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Capua – Rappresentazione teatrale “‘O suonno do’ presepio” intervista al regista e autore Jury Monaco.

o-suonn-ro-presepNei giorni 5 e 6 gennaio, nell’ambito dei festeggiamenti dell’Epifania organizzati dalla pro loco, in collaborazione col comune di Capua e le parrocchie del centro, si è tenuta a Capua la rappresentazione teatrale: “‘O suonno do’ presepio”.
Nel suggestivo scenario della Chiesa di S. Eligio, gremita oltre ogni limite, per tutti e sei gli spettacoli (tre al giorno) in tanti hanno applaudito e apprezzato l’estro della compagnia diretta dal giovane autore e regista Jury Monaco.
La storia, messa in scena con ben trenta attori tra cui Antonio Ferraro e Lorenzo Cecere, ha catapultato gli spettatori nel magico momento della nascita di Gesù, narrata come solo l’eclettico e poliedrico autore Jury Monaco sa fare miscelando sapientemente la delicatezza del tema della Natività con il sarcasmo della napoletanità nel modo che solo i grandi del teatro napoletano sanno fare.


Aldilà del successo dell’evento, ho avuto il privilegio di porre alcune domande all’autore:


Domanda. Come è nata la passione per la recitazione?


Risposta. Sicuramente la passione per la recitazione è nata quando da piccolino insieme ai miei genitori ho avuto la possibilità di assistere alle commedie di Eduardo De Filippo e in tv mi divertivo a guardare i film di Totò;
Già a 6 anni ero incuriosito dal mondo del teatro e della recitazione, chiedevo continuamente a mio padre come fare per diventare attore.
Ricordo la prima recita di Natale alle scuole elementari con “‘A livella” e da li ero sempre in prima fila quando era necessario recitare, mi piaceva imitare Eduardo, Totò e Troisi fin quando raggiunti i 19 anni mi iscrissi a scuola di recitazione e per pagarmi gli studi lavoravo come animatore nei villaggi turistici. Da quel momento non mi sono più fermato fin quando ho formato una vera e propria compagnia di professionisti

 

D. Cosa l’ha ispirato a scrivere questa commedia?
R. Sono stato contattato dal presidente della pro loco di Capua, in passato avevo già scritto uno spettacolo per bambini sul presepe napoletano, e sono sempre stato affascinato sul meraviglioso mondo delle simbologie sui misteri della natività raccontata secondo la tradizione di Napoli.
Per questo ho deciso di scrivere e adattare la versione presentata in occasione dell’Epifania a Capua

 

D. nello spettacolo “’o suonno do’ presepio” va in scena l’origine e la magia della tradizione del teatro napoletano, quanto è ancora attuale tutto questo?
R. Dobbiamo sempre partire da chi siamo e chi eravamo! In linea generale, la tradizione può essere attuale nel momento in cui si capisce che deve essere rinfrescata da nuova linfa perché ovviamente il teatro, cosi come la vita cambia tutti i giorni. Il teatro è lo specchio della vita quindi determinati temi devono essere attualizzati, alcune battute all’interno di un testo devono essere riviste e attualizzate, per essere rese più fruibili, oggi il pubblico è più social, forse più distratto e non più abituato ai tempi lunghi del teatro di qualche anno fa, bisogna ammortizzare i tempi, attirare subito l’attenzione degli spettatori, affrontando temi che siano fruibili e di comprensione immediata.

 

D. Oggi il teatro italiano sembra non godere di una nuova attività creativa, qual è un suo pensiero rivolto ai giovani teatranti che vogliano intraprendere il mestiere?
R. Penso che un uomo di spettacolo debba avere delle cose da dire prima come uomo e poi come artista, il mio consiglio è leggersi dentro e capire quanto sia importante la passione, la voglia di stare su un palco, raccontare delle cose, lasciare delle emozioni, se diventa solo un fatto narcisistico o per stare al centro dell’attenzione si parte già con il piede sbagliato. Io non penso che il teatro viva un momento di crisi ma semplicemente non si dà molta fiducia ai giovani perché i produttori cercano qualcosa di facile presa o perché devono fare botteghino o incasso. Questo è un tema molto italiano e forse per lo più campano. In Europa si dà molto spazio alla sperimentazione e non è detto che oggi non possano nascere nuovi Pirandello, Moliere, Scarpetta, i talenti ci sono ma non si ha molta voglia di scoprirli, ci si concentra più sull’effetto e non sulla causa e si da poco spazio ai giovani.
Il consiglio è passione, dedizione, sacrificio, voglia di fare e di dare.

 

La ringrazio per la cortesia e la disponibilità per il tempo che mi ha dedicato.


Annapaola Palumbo
2° AI Liceo Scientifico Internazionale Garofano – Capua


- Cronisti di Classe 2019/20 -

 

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