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Pietramelara. Siamo tutti un po’ Greta Thunberg?

 

fotoarticolomarzoNei giorni scorsi gruppi di ragazzi arrabbiati e consapevoli hanno occupato pacificamente le piazze di centinaia di città per manifestare contro le scelte scellerate di adulti che non hanno rispetto né del mondo in cui vivono né hanno a cuore il futuro delle giovani generazioni. Simbolo della “lotta” pacifica è stata una giovane studentessa svedese di soli 16 anni, Greta Thunberg.
L’adolescente attivista, candidata per il Premio Nobel della Pace per il suo impegno contro la crisi climatica ed il riscaldamento globale, ha fatto appello a tutti, coetanei e non, sentenziando: “Bisogna agire! Bisogna mobilitarsi! Abbiamo bisogno di impegno e cambiamenti reali.”
150 nazioni interessate dal “Global Strike for Climate”, mobilitazione giovanile inizialmente partita in sordina per poi convogliare in un vero e proprio movimento di spessore: lo Youth for Climate (Giovani per il Clima). Al grido di “Non è troppo tardi per salvare la Terra”, una folla di giovani ha dimostrato coscienza civica ed impegno, oltre che sguardo critico sul mondo attuale.
La cosa preoccupante, secondo l’ONU, è la costante crescita del numero delle persone che muoiono a causa di malattie legate all’inquinamento ambientale (circa 7 milioni di persone ogni anno).
Durante il #Fridayforfuture di venerdì 15 marzo si è messo l’accento sui rischi per il pianeta, sulla necessità di misure concrete e sull’importanza di avviare un percorso, ma prima ancora una concezione, più sostenibile di sviluppo.
Lo sciopero globale ha aperto la lettura del rapporto dell’Onu (il sesto Global Environmental Outlook) che ci spiega quanto in realtà siamo in ritardo.
Oltre 750 pagine per capire che anche se venissero tagliate le emissioni di gas serra in tempi ristretti (come previsto con l’accordo di Parigi già nel 2015), in realtà le temperature del Circolo polare Artico aumenterebbero di 5-9 gradi in mezzo secolo e questo provocherebbe l’innalzamento del livello dei mari in tutto il mondo, con conseguenze disastrose per l’umanità.
Inquinamento atmosferico ed ambientale, morti premature, perdite economiche e infezioni resistenti alle cure: questo e molto altro purtroppo è lo scenario apocalittico che si intravede dando uno sguardo al futuro prossimo.
I ragazzi meritano un mondo vivibile, portando il dovuto rispetto per la Natura che, come una madre amorevole, ci dà l’ossigeno necessario per vivere.
I piccoli borghi sembra che non siano stati travolti da questa onda d’urto di sostenibilità, poche infatti sono le manifestazioni che si sono registrate nel Casertano, inclusa Pietramelara.
C’è da dire però che il costante impegno degli abitanti del posto e dell’Amministrazione Comunale è lodevole, spesso impegnando mezzi e risorse proprie per raccogliere i rifiuti che incauti “personaggi” lasciano abbandonati nelle campagne non curandosi dei danni permanenti che stanno provocando all’ambiente.
Anche l’Istituzione Scolastica di Pietramelara promuove nelle attività extradidattiche l’importanza e il rispetto che dobbiamo all’ambiente, sensibilizzandoli e fornendo ai giovani scolari le direttive per poter nel loro piccolo compiere gesti sostenibili. Lodevole è l’impegno dei docenti nel proporre ogni anno, regolarmente, manifestazioni che fanno riflettere i giovani per un futuro migliore, come ad esempio la marcia per la legalità in ricordo di Don Peppino Diana, svoltasi lo scorso 19 marzo.
Manifestare non basta, ma sicuro è un buon punto di inizio. Sarebbe bello se anche la mia Pietramelara, il prossimo anno, partecipasse al #Fridayforfuture, per coinvolgere ed invogliare anche altri paesi limitrofi e far sentire forte anche la voce dei giovani del posto.

 

Flavia Gioia Di Fronzo - 1° A Scientifico Internazionale
Liceo Luigi Garofano, Capua

 

 

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