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Sessa Aurunca. La centrale elettronucleare Garigliano.

centralenucleareLa centrale elettronucleare Garigliano è una centrale nucleare a scopo di produzione di energia elettrica situata nel comune di Sessa Aurunca, in provincia di Caserta, oggi in disuso da quasi 40 anni. I lavori per la costruzione della centrale iniziano il 1º novembre 1959, e terminano il 1º gennaio 1964 su progetto dell'ingegnere Riccardo Morandi, architetto anche del famoso ponte genovese crollato qualche mese fa.
Nel 1965 la proprietà della centrale è stata assunta da Enel, di cui è stata parte fino al 1978, anno in cui è stata fermata per motivi di manutenzione, rivelatasi poi troppo costosa: la centrale è stata disattivata definitivamente il 1º marzo 1982 e da allora è stato garantito il mantenimento in sicurezza delle strutture e degli impianti a tutela della popolazione e dell'ambiente. La centrale ha complessivamente prodotto 12,5 miliardi di kWh di energia elettrica durante tutta la sua attività.
Nel 1999 SOGIN è divenuta proprietaria dell'impianto con l'obiettivo di realizzarne lo smantellamento. Il 20 novembre 2018, la centrale ha aperto i suoi varchi per raccontare della nuova vita dei materiali prodotti dallo smantellamento degli impianti nucleari, un tema che ha fatto storcere il naso a molti sulle possibili conseguenze sull’ambiente in termini territoriali e sanitari, in un clima di proteste e manifestazioni a livello globale per le attuali questioni riguardo l’ambiente e i cambiamenti climatici.
Sogin, in occasione della decima edizione della “Settimana europea per la riduzione dei rifiuti” ha spiegato come le attività di smantellamento degli impianti elettronucleari vengano progettate al fine di recuperare e riciclare i materiali prodotti dopo esser stati decontaminati. L’evento “Economia circolare per il decommisioning nucleare” di cui la società Sogin si è fatta promotrice, è stato aperto dall’amministratore delegato di Sogin, Luca Desiata, che ha evidenziato come le strategie adottate per la riduzione dell’impatto ambientale del decommissioning nucleare si articolino in 3 parti: minimizzazione del quantitativo dei rifiuti radioattivi; separazione, riutilizzo e riciclo dei materiali; attuazione delle politiche di miglioramento delle performance ambientali.
Notizia più recente invece, quella del 26 Marzo 2019: la centrale nucleare non sarà deposito nazionale di scorie radioattive. La III Commissione speciale ‘Terra dei Fuochi, bonifiche ed ecomafie’ del Consiglio regionale della Campania, presieduta dal consigliere Gianpiero Zinzi, si è riunita per parlare di "Decommissioning della Centrale Nucleare del Garigliano: nuova tempistica e aggiornamento sui lavori in corso d’opera”. Si è tenuto a precisare l'impossibilità di tenere rifiuti radioattivi all'interno della centrale per la vicinanza della stessa col centro abitato e per la presenza di diverse aree naturali protette.
Proprio qualche giorno fa a Roma, la famosa attivista svedese Greta Thunberg, ha parlato di clima e ambiente ai ragazzi in Piazza del Popolo. Quale momento migliore, in clima di rivalsa da parte della nuova generazione e anche dei più adulti, per parlare dello smantellamento di una centrale nucleare in una zona come la nostra, devastata dalla mafia e dalla terra dei fuochi. Energia "sporca", generata da fonti inquinanti e non rinnovabili, la maggior parte dell’energia prodotta dall'avvento dell'energia elettrica, alla quale anche la centrale nucleare presa in esame, anche se in minima parte, ha contribuito. Le iniziative prese riguardo la centrale dimostrano come qualcosa stia cambiando, e ci mostrano ancora di più l'importanza di agire in fretta per fermare il cataclisma che ci troveremo ad affrontare nel caso non dovessimo prendere dei provvedimenti.

 

di Alfredo Izzo 3T/B, liceo Salvatore Pizzi

 

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