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Casal di Principe. "L'Odissea della Nco"

Nuova-cucina-organizzata-1280x720Sembra essersi finalmente aperto uno spiraglio di luce nella tempesta che ha coinvolto, in questi ultimi tempi, il ristorante-pizzeria "Nco-Nuova Cucina Organizzata" di Casal di Principe. Il locale, infatti, che sorge su una villa confiscata alla criminalità organizzata ed è chiamato in tal modo per cancellare definitivamente il concetto di "Nuova Camorra Organizzata" di Raffaele Cutolo, il 19 dicembre scorso, per mezzo di rappresentanti della cooperativa sociale "Agropoli", che si occupa della sua gestione, aveva annunciato un'imminente chiusura a causa di fondi non versati negli ultimi due anni da parte del comune di Casaluce, senza i quali l'attività non avrebbe certamente potuto andare avanti. L'appello lanciato dagli attivisti, rivolto anche al Presidente della Repubblica Mattarella, accusava lo stato di essere  venuto meno ai suoi doveri ed è, così, riuscito ad attirare l'attenzione del segretario della Commissione Anticamorra Vincenzo Viglione, il quale ha affermato che "la chiusura di un ente sociale..., ...ovemai dovesse concretizzarsi, non potrà che essere considerata una sconfitta per tutti", soprattutto perchè si tratta di una struttura finalizzata al reinserimento sociale di pazienti con disabilità psichiche attraverso l'attività lavorativa su territori martoriati dai pregiudizi sociali come quelli di Casal di Principe. Grazie all'intervento di Viglione, lo staff del ristorante era riuscito a ottenere una riunione d'urgenza con l'assessore Fortini e i consiglieri e i dirigenti regionali; tuttavia, non essendo giunti ad una soluzione, gli attivisti di "Agropoli" avevano convocato una conferenza stampa il 3 gennaio, nella quale si invitavano tutti a celebrare "un'ultima cena" la sera del 6 gennaio, giorno dell'Epifania, dal momento che era stata confermata la chiusura per il giorno dopo a causa della stessa regione: "Dove avevano fallito i colpi di pistola della Camorra, riesce la regione Campania. Si è decretata la morte di un sistema, quello del budget di salute, portando anche alla chiusura di tante realtà che gestiscono beni confiscati e utilizzano questo strumento".
Fortunatamente, però, fra il 7 e l'8 gennaio è arrivato l'annuncio, da parte del governatore della regione Campania Vincenzo de Luca, della volontà di far proseguire l'attività, consentendo la sua continuità operativa con l'anticipo di fondi necessari alla stessa, rinviando, quindi, l'annuncio della chiusura o della riapertura al 30 gennaio. Certamente, esprimendo l'opinione comune, ci si augura che vi sia, nei prossimi giorni, una svolta positiva riguardo a questa delicata situazione, cosicchè la Camorra non possa davvero averla vinta di fronte a persone, appartententi alla cooperativa "Agropoli", che hanno, fino a questo momento, lottato pur di poter dare un'occasione lavorativa a questi giovani con disagi mentali e un'opportunità di riscatto per l'intera regione.


Claudia Iorio,

 

III A scientifico, liceo "S. Pizzi"

- Cronisti di Classe 2019/20 -

 

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