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Capua. Santo Stefano Patrono di Capua

1456660187736Il 26 dicembre e’ Santo Stefano, Patrono principale con S. Agata della città di Capua; giusto quindi voler dare alcune notizie su questo Santo che fu il primo dei martiri di Gesù Cristo. Santo Stefano, che fu uno dei sette diaconi eletti dagli Apostoli per l’amministrazione dei beni della Chiesa e rese forte e coraggiosa testimonianza alla divinità del Bambino Gesù dinanzi alla Sinagoga dei Giudei; le sue parole di proclamazione della “verità su Cristo” irritarono talmente i giudei che decisero di lapidarlo e pur sotto una pioggia di pietre lanciategli addosso, rimase fermo, senza debolezze e timori, con gli occhi fissi al cielo, da dove usciva la luce di Cristo che lo illuminava e sosteneva. Negli ultimi istanti della sua vita pregò, in ginocchio , elevando al Cielo le parole “ Signore Gesu’ accogli l’anima mia e non imputar loro questo peccato”. Il culto di questo grande Santo nell’antichissima Capua romana e’, sicuramente, collegato al passaggio del suo corpo che fu traslato da Gerusalemme a Roma, ove, tuttora, riposa accanto a quello di Lorenzo Diacono della vecchia Spagna Catalana. Una bella e pia leggenda racconta che intorno all’inizio del V secolo, e precisamente la prima domenica di maggio, le “ donzelle “ capuane attesero e scortarono il carro che trasportava le spoglie di Santo Stefano con corone di rose rosse sul collo, fino al ponte romano sul Volturno. Forse , proprio in quella data,per ricordare lo storico passaggio, fu lasciata alla Chiesa di Capua una parte della reliquia del braccio del Santo. Risale, invece, al V secolo la sua elezione a Patrono della Basilica Capuana eretta in onore suo e di S. Agata, elezione che condivide, da sempre con S. Agata, pur’essa Patrona principale della città di Capua. Sappiamo che la Capua Nova fu edificata nell’856 presso il ponte Casilino, sul fiume Volturno, dal Conte Landone, il quale, dopo che un incendio doloso distrusse la città di Sicopoli , presso il colle della Palombara, d’accordo con i fratelli Landenulfo, Pandone e Landulfo, vescovo di Capua, edificò in Casilino l’ attuale Capua e la nuova Cattedrale che volle dedicata a Maria SS.Assunta in Cielo,a S.Stefano e a S.Agata. La nuova Cattedrale fu consacrata il 14 agosto del 966 da Papa Giovanni XIII, lo stesso Papa che, nel 965, dimorò a Capua per ben 10 mesi perche’, costretto il Sacro Collegio. La città di Capua lo ospitò, Giovanni XIII fu rimesso sul trono del Vaticano , grazie al Principe capuano Pandolfo ed il Papa per gratitudine verso la Chiesa di Capua la rese Metropolitana .
Ma ritorniamo a S. Stefano. Sia nella Capua Vetere sia nella Capua Nova, in onore del nostro Patrono, si celebravano diverse feste. Abbiamo detto che la prima domenica di maggio nell’antica Capua era a lui dedicata dopo la collocazione delle sue reliquie da parte del grande Vescovo Germano. Il 26 dicembre, data della sua nascita, si celebrava in suo onore la festa principale e un’altra ,altrettanto solenne festa, si celebrava la prima domenica di maggio,in ricordo della traslazione del Corpo del Santo da Costantinopoli a Roma. La festa di maggio, restituita alla Città di Capua, anche per il mio lungo ed incessante interessamento, era chiamata “ La domenica delle ghirlande” perchè tutti i sacerdoti che seguivano la processione ornavano le loro braccia e i loro colli con corone di rose ed anche con altri fiori, in segno di gioia e di festa. In questa bellissima processione, oggi chiamata “degli Argenti”, sfilano il braccio destro del Santo e l’antica Arca d’ argento contenente le reliquie di S.Prisco, primo Vescovo della Chiesa di Capua. Il tre agosto, invece, in occasione del rinvenimento del suo santo corpo, tutte le Chiese di Capua arrivavano con fiaccole nella Cattedrale per partecipare ad una grande veglia . La notorietà di questo nostro grande Patrono attirò anche l’attenzione di Carlo D’Angio’ che nel 1300 concesse le franchigie a tutti i capuani , per nove giorni e precisamente dal 21 al 30 dicembre, purchè avessero tenuto la celebre Fiera di S.Stefano, bellissima tradizione di Capua e luogo dove si faceva il mercato di porci, impinguati in maniera smisurata. Francesco Granata precisa pure che “i nove giorni concessi erano quattro giorni prima e cinque giorni dopo il Natale di Gesu’. Questa celebre Fiera, che per la sua importanza ,era diventata Nazionale, per abulia politica e per la somma apatia del popolo capuano, e’ andata purtroppo persa, insieme a quella, pure celebre, di Pentecoste chiamata di S.Lazzaro, che era cara all’Imperatore Federico II°. Cose antiche ? Tradizioni non interessano più ? E questa, secondo il sottoscritto, e’ stata la rovina della Citta’ di Capua : abbandonare e gettare alle ortiche le sue grandi tradizioni, che oltre a darle importanza ed onore, riempivano anche le casse di tutti Commercianti. O no ?!.

 

di Camillo Ferrara

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