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Capua. La Madonna della Purità o del Cardellino. Storia di un’opera-capolavoro d’arte sparita e ritrovata

20180724 112903Ai tantissimi visitatori della nostra Cattedrale non sfugge, per la sua bellezza, la scultura lignea che si trova sopra l’altare destro della bellissima Cappella del Santissimo Sacramento : e’ la statua della Madonna della Purità o del Cardellino. Questa preziosissima scultura lignea faceva parte, come racconta Agostino Pascale nel suo “Racconto del Sacco di Capua”, scritto nel 1682, di un “ quadro magnifico di statue formate a corpi interi, nei volti e mani, colorite a carne e, nel resto colorati a oro, d’intaglio e artificio assai nobile”. Le statue rappresentavano cinque personaggi: nel mezzo Maria Vergine col Divin Bambino in seno, detta la Madonna della Purità o del Cardellino perchè si vede un uccellino posato quieto sulle sue dita. A destra di Maria Vergine, S. Caterina Vergine e martire; S.Giovanni Battista ed infine S.Agata e S.Eligio. Accadde che durante i lavori della nuova Chiesa di S.Eligio, iniziati durante il governo dell’Abate D. Ignazio d’Azzia e finiti sotto quello del suo successore, D. Angelo Marotta, ci si accorse che molti oggetti preziosi erano andati perduti; tra questi anche il preziosissimo “ quadro” a cui faceva riferimento Agostino Pascale. Molti altri oggetti della Chiesa furono salvati grazie allo zelo del sacerdote D.Francesco Gessari che li conservò in casa sua; tra gli oggetti preziosi c’era proprio la statua lignea della vergine Maria risalente ad un periodo ricompreso tra XIV o XV secolo, sfuggita miracolosamente ai predoni delle orde del Duca Valentino, in occasione del sacco di Capua avvenuto il 24 luglio 1501. Le statue lignee furono donate dal grande mecenate capuano Bartolomeo de Capua ma delle cinque originarie solo quella della Madonna della Purità fece poi ritorno in Chiesa , mentre le altre sparirono nel nulla. Come fece ritorno nella Chiesa di S.Eligio la statua della Vergine della Purità? .
Si racconta che il sacerdote don Francesco Gessari non avesse fatto menzione a nessuno di avere in casa la statua sopracitata, ricercata dai fedeli e non in ogni angolo della Città; tutti erano oramai rassegnati a non rivederla più, considerandola persa per sempre, come le altre quattro.
Ma un giorno don Francesco trattò in malo modo la sua donna di servizio e questa ,in preda ad una violenta collera, si recò dal Governatore della Città di Capua a denunciare che la statua lignea della Vergine Maria della Purità era da tempo nascosta nella casa del sacerdote e che lo stesso le aveva imposto di non svelarlo a nessuno. Il Governatore convocò immediatamente don Francesco che negò di aver trattenuto la statua e disse che la “serva” aveva messo su questa storia per fargli del male. Il Governatore, che però aveva giudicato veritiero il racconto della donna, minacciò don Francesco di mandare i gendarmi a perquisire la sua casa per accertare la verità. Fu allora che don Francesco crollò e confessò che si era talmente affezionato a quella bellissima statua che per nulla la mondo se ne sarebbe potuto privare. Una volta confessato di aver tenuta nascosta la statua,don Francesco Gessari acconsentì di restituire alla Chiesa la preziosa effige della Vergine, a patto e condizione che venisse portata in processione solenne per tutte le strade della Città di Capua. La sua richiesta venne accolta con entusiasmo dal Governatore di Capua e la Madonna della Purità tornò finalmente e trionfalmente nella Chiesa di S. Eligio. Oggi, la magnifica opera dei famosissimi scultori napoletani Pietro e Giovanni Alemanno, autentico capolavoro, la si può ammirare nella Cappella del Santissimo Sacramento,dove e’ esposta ed apprezzata per la sua bellezza, per la sua grazia, per la qualità artistica e per l’ottimo stato di conservazione.

 

Camillo Ferrara

 

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