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La città di San Prisco

sanprisco santiSan Prisco è un comune italiano di 12377 abitanti della provincia di Caserta, situato in Campania. Si tratta di un piccolo paese profondamente religioso. Qui infatti, vi sono tre chiese risalenti al periodo medievale. Quella maggiormente visitata è la Chiesa Madre, dedicata al patrono del paese, cioè San Prisco. Ogni anno, il 25 Gennaio, a San Prisco si celebra appunto la festa di Santa Matrona. La storia di tale festività, come avviene per la maggior parte delle ricorrenze casertane, nasce da piccoli aneddoti religiosi tramandati di generazione in genarazione fino ai giorni nostri. Matrona era una nobildonna, figlia di un nobile della Lusitana (regione del Portogallo) che cresceva in un contesto di forte religiosità e fede e professava con dedizione il culto di San Prisco. Quest’ultimo, protovescovo della città di Capua (dove fu martirizzato), nel corso del tempo divenne uno dei Santi più adorati e pregati in virtù dei numerosi miracoli che gli vennero attribuiti; tanti erano i pellegrini che accorrevano ai piedi della sua tomba. Matrona, fu una di quelli: affetta da cronici dolori all’addome, dopo aver sognato un invito dallo stesso San Prisco, raggiunse immediatamente Capua. La leggenda narra che subito dopo la visita e le preghiere recitate sulla tomba di San Prisco, la nobildonna guarì da ogni male. Fortemente colpita dal miracolo, rinnovò maggiormente la sua fede e decise di rimanere per sempre nel casertano, senza più tornare nella Lusitana. Qui, investì molte delle sue ricchezze costruendo, sulla tomba del suo amato Santo, una basilica ad uso matyrion (ovvero una struttura che sorge sulla tomba di un martire, appunto), che sarebbe attualmente la Chiesa Madre di San prisco. Dopo la sua morte, divenuta Santa, fu invocata soprattutto per chiedere aiuto in occasioni di grandi epidemie del passato, quali il colera. Attualmente Santa Matrona è protettrice delle partorienti ed in genere pregata per porre fine ai dolori riguardanti l’addome e l’apparato intestinale. La ricorrenza che inizialmente cadeva il 15 marzo, è attualmente fissata per il 25 gennaio che, nel mondo contadino, era una data particolarmente propizia. Secondo l’antica tradizione contadina, in tale data il giorno guadagna un’ora di sole e questo coincide con un’altra usanza agricola: la macellazione del maiale. Fuori la Chiesa, diversi artigiani e commercianti allestiscono bancarelle, vendono prodotti fatti in casa come le “cucchiarelle”, ovvero mestoli di legno, il “setaccio“ per fare il pane, e i classici panieri della nonna, ovvero le “canestrelle”. Ad affiancare l’artigianato, vi è un particolare dolciume amato sia da grandi che piccini: la mela zuccherata.


Gennaro Iannotta, liceo statale "Salvatore Pizzi",
1 scientifico B, cronisti di classe 2019/2020

 

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