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Capua. “I libri: un piacere senza tempo”

20190416 110041 2“I libri pesano tanto: eppure, chi se ne ciba e se li mette in corpo, vive tra le nuvole”, questo afferma Luigi Pirandello, uno dei più grandi scrittori italiani, nei riguardi della lettura. La sua non è retorica, né tantomeno una frase di semplice interpretazione. Quando si parla di libri il discorso è sempre complesso ma, mentre sulla tipologia di testo che si preferisce, il dibattito e sempre aperto, altrettanto non si può dire sulla questione dell’importanza del libro in sé. Un libro ben scritto contiene lo spirito di una persona, di un popolo, e a volte, di un’intera Nazione. Ma se il suo valore come documento storico ed elemento rappresentativo non basta a evidenziarne l’importanza, si pensi allora alla quantità straordinaria di temi, trame e insegnamenti che ogni libro può fornirci: la lettura è un arricchimento continuo, non un piacere elitario. Chi legge non lo fa solo per sembrare più erudito, ma per il piacere stesso della lettura. Francis Scott Fitzgerald (grande scrittore e sceneggiatore americano del XX secolo) ricorda, a tal proposito, che leggendo si scopre che i nostri desideri sono universali e che, in fondo, non siamo isolati da nessuno. Se i libri, nella loro eccezionale varietà, sono realmente fondamentali per l’uomo, altrettanto lo sono le biblioteche: luoghi in cui viene raccolto il sapere letterario. Molto spesso, nonostante la meticolosità con cui le stesse sono ordinate, al lettore risulta piacevole perdersi volontariamente in quel mare di pagine scritte da autori desiderosi di comunicare qualcosa; perché in fondo si, la lettura è comunicazione anche se con un diverso registro linguistico e raramente si riesce a contenere l’irrefrenabile piacere che porta con sé. Pertanto è pienamente condivisibile l’iniziativa dell’UNESCO (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura) che, nel 1996, ha istituito la “Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore” (celebrata annualmente ogni 23 Aprile, data in cui nel 1616 morirono tre dei più grandi scrittori di sempre: Miguel de Cervantes, William Shakespeare e Garcilaso de la Vega). Sottolineare periodicamente il valore dei libri può sembrare, a seconda dei casi, talvolta superfluo altre volte ridondante, eppure, di fronte a vere e proprie tragedie come i Bücherverbrennungen (in italiano “roghi di libri”) organizzati dalla Germania nazista per zittire ogni voce contraria all’ideologia del Terzo Reich, o dinanzi ad un apparente disinteresse da parte dei giovani d’oggi, che prediligono altre forme di comunicazione, questo tipo di ricorrenze possono costituire un momento di riflessione forte e chiaro. Non a caso, il Liceo “Salvatore Pizzi” di Capua, noto per l’impegno e la sensibilità verso tematiche di attualità, ha deciso di trattare la questione dei libri, delle librerie e del diritto d’autore con un seminario in vista dell’evento istituito dall’UNESCO. L’incontro di studio, tenutosi lo scorso 16 Aprile a causa delle festività pasquali, è iniziato intorno alle ore 10:00 nell’aula magna dell’Istituto e ha visto la partecipazione di tre importanti personalità del nostro territorio. In primis ha esposto la prof.ssa Paola Zito di Unicampania, che nel suo intervento ha ribadito agli alunni e ai docenti del Liceo in ascolto il compito che libri e biblioteche hanno ancora oggi nella nostra società: diffondere un sapere libero. Di seguito la prof.ssa Jolanda Capriglione, presidente del Club UNESCO di Caserta, ha presentato un breve excursus sulla storia delle biblioteche. Lo scopo è stato quello di mostrare come nella storia dell’umanità, tali contenitori di libri siano stati fondamentali per lo sviluppo di un popolo e l’ampliamento della conoscenza. In particolar modo la prof.ssa Capriglione ha evidenziato come una delle maggiori tragedie della storia sia stata la misteriosa distruzione della biblioteca di Alessandria d’Egitto, la più grande del mondo antico (la sua scomparsa è probabilmente avvenuta tra il 48 a.C. e il 642 d.C.). Perfino i romani, dopo aver conquistato la Grecia a seguito della battaglia di Pidna del 168 a.C., preferirono, tra le tante cose a disposizione, portare a Roma la biblioteca di Perseo: il sapere, dunque, presso i nostri illustri predecessori, non era secondo a nulla e necessario alla “paideia” (educazione scolastica ed etica) dei cittadini. L’ultimo ospite ad esporre, la prof.ssa Teresa Carnevale, Presidente della Fondazione Morra, uno degli archivi più importanti sulla produzione artistica e culturale contemporanea in Campania, ha brevemente parlato agli studenti del lavoro svolto dall’associazione. Il seminario è stato sicuramente un successo e l’attenzione dimostrata dai presenti è stata contagiosa, tanto che gli stessi si sono prestati anche ad un flash mob per ricordare i duecento anni de “L’Infinito”, una delle maggiori composizioni di Giacomo Leopardi. In conclusione possiamo dire che l’iniziativa del Liceo Pizzi nei confronti di tali ricorrenze, fa sicuramente ben sperare per il futuro dei libri e delle biblioteche. Gli alunni dell’Istituto sono in una fase di crescita ed è questo il momento giusto per stimolare la curiosità e far nascere in loro la passione per quella stupenda esperienza che è la lettura; “Là dove si bruciano i libri si finisce per bruciare anche gli uomini”, così si espresse il poeta tedesco Christian Johann Heinrich Heine, e mai parole furono più vere.

 

di Luca Serio

 

 

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