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Capua. S. Agata e i busti d’ argento dei Patroni e Compatroni

1456660187736Martedì 5 febbraio celebreremo la festività di S.Agata, patrona di Capua e quindi voglio scrivere qualche notizia su questa santa il cui culto, oltre a Catania, luogo nascita, è esteso a tutta l’Italia ed, in modo speciale, in tutte le numerose città di cui è Patrona Principale, come lo e’ della nostra Capua. S. Agata nacque nei primi decenni del III secolo a Catania in una ricca e nobile famiglia di fede cristiana. Verso i 15 anni volle consacrarsi a Dio. Il vescovo di Catania accolse la sua richiesta e le impose il velo rosso portato dalle vergini consacrate. Il proconsole di Catania Quinziano, ebbe l'occasione di vederla, se ne invaghì, e in forza dell'editto di persecuzione dell'imperatore Decio, l'accusò di vilipendio della religione di Stato, quindi ordinò che la portassero al Palazzo pretorio. I tentativi di seduzione da parte del proconsole non ebbero alcun risultato. Furioso, l'uomo imbastì un processo contro di lei. Interrogata e torturata Agata resisteva nella sua fede: Quinziano al colmo del furore le fece anche strappare o tagliare i seni con enormi tenaglie. Ma la giovane, dopo una visione, fu guarita. Fu ordinato allora che venisse bruciata, ma un forte terremoto evitò l'esecuzione. Il proconsole fece togliere Agata dalla brace e la fece riportare agonizzante in cella, dove morì qualche ora dopo. Era il 251. Nella nostra Cattedrale, nella Cappella del Tesoro o del SS. Sacramento, in un armadio murale, e’ conservato un busto d’argento della Santa del XVIII , opera dell’argentiere napoletano Buonacquisto che lo lavorò nel 1704. La fede in questa vergine era tanto profonda, nella Capua che fu, che il monte S. Nicola, anticamente era chiamato monte di S. Agata. E’ bene conoscere che le reliquie della nostra Santa Patrona, insieme a quelle di S.Stefano, furono traslate nella Città di Capua nell’anno 520 da S.Germano che ritornava da una legazione presso l’imperatore Costantino. Si racconta da tempo che i capuani conservarono una parte della mammella della Santa sulla sommità del campanile del Duomo perchè proteggesse la Città di Capua dai fulmini e dalle intemperie. Con il passare del tempo la sacra e preziosa reliquia fu dimenticata e ritrovata proprio grazie ad un fulmine che provocò la caduta della sommità del Campanile. Una parte della mammella della Santa si trova pure incastonata nella parte centrale del busto d’argento della Santa. Da circa otto anni, finalmente, dopo decenni di silenzio, anche il Comune di Capua partecipa alla solenne messa in onore della nostra Patrona. Per solennizzare ancora di più la giornata del 5 febbraio, viene annualmente assegnato, da otto anni, dal Comune di Capua il “Premio S.Agata “, che viene dato a tutti i cittadini capuani che hanno dato lustro, in tutti i campi, alla città di Capua. Nella stessa cappella del Tesoro si trovano altri sette armadi murali nei quali sono custoditi i busti d’argento di Santo Stefano, anch’egli patrono principale di Capua e dei compatroni; la vergine Addolorata, S. Irene, S. Sebastiano, le reliquie di S. Prisco, primo Vescovo di Capua, S, Gaetano da Thiene e di S.Andrea Avellino. Mancano all’appello la statua bellissima di S.Tommaso D’Aquino, che si racconta sia stata la più bella e che fu fatta liquefare dai Borboni e quelle di S.Michele Arcangelo, di S. Francesco Saverio, di S. Maria Maddalena dei Pazzi e quella di S. Prisco, primo vescovo di Capua. In questi armadi, con i busti d’argento, c’erano centinaia e centinaia di reliquie che oggi sono state poste nella Cappella denominata delle “Reliquie”, grazie al nostro beneamato ed attivissimo parroco di Capua Centro, don Gianni Branco e del nostro carissimo Arcivescovo, mons. Salvatore Visco
Alla prossima e buona festività di S. Agata a tutti.

 

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