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Capua. I Busti d’Argento della Cattedrale e la Festa di Calendimaggio a Capua

FB IMG 1554553557228La Cattedrale di Capua, eretta sulla stessa area dove nel lontanissimo 856 fu costruita dal longobardo vescovo Landolfo, a cui e’ intitolata la piazza antistante il Palazzo Arcivescovile, e’ stata preceduta da altre quattro edificate nel I°, IV, VI e nel IX secolo, nella Capua antica e nella seconda Capua, che fu, come sapete, Sicopoli. Fino al tragico bombardamento del 9 settembre 1943, che la distrusse in gran parte, era considerata una delle più belle di tutta l’Italia Meridionale. Tutto quello che si salvò, oggi è vede esposto nelle sue tre navate e nella Cappella del Santissimo Sacramento. In questa bellissima cappella, denominata anche del Tesoro, si ammira il bellissimo e pregevolissimo altare, progettato dall’architetto teatino Anselmo Cangiano, che fu donato al Cardinale Alfonso Capecelatro in occasione del suo cinquantesimo anno di sacerdozio dal Sopraintendente della Casa Reale, tale Annibale Sacco, nel 1885 e riconsacrato nel 1887. In questa stessa cappella , oltre al bellissimo bassorilievo di S.Prisco, primo vescovo di Capua, si ammirano, sopra l’altare di sinistra, la statua marmorea di S.Francesco; sopra quello di destra, la pregevolissima statua lignea del 1497 della Madonna del Cardellino, attribuita al notissimo scultore ligneo Pietro Alemanno e otto armadi murali , con porte lignee, dove sono custodite le statue in argento dei Santi Patroni e Compatroni della Città di Capua, oltre all’urna, di fattura longobarda, in cui sono custoditi i resti mortali del già nominato Prisco, primo Vescovo di Capua. I busti d’argento sono quelli di S. Agata , vergine e martire del XVIII secolo; di Santo Stefano, protomartire del XVIII secolo; di Sant’Irene del XVII secolo; della B.V. Addolorata del XVIII secolo; di San Sebastiano, martire, del XVI secolo; di Sant’Andrea Avellino, teatino, del XVIII secolo e di San Gaetano Thiene, fondatore dei Chierici Regolari, del XVIII secolo. Alcuni sono, sicuramente, opera di maestri argentieri di Napoli. Infine c’e’ l’urna d’argento con i resti mortali di S.Prisco. Orbene, queste bellissime statue argentee dei Santi Patroni e Compatroni venivano portate in processione ogni 25 aprile, festa di S.Marco e denominata “ festa del grano” per i motivi che più innanzi vi dirò.
Questa solennissima processione del 25 aprile si faceva già, in modo solenne, nel ‘600 e si benedicevano i campi fuori la Porta del Ponte, che si trovava sotto le Torri di Federico II, oggi detta di Porta Roma. Incominciava a snodarsi per alcune strade della Città alle nove del mattino, proveniente dalla Cattedrale e , mentre il clero recitava le famose Antifone, tra cui la più nota , la “ Rogamus te, Domine”, si dirigeva verso la citata Porta del Ponte dove aveva termine e dove veniva sistemata una croce fatta con i resti del cero pasquale e dei ceri della Parrocchie capuane dell’anno precedente. L’Arcivescovo usciva dalla Porta di Roma ed appena entrato all’esterno benediceva i campi invocando per tutto il popolo il buon raccolto dei contadini. Mi raccontava mia Madre, buonanima, che era un evento religioso bellissimo ed attesissimo a cui partecipavano migliaia e migliaia di cittadini e forestieri. Era in uso anche di mettere le croci davanti alle restanti Porte di Capua ed anche davanti alla porte delle abitazioni private. Dopo la benedizione la processione si dirigeva prima verso la Chiesa di S.Pietro a Ponte, tempio edificato nel punto in cui c’era un sacello che ricordava l’incontro di S.Pietro con Prisco, primo vescovo di Capua, prima di dirigersi verso Roma dove fu poi martirizzato. In questa Chiesa veniva officiata una solenne Messa e poi la processione raggiungeva anche le altre Porte della Citta’. Aveva termine alle ore 12.00. Questa processione si e’sempre svolta durante i secoli e fu sospesa nel 1941 per i noti venti di guerra che poi sfociarono nel II° conflitto mondiale. E’ stata ripresa , dopo 74 anni nel 2015, anche per il modesto contributo del sottoscritto che si prodigò perche’ riprendesse. Oggi grazie al nostro beneamato Arcivescovo ,il rev.mo mons. Salvatore Visco, e al nostro attivissimo don Gianni Branco, si rinnova in ossequio all’ antica tradizione della nostra gloriosa ed antichissima Chiesa di Capua. E sabato prossimo, 4 maggio, le nostre preziose Statue d’ Argento saranno portate nuovamente in processione per benedire il popolo della nostra amatissima Città di Capua.
Dopo il 25 aprile, il I° maggio, sempre nella nostra Regina del Volturno, si celebrava un’altra antichissima festa detta di Calendimaggio, che era una festa, stavolta, laica e addirittura di origine nordica. Si celebrava in tutto l’occidente medioevale con il rito di piantare un albero inghirlandato. Anche a Capua si celebrava in diverse piazze pubbliche dove venivano costruite delle baracche, chiamate “corti” nelle quali danzavano giovani e giovanette ed era, quindi, occasione per favorire la conoscenza tra uomini e donne. Molti sostengono che anche a Capua sia stata un festa laica ma nel giugno del 1266 , si trova scritto in qualche pubblicazione, si faceva nella Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, la cui festa solenne era proprio il I° maggio. E , probabilmente, proprio dopo la costruzione di questa Chiesa, ebbe inizio la festa cristiana detta “ in festo Ss. Phlippi et Iacobi “.
Capua una storia infinita !!!

 

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