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Capua. Il Carnevale di Capua. Di Camillo Ferrara

carnevale-di-capua-piazza-dei-giudici1Siamo , ormai, in pieno clima carnascialesco e quidi e’ giusto fare una paronamica sull’ ultrasecolare carnevale capuano che, quest’anno, e’ arrivata al 133° anno di vita.
Innanzitutto dobbiamo partire dal fatto che il Carnevale incomincia dal 17 gennaio, ma poiche’, come sapete, e’ la festivita’ di S.Antonio Abate, piu’ conosciuto come S.Antuono, a Capua la prima “ entrata “ del Carnevale avveniva proprio con i l famoso “ cippo ‘e Sant’Antuono “. Io ricordo, ancge se vagamente, che durante “ ‘a lampa “ compariva anche qualche maschera di carnevale, una di quelle fatte di cartoncino con delle molle che si agganciavano agli orecchi. Le portavano pero’ solo i bambini che, molto probabilmente erano stati debitamente istruiti dia genitori o dai nonni. Fatto e’ che da quel giorno i negozi tenevano gia’ esposte quei tipi di mascherine. Dopo alcuni giorni dai “ cippi “ si riunivano tre, quattro persone e giravano per la Citta’ accompagnando, con un tamburo e con qualche strumento a fiato, la VECCHIA DI CARNEVALE che non era altro che un pupazzo costruito in casa che rappresentava una vecchia con un corpo di una giovane che aveva una grossa gobba sulla quale troneggiava Pulcinella. I bassi si aprivano e tutta la gente si affacciava al passare della banda della Vecchia. Qualcuno, naturalmente, offriva qualche bicchiere di vino e, chi poteva , anche qualche spicciolo che era graditissimo alla banda. Questo era “ il preavviso “ del carnevale di Capua. Ma da dove discende questa usanza o festa, come vogliamo chiamarla, di Carnevale. Viene da lontano, ma da molto, molto lontano ! Discende quasi certamente, dagli antichissimi baccanali, dai saturnali, dai lupercali, dai fescennini, dalla famose satire atellane e dalle danze greche ed etrusche.Le prime notizie ufficiali di tale festa risalgono al 1886, quando si decise di unire i due eventi più importanti del carnevale capuano: .quello dei nobili e quello della gente comune. I primi, infatti, si riunivano nei saloni dei palazzi più importanti della città, dando vita a lunghi ed intensi balletti e balli in maschera.carnevaleantico
Una tradizione che si ripeteva sin dal medioevo e che coinvolgeva le personalità di spicco di tutta la zona. Il popolo, invece, era solito organizzare parate lungo le strade del centro, sbeffeggiando la politica localecon i canti satirici, denominati le “Cicuzze “. Durante la festa del carnevale di Capua in alcuni rioni era tradizionale anche “ ‘o palo ‘e sapone “ alla cui sommita’ erano appesi maccheroni, salciccie, formaggi, qualche volta qualche prosciutto, salami, provolone, tutte leccornie offerte dai piu’ accorsati negozi alimentari della Citta’ .Chi arrivava alla sommita’ poteva prendere quanta roba era capace di acchiappare .Insomma Capua era tutta una festa !. Il giovedì, domenica e martedì di carnevale c’era il ballo pubblico, mascherato, in piazza ed il sabato veglioni mascherati sul Comune di Capua, nei due cinema - teatri Ricciardi e Martucci- Gasbarro, quasi in tutte le sedi di associazioni e nelle case. Si ballava, si beveva e si mangiava. Pensate che negli anni ’60 le presenza a Capua, durante i tre canonici giorni di festa, arrivavano a circa centomila poresenze.!!Il martedì grasso si celebrava la MORTE DI CARNEVALE : si cantava : carneva’, si sapevo ca tu muriva, tt’abbuttavo ‘e scorze e lupine …Uno dei funerali piu’ solenni di Re Carnevale lo organizzo’ Armado Wood. Fitto’ al Teatro S.Carlo di Napoli, trenta costumi di “ monaci “ per accompagnare il grande defunto fino al Ponte sul Volturno dove, al canto struggente dei “ riasille “ il celebre cadavere veniva scaricato mentre il cielo era tutto ricoperto di bellissimi fuochi d’artificio. E così si chiudeva la festa.Un commerciante , dopo decenni, ha confessato che durante le tre serate di carnevale, ogni anno, incassava dai dieci ai dodici milioni di lire !! Anche le famiglie meno abbienti durante quei giorni di festa raggranellavano un po’ di danaro che le dava tranquillita’ per qualche mese.Non dimentichiamo, pero’, un’altra tradizione, ma culinaria: la lasagna che, all’epoca, veniva messa in tavola il primo e l’ultimo giorno di Carnevale. E poi c’era l’annuale rito del “ sanguinaccio “ che veniva fatto con il sangue di maiale misto alla cioccolata. Quasi sempre si doveva gustare con i biscotti , specialmente con i savoiardi. Ed oggi ? Oggi e’ tutto finito ! Il Carnevale esiste solo per i bambini e i bambini hanno salvato per diversi anni le edizioni del nostro Carnevale!! Se non era per le scuole e per la Scuole di Danza oggi il Carnevale sarebbe stato solo un vago ricordo !!

 

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