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Capua. I "ciummaiuoli" di Santa Caterina e la cappella gentilizia di Santa Maria della scafa.

ciummaioliDedico a loro questa nota, giusto per rinnovare quel legame imprescindibile tra Capua ed il suo fiume: il Volturno.
Racconti e qualche vecchia foto in bianco e nero, sbiadita dal tempo, rendicontano e riflettono, ai posteri, la storia delle tante famiglie che dal fiume di Capua, trovavano sussistenza quotidiana.
Si racconta della pescosita' delle acque dolci e della bontà del prodotto, il cui risultato ampliava succulente pietanze ed arricchiva le modeste tavole, imbandite nel rione a margine dell'ansa che delimita il percorso urbano della città.
In vero, conosco ed apprezzo, le esperienze donate al pubblico, seppur nella loro genuina semplicità, di Tittone "schiuvatiello", ultimo baluardo dei "ciummaiuoli" capuani. Tittone è da tempo impegnato nell'ardua impresa di trasmettere e diffondere alle "dormienti e distratte" nuove generazioni capuane, l'amore per il fiume.
Inoltre, sempre Tittone, diffonde convintamente la cultura del "lontro", che sovente utilizza e che costruisce con amore e passione. Un vero artigiano, insomma, per cui se non ci saranno adepti, in futuro anche il lontro sarà una ulteriore testimonianza del passato.
Ed erano proprio i pescatori, che con il lontro, quasi a testimoniare la fede per la entusiasmante battuta nelle limpide, ed un tempo, cristalline acque, prima di far ritorno nelle modestissime abitazioni, soddisfatti del "pescato",facevano sosta e penitenza dinnanzi alla Cappella, testimonianza di fede eretta proprio ai margini delle sponde.
Lungo la strada per S. Iorio e nel prolungamento del decumani Maximus, si ergeva la modesta sede Mariana, per la quale si celebravano, evidentemente, i riconoscimenti alla Venerata. Un pregevole lavoro editoriale dei dirigenti scolastici capuani, Giovanni Di Cicco ed Antonio Sapio, riporta che la cappella, fu costruita verso la fine del millecinquecento.
E con la Cappella di Santa Maria della scafa, si deve aggiungere una ulteriore testimonianza di fede, eretta lungo il corso del fiume: l'imponente statua di San Giovanni Nepomuceno, posizionata sul punto più alto del vecchio ponte romano, per la quale, non si conosce più la fine e, proprio in virtù di ciò, si sono avanzate svariate, ed a volte fantasiose ipotesi.
Ed il fiume sarà protagonista di una attesissima manifestazione, in programma per il prossimo sedici di settembre.
Organizzatori dell'evento, Annamaria Troili e Pompeo Pelagalli, sotto l'egida del Touring Club Italiano.
Il Volturno, un fiume di storia...in canoa. Questo il titolo imposto alla manifestazione, dove protagonista sarà il fiume ma anche il centro storico di Capua.
Novità dell'evento, sarà senza dubbio, anche la navigata nel tratto urbano, con i vogatori del Volturnia Kajak, capitanati dal Professor Gennaro Iadicicco.
Occasione da non perdere, che però, impone un accorato appello, che il cronista lancia alle istituzioni, affinché, possano impegnarsi personalmente, per la pulizia degli argini entro gli inizi di settembre, in particolare, quelle nel tratto della riviera Casilino.
Solo così, si potrà ridare dignità ad uno degli angoli più belli e suggestivi della città, alla quale è attribuito ancora, almeno onorificamente, il titolo di "regina del Volturno".

Nelle foto con Tittone, Annamaria Troili e Pompeo Pelagalli; la cappella della scafa e la statua di San Giovanni Nepomuceno in una vecchia foto del ponte romano.

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