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Capua. "‘A lampa 'e Sant'Antonio" di Camillo Ferrara

20180906 102920Nei decenni scorsi, passata la sbornia delle feste natalizie, che si concludevano con la giornata della “Befana”, i capuani si dedicavano immediatamente all’organizzazione  dei festeggiamenti di  S. Antonio Abate, un santo il cui culto a Capua era  diffusissimo. Collegato al rito religioso era previsto un grande falò che si accendeva nelle piazze o negli spazi antistanti le Chiese della nostra meravigliosa “Regina del Volturno”, per far rivivere la magia  della “lampa a Sant’Antuono”. Ricordo una antica filastrocca che i nostri genitori ci insegnavano quando eravamo nella fase di cambiare i denti che recitava:  “Sant’Antuono, sant’Antuono, teccate ‘o viecchio e damme ‘o nuovo e dammillo forte forte comm’’o palo aret’’a porta !” La festa di Sant’ Antonio Abate o Sant’Antuono,  ricorre il 17 gennaio. Nella Cappella di S.Maria a Piazza o dell’Assunta, adiacente alla nostra  Cattedrale, è venerata una statua bellissima del Santo  rappresentato come un vecchio barbuto che ha accanto un maiale ( il famoso “puorco ‘e Sant’Antuono )ed un bastone in mano . Le “ fiurelle” di questo popolare Santo, nei tempi passati, le si potevano trovare attaccate alle mattonelle delle cucine ( i vecchi “ fuculare “) delle nostre nonne . Perche questa usanza?  Sant’Antuono è infatti anche patrono del Fuoco. Sant’Antonio  Abate era un nobile e ricco egiziano che, convertitosi al Cristianesimo,volle uniformare la sua vita all’insegnamento evangelico. Era un giovane esuberante che, pur essendo sostenuto da una grande fede, dovette affrontare mille battaglie  per vincere la tentazione dei demoni che, si racconta, gli si presentassero proprio sotto la forma di maiali per distrarlo dalla preghiera. Il maiale che è a lui accanto nelle statue vuole proprio rappresentare  la lussuria e le tentazioni. La festa di questo  popolarissimo Santo era anche la Festa del Fuoco, di cui il Santo, come  ho appena detto, e’ Patrono. Ecco  perchè nei rioni delle Chiese capuane si preparavano i  “cippi”, che altro non erano che grandi falò sui quali , soprattutto le popolane, buttavano la roba vecchia che non era stata lanciata dai balconi  nella notte di Capodanno. Fin dal primo mattino schiere di ragazzini, al servizio del parroco, andavano in cerca di legno e di altri materiali infiammabili per preparare le cataste di materiale da accendere la sera. Alcuni giovanotti erano addetti proprio alla cura  dei grandi falò con l’ordine di alimentare continuamente il fuoco per non farlo spegnere. Ogni tanto venivano lanciate nel fuoco qualche tricchi- tracche e qualche “tronola” al solo scopo di fare festa; alcuni cittadini giravano per la questua, ripetendo la frase “facite bene a Sant’Antuono”. 20180906 102928Il ricavato serviva pure per comprare cibo a bevande da offrire, la sera, ai cittadini intervenuti. Molti partecipavano anche e solo per riscaldarsi vicino al falò e per bere un buon bicchiere di vino rosso. Quando la brace si stava per consumare le più anziane popolane, armate di scaldini di creta, raccoglievano un po’ di cenere da portare a casa poichè ritenevano che fosse amuleto  portafortuna. Io ricordo bene il cippo di piazza S. Domenico. Era altissimo e ben fornito di materiale ligneo raccolto dagli organizzatori, i quali lungo le strade di Capua  gridavano “menate a S.Antuono”!.  Questo celebre Santo è anche venerato come protettore degli animali. Non a caso, anche in questi tempi, il parroco della Cattedrale, sempre accorto al mantenimento della tradizioni, invita tutti i fedeli che hanno animali domestici in casa di portarli in piazza Etiopia, dove, dopo l’accensione del falò, vengono da lui stesso benedetti. Insomma a Capua resiste ancora la venerazione in questo Santo ed è rimasta viva anche la tradizione dei “ cippi “ o “ da lampa” a Sant’Antuono che, grazie alla Chiesa e ad alcuni volenterosi buoni cittadini si è  addirittura irrobustita. E questa è una nota positiva in questa nostra Capua che, proprio grazie all’attività concreta della Chiesa e ai tanti volontari ed Associazioni spontanee pare voglia, pian piano, riprendere la strada perduta. Speriamo….

 

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