Banner

Capua. COMME CATARINEA, ACCUSSI’ NATALEA. Di Camillo Ferrara

15541501 1347283871958337 1258079107229542822 n1Ho voluto dare il nome a questo modesto articolo con un detto popolare, che ci dà il promo avviso che il Natale è ormai alle porte. Domenica prossima 25 novembre la Chiesa ricorda S. Caterina d’ Alessandria, una data che ci prepara alla festa dell’ Immacolata Concezione che si festeggia, come tutti sappiamo, l’8 dicembre e che ci prepara alle lunghe festività del Santo Natale. Infatti,dopo 4 giorni, e precisamente il 29 novembre, inizia la Novena dell’ Immacolata. Nel periodo del dopoguerra, al mattino ci svegliava il suono della zampogna e della ciaramella. Nei giorni precedenti all’inizio della Novena alla Madonna Immacolata, arrivavano a Capua diverse coppie di zampognari, ognuna delle quali aveva il suo spazio d’azione perchè ogni anno, ritornava a far ascoltare le dolci melodie alle famiglie piu’ affezionate, facoltose e non, che avevano preparato, per lungo tempo i loro presepi meravigliosi. Insomma entravano in tutte le case, sia ricche che e povere. Per gli altri cittadini ci pensavano gli stessi zampognari che si fermavano, sistematicamente, vicino ad ogni edicola religiosa, di cui Capua e’ ancora piena, e con le loro zampogne e ciaramelle, inondavano le strade di quel suono meraviglioso che entrava, direttamente, nel cuore. Gli zampognari, all’epoca, arrivavano dall’ avellinese, dal Sannio, dall’Abruzzo , dal frusinate e specialmente dai paesi intorno a Cassino. Lasciavano le loro famiglie, in quel periodo dell’anno, per venire nelle città di tutta la Campania. Quasi tutti arrivavano a piedi o chiedendo qualche passaggio di fortuna ad autocarri, carrette ed ogni mezzo di fortuna perche’ non potevano permettersi nemmeno le spese di viaggio. Appena arrivati si recavano presso i vecchi clienti a consegnare le famose “ cucchiarelle “ di legno ma senza pattuire compensi perche’, all’epoca, prendevano solo quello che la famiglia decideva in coscienza di dare. Quando entravano in casa salutavano con un devotissimo “ Sia lodato Gesu’ Cristo “ e noi ragazzini li conducevamo subito davanti al presepe, preparato in ogni particolare dai nostri genitori e dai nostri nonni : l’otre della zampogna si gonfiava mentre il ciaramellaro addolciva con la lingua il becco della ciaramella che ,come d’incanto, emetteva quel suono bellissimo che inondava tutta la casa. Le mamme e le nonne erano in ginocchio e noi in assoluto silenzio finche’ gli zampognari si accomiatavano con il solito “ Sia lodato Gesu’ Cristo “ a cui tutti rispondevano, all’unisono, “ Sempre sia lodato “. Prima di arrivare all’uscio veniva offerto dalla padrona di casa un bicchierino di rosolio, fatto in casa, o un buon bicchiere di vino . Ricordo che avevano i “ cioci “ ai piedi, i mantelli di pelle di capra e i visi rossi come un melograno.. Uno “ sciame” di ragazzini li seguiva abitazione per abitazione fino a quando scendeva il buio e loro si ritiravano “ sotto ‘e pannielli “ , in via Gran Priorato di Malta, dove dormivano sulla paglia di una stalla . Ma la sensazione piu’ bella si aveva all’alba quando venivi svegliato da quel suono melodioso che ti faceva fantasticare e pregare perche’ il Natale arrivasse con tutta la famiglia in pace ed in piena salute. La sera del 7 dicembre la Novena dell’Immacolata terminava, gli zampognari ripartivano per le loro case e ritoranvano per il 16 dicembre per la Novena al Bambin Gesu’ che durava fino al giorno della Vigilia di Natale.
Ma di questo ne parleremo in seguito.

 

Banner
 
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner

Capuaonline.com utilizza i cookie per migliorare la vostra esperienza sul sito. I Cookie essenziali impiegati per il funzionamento del sito sono stati già impostati. Per saperne di più sui cookie che utilizziamo e come eliminarli, vedere la nostra policy sulla privacy .

Accetto i cookie da questo sito.