In migliaia per l'ultimo saluto all'Arcivescovo di Capua Mons. Bruno Schettino

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Il suo viaggio terreno a Capua si è concluso là dove nel 1997 è iniziato: a Porta Napoli. All'epoca una folla festante lo aveva accolto dopo la sua investitura alla guida della Diocesi più importante dell'Italia meridionale. E lì ieri sera una folla commossa gli ha ancora una volta tributato affetto sincero. Il Pastore degli ultimi, degli emarginati e degli immigrati. Così è stato definito Monsignor Bruno Schettino, che aveva improntato la sua opera pastorale in difesa di tutti coloro che vivono ai margini della società. Un compito particolarmente difficile in una terra, come quella casertana, dove sono forti i conflitti sociali soprattutto in alcune aree, come quella del litorale domizio, dove la convivenza pacifica e civile tra persone di diversa culture è stata messa a dura prova. Ed è stato in questo contesto che ha operato Monsignor Schettino, favorendo l'azione di dialogo e di fratellanza tra le diverse etnie indirizzandole verso una società multirazziale. Gli anni della sua attività pastorale nella Diocesi capuana, proprio per questo, sono stati indirizzati in un intenso lavoro pastorale in favore degli immigrati, con l'aiuto del Centro Fernandes di Castelvolturno che fa capo alla stessa Arcidiocesi di Capua. Proprio per questo suo impegno, Monsignor Schettino era stato chiamato alla presidenza della Migrantes e della Commissione Cei per le Migrazioni.

 

IL RITO FUNEBRE

"Che 'a Madonna t'accumpagna". Così ha concluso l'omelia il Cardinale di Napoli Crescenzio Sepe, che durante la celebrazione ha ricordato la figura di Bruno Schettino ripercorrendo le tappe della suo percorso pastorale, dal seminario di Napoli, all'impegno profuso nella Parrocchia di Nola, fino a quello di Arcivescovo di Capua. "Era un buono – ha detto il Cardinale Sepe – ha sempre profuso il suo impegno per i poveri e per gli emarginati. La sua porta era sempre aperta per dare un sollievo morale a chi ne sentiva il bisogno. Ha lasciato un segno tangibile in questo territorio, accogliendo le immigrate schiavizzate ridandole la propria dignità. Oggi si raccolgono i frutti spirituali del suo impegno proprio nell'ambito della numerosa comunità degli immigrati del casertano".

 

A partecipare al rito funebre c'erano le Autorità ecclesiastiche, militari e civili per dare l'ultimo saluto a Monsignor Bruno Schettino. Ma c'erano soprattutto migliaia di fedeli a rendere omaggio al pastore degli immigrati. E proprio quest'ultimi, giunti dal martoriato litorale casertano, hanno dato il loro ultimo saluto a colui che consideravano un loro "fratello". Nel primo pomeriggio di ieri la Cattedrale si è man mano riempita di tantissimi fedeli e, per consentire a tutti di assistere alla cerimonia funebre, la Diocesi ha allestito un maxischermo all'interno del cortile della Chiesa. Tra le autorità intervenute, il Prefetto di Caserta Carmela Pagano, il Presidente della Provincia Domenico Zinzi, il Senatore Paolo Russo ed alcuni onorevoli e consiglieri regionali. Al termine della celebrazione, il corteo funebre, con il feretro portato a spalla, ha attraversato via Duomo, Piazza dei Giudici e il Corso Appio, fino a giungere in Largo Porta Napoli. Da qui il feretro di Schettino è stato trasportato nella zona monumentale del cimitero di Capua e collocato all'interno della Chiesa madre. Nella giornata di oggi, le spoglie saranno tumulate nell'antica cappella diocesana, eretta nel 1841, contestualmente alla costruzione del cimitero cittadino.

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