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Capua. Mario Cesarano il nuovo Direttore del Museo Campano.

centore maglioccaDi lui hanno detto che con le sue opere cerca di fondere il "sacro con il profano". Di una considerazione, però, sono certo, è opinione comune: Giuseppe Centore, amichevolmente e da chi gli vuole bene, come noi, chiamato Don Peppino, è una delle espressioni più imponenti della poetica religiosa nel mondo.
Già direttore del Museo Campano di Capua, oggi custodisce gelosamente il titolo di onorifica attribuzione.
E venerdì prossimo, un autorevolissimo appuntamento culturale si terrà nel palazzo Antignano, sede della struttura museale di proprietà dell'Amministrazione Provinciale di Terra di Lavoro.
Sarà anche l'occasione per conoscere il nuovo direttore del Campano di Capua, il Dottor Mario Cesarano che sarà presentato ufficialmente dal Presidente della Provincia, Avvocato Giorgio Magliocca e dal Consigliere Luigi De Cristofaro.
L'occasione è data dalla pubblicazione degli "Annali" del Museo Campano, opera letteraria realizzata a quattro mani da don Centore e l'architetto Pasquale Argenziano.
I lavori saranno coordinati da Franco Chianese, presidente della federazione provinciale degli albergatori.
Un pregevole intermezzo musicale accompagnerà, poi, gli ospiti nella prestigiosa atmosfera storica delle opere custodite nelle sale museali.
Con la pianista Franca Volpicelli, casertana, tra le piu apprezzate musiciste a livello internazionale, si esibiranno Antonio Colica, violino; Ferdinando Ciaramella, viola; Vincenzo Santangelo al violoncello È il caso di rendicontare i lettori sulla figura di Don Centore, classe 1932, è nato il sedici di aprile,
capuanodoc, ordinato sacerdote, aveva già conseguito una laurea in Teologia presso la Pontificia Facoltà Teologica "San Luigi" di Napoli e la laurea in Filosofia presso l'Università degli Studi di Napoli. Diventa successivamente direttore dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose di Capua dove è docente di filosofiae teologia.
Don Peppino è autore di prose, poesie e ricerche sulla sua città natale, edite soprattutto per Curcio ed Edizioni Scientifiche Italiane.
La stesura di poeta comincia nel 1967 con La parola, cui seguirono, tra le sue altre raccolte, Il dialogo, Il silenzio, Uomo di Coleridge, Il liuto di Orfeo; sono opere religiose in cui, è stato detto, cerca di "fondere sacro e profano".
Fra le opere in prosa figurano invece La poesia di Karol Wojtyła, pubblicata in occasione della visita del Papa Santo nella città di Capua il 24 maggio del 1992.
Di Centore è pregevole il ricordo del fraterno amico Don Umberto D'Aquino, un prete così.
I suoi scritti sono stati tradotti in varie lingue, tra l'altro anche in russo. Viceversa, ha tradotto Il cimitero marino (Le Cimetière marin) di Paul Valery.
L'appuntamento di venerdì prossimo, alle diciotto, segna il nuovo corso del Museo Campano di Capua, impegno per il quale è direttamente interessato il Presidente della Provincia Giorgio Magliocca.

 

Nelle foto: don Centore ed il Presidente della Provincia Giorgio Magliocca

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