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Capua. Carlo V, l'imperatore che a Capua attraversò i sette archi di trionfo

Carlo VL’Imperatore Carlo V a Capua è conosciuto per aver promosso la costruzione del famoso Castello, che giace imprigionato nell’area del Pirotecnico Esercito di Capua e che molti vorrebbero liberare per farlo tornare a far parte del grandioso patrimonio artistico-monumentale che vanta la nostra bellissima Citta’ . Pur essendo un centro minore Capua aveva a quei tempi una notevolissima importanza strategica, ragion per cui decise di far visita alla nostra città e proprio durante la sua permanenza sollecitò gli amministratori locali e il baronato affinchè iniziassero i lavori necessari per adeguare le fortificazioni alla nuove esigenze difensive. Del forte parleremo in altra occasione perchè, oggi, vi racconto della venuta a Capua dell’Imperatore. La visita avvenne durante il viaggio di ritorno dalla vittoriosa spedizione di Tunisi . L’Imperatore , proveniente dalla Città di Napoli, giunse a Capua la sera del 23 marzo del 1536 e riprese il cammino per raggiungere Roma il giorno successivo, dopo aver sostato un notte nella Città di Sessa. Il celebre Summonte descrisse minuziosamente anche gli addobbi creati per l’evento eccezionale e tutto lo svolgimento della cerimonia che iniziò fuori la Porta Capuana di Napoli e quelli, più o meno analoghi, predisposti dalla nostra Città. Anche il Granata parla delle visita dell’Imperatore, dell’organizzazione della cerimonia e anche di coloro che ne presero parte. Appena giunto a Capua un lunghissimo corteo accolse l’imperatore che, passata la porta del Castello delle Pietre, si avviò su di un tratto dell’ attuale Corso Appio e raggiunse la piazza dei Giudici dove si trovava un Seggio dei Nobili, sotto l’arco di S.Eligio. Da lì si diresse verso la Cattedrale e, in seguito , marciò verso l’Arco Antignano, oggi detto del Museo Campano. Girò a destra per proseguire verso la Chiesa di S.Pietro per raggiungere un altro Seggio, quello dei Cavalieri di Malta e l’annesso palazzo dei De Capua, oggi detto di “cento persone”, dove, alla fine dell’accoglienza, si affacciò per ricevere gli onori militari dalla Fanteria e dove passò la notte. Quel giorno indimenticabile Capua mostrò all’Imperatore la qualità architettonica e sociale dell’ambiente urbano con i suoi palazzi patrizi, i giardini, le fontane e i due gioielli che erano il Castello delle Pietre e la Porta di Federico II. Per la grande occasione fu ridipinta la facciata della Porta del Castello, furono riparate le strade del percorso stabilito e allestiti sette archi trionfali con diverse statue. Il primo Arco trionfale fu preparato sulla strada d’ingresso della Città, l’attuale Corso Appio; il secondo, molto imponente in piazza dei Giudici; il terzo all’ingresso della Cattedrale; il quarto di fronte al Seggio degli Antignano; il quinto di fronte alla Chiesa di S.Pietro a Monterone ed il sesto vicino al Seggio dei Cavalieri. Molte statue, fiori e motti adornarono la facciata del Palazzo De Capua, scelto per la sua momentanea e brevissima sosta. Carlo V , appena arrivato a Capua, fu ricevuto dagli eletti del Governo della Città e dal Clero, fuori il largo S.Lazzaro e da lì arrivò ed entrò per la porta del Castrum Lapidum, su cui troneggiavano le insegne asburgiche di marmo, affiancate a quelle della Città di Capua e da due bellissime ed allegoriche statue di stucco, rappresentanti l’una Capua che si apriva il petto e mostrava le armi del Sovrano e l’altra la Fede nello stesso Imperatore. Gli archi trionfali furono confezionati con mirto e alloro; la Piazza dei Giudici, all’epoca, era arredata con una bellissima fontana con “conca e vipere di bronzo” funzionante già dal 1521. Un altro arco di trionfo fu eretto presso la porta della Cattedrale dove Carlo V ebbe trionfale accoglienza. Dopo la cerimonia il Sovrano rimontò a cavallo e si diresse verso l’Arco Antignano, dove erano state erette due grandi statue : una rappresentate il fiume Volturno e l’altra Decio Magio, senatore capuano al tempo della discesa di Annibale. Proseguì per recarsi al palazzo De Capua, e qui potè ammirare gli ultimi e bellissimi addobbi che adornavano il Seggio dei Cavalieri ed il Palazzo De Capua. C’era un arco di mirto nel quale troneggiavano le statue rappresentati Teseo giustiziere e la Giustizia. Entrò nel Palazzo de Capua e, alle ore 22.00, si affacciò per ricevere gli onori da parte della fanteria.
Dopo la sosta notturna, il mattino seguente andò a piedi alla Messa in compagnia di Fabrizio De Capua e Loise De Capua, che gli offrirono quattromila ducati in oro in un bacile d’oro. Il Re li accettò ma volle che restassero nella Città per essere distribuiti in beneficenza. Quella mattina Carlo V apprezzò tutta la magnificenza della nostra Cattedrale, abbellita per l’occasione dal cardinale Giordano Gaetani.
Dopo la sosta nella Cattedrale , il primo pomeriggio, Carlo V partì per Roma, passò il Ponte Romano, varcò l’ultimo e più importante arco di trionfo, la Porta di Federico II. Questo accadde a Capua, Regina del Volturno, il 23 marzo del 1536!.

 

Camillo Ferrara

 

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