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Capua- Sedersi a riflettere sulla Panchina Rossa

panchina-rossa-cocquio-trevisago-29-novembre-645673.610x431“Per tutte le violenze consumate su di Lei, per tutte le umiliazioni che ha subìto, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l’ignoranza in cui l’avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le ali che le avete tagliato, per tutto questo: in piedi Signori, davanti a una Donna!”.
Questa frase viene spesso erroneamente attribuita al celeberrimo drammaturgo William Shakespeare, il cui nome altisonante ha permesso la diffusione di questo frammento a tal punto da renderlo un emblema del 25 novembre, giornata contro la violenza sulle donne, tanto da diventare un mezzo, seppur secondario, per la sensibilizzazione a uno dei temi più delicati degli ultimi anni: la denuncia di crimini verso le donne. Tra questi espedienti, recentemente, ha spopolato la Panchina Rossa. Diversamente dalle altre iniziative estemporanee, però, essa è un’installazione permanente. Ciò ha favorito una lenta ma costante adesione degli altri Comuni al progetto, inclusa Capua. A tale scopo avverrà l’inaugurazione del primo “monumento” capuano contro la violenza di genere in Piazza Duomo dalle 11:00 alle 13:00 del 25 novembre. L’iniziativa è nata su gentile proposta del portale Capuaonline.com, a seguito del toccante articolo dell’alunna Valentino Alessia, che per prima accennò a questo progetto; articolo ben accolto dai cittadini stessi, la cui richiesta è stata ascoltata, a riprova del fatto che anche dal più piccolo gruppo di persone, col più piccolo
dei gesti, si può concorrere a qualcosa di molto più grande. L’idea innovativa consiste nell’indurre a un’intensa riflessione chiunque trovi un momento per sedersi su queste panchine, invitando i cittadini a combattere l’ignoranza e la brutalità attraverso la cultura e la divulgazione: ragion per cui l’Assessore della Pubblica Istruzione Dott.ssa Loredana Affinito esorta a condividere sui social dei selfie seduti sulla panchina con l’hashtag #tiamodavivereCapua affinché la Panchina venga valorizzata.
Si spera che questa esperienza porti all’utilizzo di altri mezzi più concreti per coinvolgere emotivamente chi di rado si interessa a episodi di violenza e femminicidi, i quali denotano una barbarie che contraddice l’ideale di uomo civile che si è costruito negli ultimi anni. Un caso che ha avuto una discreta risonanza in Italia è senz’alcun dubbio quello delle Zapatos Rojas, ovvero le scarpe rosse lasciate abbandonate su tante piazze del nostro Paese per sensibilizzare l'opinione pubblica. L’installazione dell'artista messicana Elina Chauvet è diventata presto uno dei modi più popolari per denunciare femminicidi e atti di violenza simili: l’opera è entrata a tal punto nell’immaginario comune da rendere il rosso il colore simbolo di questa lotta in Italia, laddove in altri paesi è l’arancione, tant’è che si parla di Orange Day.
Da qui è nata l’idea della “Panchina rossa” in Italia. Sono decine e decine i Comuni che hanno risposto a questo progetto. La prima panchina è stata posata nella piazza di Lomello, in provincia di Pavia, il 18 settembre 2016. Oltre a rappresentare un “monumento” civile di significato immediato, la panchina rossa ha anche il valore aggiunto di coinvolgere, spesso, anche i più giovani; in alcuni Comuni si è chiesto ai giovani writers di dipingere la panchina o di scrivere dei toccanti aforismi su di esse: un monito per chiunque abbia anche solo la voglia di sedersi a riflettere.
Un modo semplice di fare comunità intorno a una tematica che, fortunatamente, sta diventando di interesse comune.


Raffaele Romano, III scientifico A, liceo "S.Pizzi"

 

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