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Foglie di Lauro. "Così,così,così" di Annamaria Cembalo

 

AnnamariaCembaloCom'è bello piangere. Piangere di gioia, quando per tutta la vita hai sofferto, hai trascorso la tua esistenza nei meandri di una società che ti ha relegato all' isolamento. Non si piange, però, quando non si conosce il bene.
Il pianto di Filumena Marturano, trascrive e racchiude tutto il senso di un riscatto possibile.
"La seta storta" , ha fatto anche questo.
Annamaria Cembalo, regista, ha saputo trascrivere e riscrivere un testo fin troppo generoso, che ha fortemente valorizzato lo stile e le movenze dei due, indiscussi, protagonisti di "Così, Così,cosi": Francesco Antinolfi e Daniela D'Auge. Per la D'Auge, protagonista, è stata una performance che ha confermato una maturità artistica che le permette di assumere una istrionica padronanza della scena. Francesco Antinolfi, non da meno, con un personaggio difficile, interpretato in un parallelismo unico nei testi, ma pur sempre in una posizione di sudditanza, rispetto alla figura apicale di Filumena.
Complesso conventuale del Gesù Gonfalone, un luogo suggestivo e forse ancora sconosciuto; Gesù Piccolo, l'esatta denominazione, risale al nono secolo l'edificio, già di culto, trasformato dalla confraternita Gonfalone, a cui si devono le strutture gotiche, le maioliche riportate sulla pavimentazione e un residuo di portico, coperto da volte a crociera, con incisione orizzontale, proveniente dal gotico d'oltralpe.
Un privilegio, assistere alla rappresentazione.
Di Filumena Marturano e Domenico Soriano, eravamo convinti di sapere tutto, suffragati da una formamentis culturale e da una generosa ricerca Eduardiana. Dobbiamo, invece, rivedere alcune fonti, onde evitare di trovarci in contraddizione.
La convinzione, però, è nella genesi dei testi, per cui Annamaria Cembalo, seppur trasformando il percorso teatrale, ha indotto gli interpreti, bravissimi, Francesco Antinolfi a non modificarne l'e(s)senza.
La condivisione del dramma si trasforma nella incertezza interpretativa di ruoli e condizioni, troppo spesso in antitesi.
La velata ironia degli attori, in svariate occasioni, accompagna il pubblico in plateali apprezzamenti, sicché il "dramma" non lascia spazio ad un umorismo tipicamente partenopeo.
Il sipario cala non prima di un atteso colpo di scena, che conferma la "costante" redazione di Annamaria Cembalo e la determinante interpretazione di Francesco Antinolfi e Daniela D'Auge.
Buona la fonica e le luci di Vittorio Fusto, altrettanto la disponibilità della Pro Loco, in uno spettacolo di tradizione, che ha saputo associare il teatro in un monumento tra i più suggestivi del centro storico di Capua.

 

Nelle foto Daniela D'Auge e Francesco Antinolfi; Annamaria Cembalo in regia.

 

 

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