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Capua. Ecco Carnevale... di Camillo Ferrara

1A Capua l’antico e tradizionale Carnevale, che quest’anno, è giunto alla veneranda età di 133 anni è da considerare una festa tradizionale “ a’ respetta’ ” perchè, volendo o nolendo, è nell’animo e nel cuore di ogni cittadino capuano; potrei dire che è nel DNA di ogni figlio della “Regina del Volturno”. E specialmente ai tempi d’oggi si apprezza ancora di più, perchè è l’unica festa di carattere popolare di Capua. E questo perchè , con l’estinguersi di alcune generazioni, sono andate tutte perdute la altre feste a carattere religioso, come quella magnifica ed antichissima del 15 agosto o dell’ Assunta, e le due grandi Fiere di S.Stefano e quella di Pentecoste, detta di S.Lazzaro, che richiamavano “forestieri” da ogni parte d’ Italia. Pero’ c’e’anche da dire che i Carnevali degni di Capua non si sono più ripetuti da alcuni decenni a causa della cattiva organizzazione e della scelta, poi rivelatosi un suicidio, di relegare il popolo, che era il protagonista attivo e principale del Carnevale di Capua, a semplice spettatore di “una festa di piazza”. Proprio per questo i popolani non si sono piu’ attivati per creare maschere, gruppi mascherati ed umoristici e a sviluppare la fantasia e le bellissime idee satiriche che, nella pratica, diventavano maschere mirabili fatte con arte certosina. E’ giusto ricordare ancora una volta il famoso nostro concittadino “Scardino” , reputato a Capua il padre della cartapesta, come e’ altrettanto giusto e doveroso ricordare anche le famiglie Giugno,Tarantino, Mario Etna, Ciro Galbiati, Antonio Ciarmiello, Gaglione, e tantissimi altri personaggi che hanno, realmente, fatto la storia del Carnevale di Capua. Nomi che, in questo momento, mi sfuggono e ne chiedo umilmente scusa. Mi direte “ tiemp’ e na vota” che non torneranno piu’! Ed io non sono d’accordo. Alla base della quasi scomparsa del nostro celebre Carnevale c’e’ un errore di base gravissimo che si perpetua da molti anni : quello di affidare l’organizzazione del Carnevale pochissime settimane prima dell’evento. Un handicap che costringe gli organizzatori ad offrire alla Città edizioni che non hanno nè capo e nè coda e che non vogliono significare nulla per la festa e nulla per la Citta’! Per esempio,nelle edizioni passate, quelle gloriose, il Commercio capuano ne traeva grandissimi vantaggi, tant’e’ che un vecchio commerciante mi confido’ che nei soli tre canonici giorni del Carnevale incassava circa 12 milioni di lire !!! Erano i famosi tempi delle centinaia di migliaia di visitatori.Vi racconto una cosa che ho vissuto in prima persona. Quelli della mia eta ed anche quelli un po’ piu’ giovani ricorderanno del Bar “Pia” che era un po’ una costola del Comune di Capua , nel senso che era frequentato da politici, consiglieri comunali e dai personaggi piu’ in vista di Capua, politcamente parlando.Ebbene in quel bar la mattina di Mercoledì delle Ceneri si presentava il Comitato organizzativo del Carnevale di Putignano che veniva a comprare le nostre maschere in previsione dell’organizzazione del loro futuro carnevale. E si capisce perchè sono arrivati a portarlo all’attenzione Nazionale ! Perche’ ci lavoravano un anno intero e raccoglievano fondi per un anno intero.!!! E allora perchè non riconoscere che in questi anni passati sono state fatte delle grandissime cazzate ? Il segreto e’ uno solo : affidare l’organizzazione del Carnevale per un triennio in modo da dare il tempo utile a raccogliere i fondi necessari per far organizzare una manifestazione degna di questo e di restituire alla città il suo celebre ed antico Carnevale che non avrebbe nulla da invidiare agli altri piu’ noti in tuttta la Penisola. Il materiale umano e le grandi idee comiche e sarcastiche non mancano. Allora a chi stiamo aspettando ! La Pro Loco di oggi sarebbe l’ideale per l’organizzazione, a mio parere. ! E poi sarebbe una buona boccata d’ossigeno per l’asfittico Commercio locale ed infine l’orgoglio della Regina del Volturno . Non vi sembra ???
Non dimentichiamo però la Regina del Carnevale che è la nostra saporitissima e gagliarda “Lasagna” che, nei tempi attuali, viene servita a tavola la domenica di Carnevale mentre molti decenni addietro veniva servita servita a tavola il Giovedi ed il Martedi grasso. Nelle vetrine dei pasticcieri è sparito pure il sanguinaccio che era una crema densa e sciroppata che veniva fatta con la cioccolata ed il sangue di maiale, quando i maiali erano…maiali !Poi non mancheranno sulle tavole le famose semplici ma saporitissime “ chiacchiere “, gioa dei piu’ piccoli.


Allora termino con la penultima quartina delle Cicuzze 2019 :

 

Miettete na giacchetta, meglio si e’ stracciata
E gghiesce pp’a via c’’a faccia ‘nfarenata
Abballa ‘nziem’’a ggente , canta fin’a nnotte
E schiattete ‘e resate fino a pisciarte sotto !!!

 

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