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Viva ‘a rivoluzione!

rivoluzionenapoletana-2Sul palco di Palazzo Fazio in via Seminario n.10 a Capua i giorni sabato 18 gennaio 2020, alle 20:30 e domenica 19, alle 18:30 è andato in scena “1799-La Rivoluzione Napoletana”, sesto spettacolo della rassegna di teatro, danza e arti performanti FaziOpenTheater di Termoli diretta da Antonio Iavazzo con Sezione
TeatroDanza a cura di Annamaria Di Maio.
Gisella Fantacuzzi ha predisposto le coreografie e Giandomenico Sale si è occupato della regia. I due sono stati anche i protagonisti e interpreti dell’opera teatrale mentre a Marco Franzini è stata affidata la Direzione tecnica.
Il soggetto trasposto nell’opera consiste in alcune vicende storiche che difficilmente vengono approfondite nell’ambiente scolastico, finendo per essere quasi dimenticate, data la loro breve durata, ma che sono al tempo stesso indice dei bisogni della popolazione dell’epoca, ignorati fin troppo a lungo, a tal punto da determinare l’esito delle vicende.
È il 1734 a Napoli quando si instaura il regime illuminato di Carlo di Borbone. Nel 1759 sale al potere Ferdinando IV di Napoli, ora Ferdinando I delle Due Sicilie. 30 anni dopo, nel 1790, la Rivoluzione Francese esporta le sue idee anche nel regno meridionale. La politica si fa particolarmente repressiva verso i giacobini e gli illuminati filofrancesi. Il sovrano è costretto a fuggire a Palermo con tutta la sua famiglia, lasciando Napoli in balia di guerre civili per l’instaurazione di un nuovo governo. Così, il 23 gennaio 1799 viene proclamata la Repubblica Napoletana. I repubblicani al potere, tuttavia, non hanno sufficiente coscienza dei reali bisogni del popolo; in più, l’economia è minacciata dalle continue richieste dell’esercito francese, costantemente in armi sul territorio; e ,per finire, la repressione sanguinaria del nuovo regime contro gli oppositori politici non aiuta a simpatizzare col popolo.
Nel giugno dello stesso anno, con la ritirata delle truppe francesi e l’arrivo dei sanfedisti, vengono conquistati gli ultimi forti in mano ai repubblicani: Castel Sant’Elmo, Castel dell’Ovo e Castel Nuovo e il governo borbonico preesistente viene ristabilito, anche se per breve tempo.
L’ambientazione dello spettacolo ha luogo proprio in quell’arco di tempo in cui la Repubblica è stata instaurata.
Musica e danza si fondono in questo spettacolo e una donna, simbolo della Repubblica, viene vista seminare chicchi di grano che rappresentano il pensiero rivoluzionario, diffusosi tra gli intellettuali del Regno di Napoli.
Altri corpi, isolati, quasi inermi sentono i rumori della battaglia, i quali vanno a mischiarsi alle parole dei grandi pensatori dell’epoca: Vannucci, Pagano e Cuoco, la cui frase “Tutto si può fare, la difficoltà è solo nel modo.
Noi possiamo giungere col tempo a quelle idee… Tutto il segreto consiste in sapere donde si debba incominciare” viene citata all’interno dello spettacolo. Questa semplice frase racchiude in poche righe il messaggio che lo spettacolo mira a trasmettere al suo pubblico: di una popolazione che, se avesse voluto, avrebbe potuto cambiare il mondo circostante, attraverso un uso sapiente della democrazia e dell’autodeterminazione dei singoli che, purtroppo, non ci sono stati.


Raffaele Romano, III Sco A,

Liceo Salvatore Pizzi

- Cronisti di Classe 2019/20 -

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