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Capua. Sul di ventesimo quarto di luglio, nell'anno dell'umana salute 1501

sacco di capuaSul di ventesimo quarto di luglio, nell'anno dell'umana salute 1501.
Fra le vie, che di quelli di su ricordati funesti torrenti davano insieme con le acque i cadaveri al fiume, una ve ne fu la principale, che hoggi di pur porta il suo pendio verso là, dove il Volturno stringendosi alla città viene cavalcato dal ponte. Or quivi sulla facciata di una parete era l'immagine di Maria Vergine col suo morto Figlio nel seno, sotto il titolo della Madonna della Pietà, ma per essere questa immagine nel muro, e in via, e non in Chiesa dicevasi l'immagine di questa Gran Signora dal volgo con voce diminutivo la Santella e dava mostra con le mani di sostenere il capo, ed il corpo del suo Figlio morto. È fama che in quello si gonfio il torrente, che giunse quivi a ricoprire un tronco di colonna mostrata per l'addietro a posteri, come termine fin dove giunse la piena, questa sacratissima immagine alzasse in aria le mani vicino al volto in atto di maggiore pietà, quasi che, se si mostrava afflitta per la morte del suo caro Figlio, assai più crescesse il suo dolore pei nuovo compassionevole scempio di una città. Fu perciò che venne eretta una chiesa e sotto il patrocinio la Confraternita che vestiva a nero portando nell'oscurità delle vesti il tanto lutto, così nel nome dell'eccidio di una città, dicendosi compagnia della morte, che però prese per suo istituto il seppellire quelli che muoiono di morte violenta.
È questo uno dei brani più significativi raccolti da Agostino Pascale, tra i narratori più attenti ed oculati del sacco di Capua. Un avvenimento cruento, determinato da ripicche e tradimenti .
Ventiquattro di luglio del 1501.
Certo, le personalità in campo sono decisive per capire la dinamica della strage e quando si fa il nome di Cesare Borgia, il duca del Valentinois, soprannominato il Valentino.
E, in effetti, è così. Cesare Borgia voleva conquistare il Regno di Napoli, in mano agli aragonesi e, nel frattempo, vendicarsi di Ferdinando d’Aragona che gli aveva impedito all’ultimo il matrimonio con la figlia Carlotta.
Il Valentino, dunque, spalleggiato dalla Francia, comandò il 12 luglio un esercito piuttosto numeroso verso Capua, la quale era posta in una specie di fortino naturale, protetta da speroni di roccia e quindi potenzialmente inespugnabile.
Il 19 luglio, iniziarono i combattimenti che si protrassero per quattro giorni, senza sosta, al termine dei quali Capua negoziò una resa per 40.000 ducati. Cesare Borgia, allora, fece tenere dai suoi soldati un atteggiamento amichevole, salutando la folla, mostrando bandiere in segno di pace, convincendo i capuani che ormai il pagamento dei ducati era soltanto un proforma e che la vera pace era stata sancita.
I capuani caddero nell’inganno e aprirono le porte della città.
Cesare Borgia, abbassando la verga, in piazza dei Giudici, diede allora ordine del massacro e non c’è altro modo di raccontare la strage se non dicendo che, con tutta probabilità, le vittime furono più di 5000.
Era il 24 luglio, vigilia di San Giacomo.
Pare che il Volturno si tinse di rosso.
Il personaggio: Cesare Borgia, si dice che, uccise suo fratello perché era il preferito del padre per condurre una vita e una carriera militare.
In seguito ordinò l’uccisione, lo stupro, la violenza, il saccheggio di una città intera perché un re non gli aveva dato in sposa la propria figlia.
Ogni anno, la città di Capua rievoca il "Sacco" con cerimonie religiose e scenografiche per lasciare un segno indelebile nella memoria e, di conoscenza per le giovani generazioni. Suggestivo ed emozionante il lancio della corona, da parte dei confratelli del Vulgo Santella, nelle acque del Volturno.
Altrettanto spettacolare la rievocazione storica della Pro Loco. Di prossima uscita i programmi.

Nelle foto: confratelli della Santella con la corona da lanciare nel Volturno e le immagini del corteo storico della Pro Loco.

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