti del Pizzi che arrivavano da tutta la Provincia di Caserta. Capua era come un gigantesco alveare fattivo e laborioso dove tutti “ campavano “ e dove anche il piu’ debole e povero moriva di fame, come si suol dire. Non dimentichiamo poi gli Istituti di Santa Caterina, delle Suore degli Angeli e delle Suore Immacolatine che ospitavano centinaia di studentesse dell’Istituto Magistrale Statale “ S.Pizzi “, unico Istituto della Provincia di Caserta ad indirizzo pedagogico.Porta Napoli,sia al mattino che all’ora di uscita degli studenti dalle scuole era una autentica e gigantesca stazione di autobus che trasportavano e riprendevano ile centinaia di studenti forestieri. E proprio a Porta Napoli la presenza di centinaia di viaggiatori fece nascere il Chiosco di Filumena D’Addio che faceva servizio nel Chiosco 24 ore su 24 perche’, anche di notte passavano per Capua gli autobus diretti in Puglia , nel Salenitano ed in Calabria. La ditta piu’ accorsata ,per i lunghi viaggi interregionali, erano la SITA e la ZEPPIERI . Non mancavano gli alberghi perche’ Capua, essendo una Citta’ importante, riceveva tutti i santi giorni Sacerdoti, Funzionari, Medici ,Avvocati, Militari e Tecnici che sostavano anche molti giorni in albergo. All’epoca nello storico Palazzo Fieramosca, a pochissimi metri da piazza dei Giudici, c’era l’albergo intitolato proprio all’eroe di Barletta, albergo che era condotto dai Sig. Ciro Forgione. L’Albergo era suddiviso il 10 stanze con bagno ed acqua calda ed era sempre ed interamente occupato. A Porta Napoli oltre alla Trattoria del Grottino, che si trovavano, vicino all’ attuale Ferramenta Del Castello, la notissima Pizzeria di Antonio De Simone che poi prese il nome “ da Idarella “e la trattoria- Caffe’ di don Gaetano Friello. Un’altra trattoria si trovava in via Appia, nei pressi del Municipio e aveva una uscita anche su via Monte dei Pegni. In via Gran priorato di Malta c’era il Ristorante denominato Nuova Italia di Settimia Iannelli e alla Ferrovia il Ristorante-Caffe’ condotto da don Domenico Martini. Per l’abbigliamento c’era l’accorsatissimo negozio di tessuti del compianto don Michele D’Onofrio, quello di don Mimì Campanile e del notissimo don Tommaso Staro.
Chiedo umilmente perdono se ho dimenticato qualcuno.


Per ragioni di spazio proseguiremo, a Dio piacendo, Giovedì prossimo.

 

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